Andorra riconosce nuove difficoltà con la Santa Sede per depenalizzare l'aborto

Andorra riconosce nuove difficoltà con la Santa Sede per depenalizzare l'aborto
Foto: Forbes España

Il Governo di Andorra ha riconosciuto che i negoziati con la Santa Sede per depenalizzare l’aborto attraversano una nuova fase di complessità dopo il cambio di pontificato e che non si attendono progressi significativi nel breve termine.

Secondo quanto riferisce La Veu Lliure, la questione è tornata all’attenzione del Consell General durante il dibattito sulla riforma del Codice Penale, a seguito di un emendamento presentato dal Partito Socialdemocratico per includere la depenalizzazione dell’aborto nel testo legislativo. La proposta è stata respinta, anche se ha permesso di evidenziare le differenze tra l’Esecutivo e l’opposizione sul ritmo della riforma.

Il cambio in Vaticano rallenta i negoziati

Il ministro delle Relazioni Istituzionali, Ladislau Baró, ha spiegato che il recente avvicendamento alla guida del Vaticano ha alterato lo scenario di dialogo che il Governo andorrano manteneva con la Santa Sede.

Secondo quanto ha indicato, il nuovo contesto obbliga a ripensare le conversazioni e rende più difficile raggiungere un accordo nei tempi che il Governo prevedeva qualche mese fa.

Baró ha difeso che i negoziati restano aperti, ma ha evitato di fissare un calendario per una possibile riforma. Il ministro ha insistito sul fatto che l’obiettivo dell’Esecutivo è trovare una soluzione che permetta di avanzare sui cosiddetti «diritti delle donne» senza mettere a rischio l’attuale modello istituzionale del Paese né l’equilibrio che sostiene il Coprincipato.

L’opposizione chiede una riforma più decisa

Il Partito Socialdemocratico ha criticato la mancanza di progressi e ha chiesto una maggiore determinazione per adeguare la legislazione andorrana in materia di aborto e dei cosiddetti «diritti sessuali e riproduttivi».

La formazione ritiene che l’Esecutivo abbia generato aspettative che, per il momento, non si sono tradotte in misure concrete.

Sulla stessa linea, Concòrdia ha lamentato che il processo continui bloccato e ha chiesto al Governo di promuovere soluzioni efficaci per rispondere a una rivendicazione presente da anni nel dibattito politico andorrano.

Da parte sua, la maggioranza parlamentare ha ribadito che qualsiasi modifica legislativa dovrà essere compatibile con il quadro costituzionale e con la preservazione del Coprincipato, una condizione che continua a segnare la posizione dell’Esecutivo su una delle questioni più delicate della politica andorrana.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare