Hicks assicura che sempre più giovani tornano alla Chiesa a New York: «Hanno visto un mondo disconnesso dalla fede»

Hicks assicura che sempre più giovani tornano alla Chiesa a New York: «Hanno visto un mondo disconnesso dalla fede»

L’arcivescovo di New York, Ronald Hicks, assicura che l’arcidiocesi sta vivendo un crescente ritorno di giovani adulti alla pratica religiosa, un fenomeno che attribuisce al disincanto verso una società sempre più lontana dalla fede, dalla tradizione morale e dai valori che danno senso alla vita.

In un’intervista concessa a Vatican News dopo aver ricevuto il pallio dalle mani di papa Leone XIV nella basilica di San Pietro, il prelato ha sostenuto che numerosi giovani tra i venti e i trent’anni «stanno tornando alla Chiesa, cercando una comunità e volendo servire», dopo aver sperimentato «la fragilità di un mondo disconnesso dalla fede, da una tradizione morale o da valori e virtù che orientino la vita».

Hicks vede un ritorno di giovani adulti alla Chiesa

L’arcivescovo ha spiegato che questo rinnovato interesse per la fede costituisce una delle maggiori opportunità pastorali per la Chiesa a New York. A suo giudizio, molti giovani cercano qualcosa di più del successo professionale o del benessere materiale e trovano nella Chiesa una comunità in cui mettere la propria fede al servizio degli altri.

«Vogliono rendere il mondo un posto migliore e possono rivolgersi alla Chiesa, che sa come tradurre la fede in azione, in servizio e in volontariato», ha affermato.

Hicks ha indicato che la sua intenzione è sfruttare questo momento per rafforzare la formazione cristiana a tutti i livelli. «Voglio assicurarmi che aiutiamo intenzionalmente, non solo i giovani, ma persone di tutte le età, a conoscere, amare e servire il Signore», ha spiegato.

«Un mondo disconnesso dalla fede»

Il prelato ritiene che questo ritorno di molti giovani sia strettamente legato al vuoto lasciato da una società sempre più secolarizzata.

«Hanno visto la realtà di un mondo che non è connesso con la fede, con una tradizione morale o con valori e virtù che orientino la vita; un mondo che dice: «Fai semplicemente ciò che vuoi, pensa ciò che vuoi; la tua felicità è la tua e la mia è la mia». Deve esserci qualcosa di più», ha affermato.

Secondo Hicks, proprio questa ricerca di un fondamento solido sta portando molti giovani a riavvicinarsi alla Chiesa.

Formazione, catechesi ed evangelizzazione

L’arcivescovo ha manifestato che una delle sue priorità sarà rafforzare la formazione, la catechesi e l’evangelizzazione per consolidare questo risveglio religioso.

Allo stesso tempo, ha difeso una Chiesa «che non sia autoreferenziale, ma una Chiesa in missione e al servizio degli altri», affermando che questo è anche il modello pastorale che papa Leone XIV sta proponendo ai vescovi.

La fede non può essere ridotta all’ambito privato

Durante l’intervista, Hicks ha avvertito anche del rischio di vivere la fede esclusivamente nell’ambito privato. A suo giudizio, esiste una «falsa umiltà» che porta molti cattolici a nascondere le proprie convinzioni fuori dal tempio.

«La nostra fede non può rimanere su uno scaffale mentre viviamo con le nostre famiglie, lavoriamo o ci relazioniamo con gli altri», ha affermato.

Sebbene abbia respinto qualsiasi forma di proselitismo aggressivo, ha insistito sul fatto che i cristiani sono chiamati a evangelizzare e a presentare Gesù Cristo come via di salvezza.

«Non perdete mai la speranza»

Nella parte finale dell’intervista, l’arcivescovo ha rivolto un messaggio di speranza ai fedeli, evocando l’episodio evangelico di Gesù che calma la tempesta.

«Non perdete mai la speranza. Gesù è sempre nella barca con noi», ha affermato. «Anche se sembra addormentato in mezzo alle tempeste, non ci abbandona mai. Ci invita a seguirlo e a vivere la fede anche in mezzo alle difficoltà».

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