La CEE studia il primo rapporto sui reati d’odio contro i cattolici e prepara il decimo anniversario di Amoris Laetitia

La CEE studia il primo rapporto sui reati d’odio contro i cattolici e prepara il decimo anniversario di Amoris Laetitia
Foto: Conferencia Episcopal Española

La Commissione Permanente della Conferenza Episcopale Spagnola (CEE) ha esaminato il primo rapporto elaborato dall’Ufficio di ricezione delle denunce per reati di odio e offese per motivi religiosi contro i fedeli cattolici, un documento che arriva in un momento di crescente dibattito politico dopo l’accordo tra PSOE e Sumar per eliminare dal Codice Penale il reato di offesa ai sentimenti religiosi.

Durante la conferenza stampa successiva alla riunione della Permanente, tenutasi il 22 e 23 giugno a Madrid, il segretario generale della CEE, monsignor Francisco César García Magán, ha espresso la sua preoccupazione per la proposta legislativa promossa dai soci di governo.

Il portavoce episcopale ha affermato che risulta sorprendente che si proponga di eliminare la protezione giuridica della libertà religiosa e dei sentimenti religiosi mentre si mantengono altre figure penali. «Sorprende che non sia incluso l’elogio del terrorismo», ha sottolineato, aggiungendo che risulta anche «strano» che si intenda ritirare la protezione a istituzioni come la Corona o alle credenze religiose. «In una democrazia sana e matura è sorprendente che si verifichino questi cambiamenti», ha dichiarato.

Il rapporto constata che i cattolici sono i più colpiti

L’Ufficio di ricezione delle denunce per reati di odio e offese per motivi religiosi è stato creato dalla Conferenza Episcopale nel giugno 2025 con l’obiettivo di raccogliere dati su attacchi, discriminazioni e atti di ostilità diretti contro i credenti a causa della loro fede.

Il rapporto, che dovrà ancora essere esaminato dalla prossima Assemblea Plenaria prima della sua pubblicazione, include un’analisi dei casi registrati durante l’ultimo anno.

Durante la conferenza stampa, García Magán ha anticipato che i dati raccolti mostrano che la percentuale più alta di offese per motivi religiosi colpisce i cattolici. Di fronte a questo fatto, ha difeso che la libertà di espressione non può diventare una giustificazione per l’offesa gratuita.

«Non c’è libertà di offendere», ha affermato il segretario generale della Conferenza Episcopale, rivendicando per i cattolici lo stesso rispetto sociale che si esige quando si tratta di altre confessioni religiose.

Interrogato su alcuni casi concreti giunti in tribunale come possibili reati contro i sentimenti religiosi, García Magán ha riconosciuto che, a titolo personale, determinate azioni gli risultano offensive. «Una cosa è l’umorismo e un’altra l’offesa, che sono limiti distinti», ha sottolineato.

I vescovi rivedono l’accoglienza di Amoris Laetitia

La Commissione Permanente ha dedicato parte dei suoi lavori anche ad analizzare l’accoglienza che ha avuto in Spagna l’esortazione apostolica Amoris Laetitia, pubblicata da papa Francesco nel 2016 dopo i sinodi sulla famiglia.

La revisione risponde all’invito rivolto da Leone XIV per commemorare il decimo anniversario del documento e servirà come base per l’incontro che riunirà il prossimo mese di ottobre i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo.

I vescovi spagnoli hanno esaminato il lavoro pastorale sviluppato durante questo decennio e le iniziative promosse nelle diocesi per accompagnare le famiglie in un contesto sociale e culturale sempre più complesso.

I vescovi non si pronunciano nuovamente sulla corruzione politica

La situazione politica spagnola è stata presente anche durante l’intervento del segretario generale della CEE.

Interrogato sui recenti casi di corruzione che riguardano il panorama politico nazionale, García Magán ha definito il problema «grave» e ha ricordato che Pedro Sánchez è arrivato al potere mediante una mozione di censura basata proprio sulla necessità di combattere la corruzione.

Senza entrare in valutazioni di parte, il portavoce episcopale ha ricordato che la Costituzione Spagnola prevede diversi meccanismi istituzionali per affrontare situazioni di crisi politica e ha sottolineato che spetta ai poteri dello Stato valutare gli strumenti previsti dall’ordinamento giuridico.

Allo stesso tempo, ha escluso che la Conferenza Episcopale elabori un nuovo documento specifico sulla situazione politica attuale e ha invitato a rileggere testi già pubblicati dai vescovi spagnoli che restano pienamente vigenti.

Proseguono i preparativi dell’Assemblea Sinodale

La Commissione Permanente ha ricevuto anche informazioni sui preparativi della futura Assemblea Sinodale della Chiesa in Spagna, prevista per il secondo semestre del 2027.

Monsignor Francisco Conesa ha presentato ai vescovi le novità derivanti dal documento recentemente pubblicato dalla Segreteria Generale del Sinodo, che stabilisce le fasi e i criteri per la fase di applicazione del processo sinodale nelle Chiese locali.

Nuovo presidente di Cáritas Española

Nel capitolo delle nomine, la Commissione Permanente ha approvato la designazione di Luis Ayala Cañón, laico dell’arcidiocesi di Madrid, come nuovo presidente di Cáritas Española in sostituzione di Manuel Bretón Romero, che ricopriva l’incarico dal 2017.

I vescovi hanno anche ratificato diverse nomine in associazioni ecclesiali e hanno dedicato parte della riunione a valutare la recente visita apostolica di Leone XIV in Spagna, sulla quale hanno reso pubblico un messaggio rivolto ai fedeli e una lettera di ringraziamento al Pontefice.

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