La Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) ha reso pubblica il 24 giugno una lettera aperta indirizzata a papa Leone XIV e a tutti i cardinali della Chiesa, accompagnata da un’ampia professione di fede di 28 pagine in cui espone in modo sistematico le proprie posizioni dottrinali e la diagnosi sulla crisi che sta attraversando la Chiesa cattolica.
La notizia è stata anticipata dal portale italiano Messa in Latino, che ha diffuso inizialmente la lettera firmata dalla dirigenza della Fraternità e ha annunciato la prossima pubblicazione del documento dottrinale completo. Successivamente, la FSSPX ha reso pubblico il testo integrale, presentato come «professione di fede cattolica per illuminare le anime di fronte agli errori moderni».
La pubblicazione avviene a pochi giorni dalle consacrazioni episcopali previste per il prossimo 1° luglio a Écône e alla vigilia del concistoro convocato da Leone XIV per la fine di giugno.
Una professione di fede rivolta a Roma
La lettera è firmata dal superiore generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, insieme ai suoi principali collaboratori: mons. Alfonso de Galarreta, Christian Bouchacourt, mons. Bernard Fellay e Franz Schmidberger.
Nel testo, i firmatari spiegano di ritenere giunto il momento di presentare una «professione integrale della fede cattolica» di fronte alla situazione che la Chiesa sta vivendo attualmente.
«La Chiesa soffre oggi sotto la pressione di nuove forze, provenienti sia dall’interno che dall’esterno, che la spingono in tutte le direzioni possibili, tranne —a nostro parere— quella giusta», affermano.
La Fraternità sostiene che la risposta a questa crisi non può trovarsi in nuove soluzioni pastorali o adattamenti al mondo contemporaneo, ma nel ritorno alla Tradizione cattolica.
«La Tradizione contiene tutti i rimedi per i mali più profondi di cui soffrono la Chiesa e il mondo», indicano gli autori del documento.
Allo stesso tempo, esprimono il desiderio che il testo possa servire un giorno come base per un dialogo dottrinale «franco, pacifico, fraterno e caritatevole» con la Santa Sede.
Un testo contro gli «errori moderni»
La professione di fede è strutturata in diciassette capitoli e 154 proposizioni dottrinali che affrontano temi come la Rivelazione, la Trinità, la grazia, il peccato originale, la Redenzione, la Vergine Maria, la Chiesa, il Magistero, la morale, la liturgia, i sacramenti e i novissimi.
Lungo il documento, la Fraternità riafferma gli insegnamenti tradizionali del Magistero precedente al Concilio Vaticano II e rifiuta espressamente dottrine e correnti che considera incompatibili con la fede cattolica.
Tra queste menziona il modernismo, il liberalismo religioso, l’indifferentismo, il laicismo e determinate forme di ecumenismo.
Il testo sostiene inoltre che l’attuale crisi ecclesiale «non può ridursi a un semplice conflitto di sensibilità, di preferenze liturgiche o di opzioni pastorali», ma riguarda «i fondamenti stessi della fede e della morale, del sacerdozio e del culto».
Una critica esplicita al Concilio Vaticano II e alle riforme successive
La Fraternità afferma che gli «errori moderni» sono penetrati nella vita della Chiesa «attraverso il Concilio Vaticano II e le riforme postconciliari», provocando una crisi di grande portata.
Secondo il testo, l’agnosticismo avrebbe indebolito la coscienza di Dio; il naturalismo avrebbe oscurato la necessità della grazia; il relativismo avrebbe attaccato l’immutabilità del dogma; e la collegialità e la sinodalità avrebbero inciso sulla costituzione gerarchica della Chiesa.
Inoltre, il documento attribuisce a queste trasformazioni fenomeni come l’indebolimento della predicazione dottrinale, la banalizzazione del peccato, la crisi della famiglia, la perdita del senso di Dio, la diminuzione delle vocazioni e la confusione dottrinale tra i fedeli.
Difesa della Messa tradizionale
La FSSPX riafferma la dottrina tradizionale sul sacrificio della Messa, la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia e il valore formativo della liturgia cattolica.
Il documento sostiene che la Messa tradizionale romana esprime «con chiarezza incomparabile» la dottrina cattolica sul sacrificio eucaristico, sul sacerdozio e sulla presenza reale.
Afferma inoltre che le riforme liturgiche successive al Concilio si sono allontanate dalla tradizione secolare della Chiesa e hanno contribuito a una perdita del senso sacrificale del culto.
La Fraternità conclude che un’autentica restaurazione cattolica dovrà necessariamente passare attraverso il ripristino del culto divino tradizionale.
Ecumenismo, libertà religiosa e morale
Il testo dedica ampi paragrafi anche a questioni particolarmente dibattute dal Concilio Vaticano II.
Tra le altre affermazioni, rifiuta l’idea che le religioni non cristiane possano essere considerate vie di salvezza in sé stesse, critica l’ecumenismo inteso come relativizzazione dell’unicità della Chiesa cattolica e difende la dottrina tradizionale sulla regalità sociale di Cristo.
In materia morale, riafferma l’insegnamento cattolico sul matrimonio, rifiuta qualsiasi legittimazione dell’aborto, dell’eutanasia e della contraccezione, e critica la possibilità di presentare situazioni oggettivamente contrarie alla legge divina come compatibili con il piano di Dio.
Rifiuta inoltre l’ammissione ai sacramenti di coloro che perseverano pubblicamente in situazioni che la Chiesa ha sempre considerato incompatibili con la morale cattolica.
Alla vigilia di un nuovo capitolo
Con questa iniziativa, la Fraternità presenta formalmente a Roma una sintesi dottrinale completa delle proprie posizioni, insistendo sul fatto che la sua intenzione non è offrire una proposta propria per il futuro della Chiesa, ma reclamare il ritorno alla Tradizione cattolica come criterio per affrontare l’attuale crisi.
«Non possiamo far nulla contro la verità, ma solo per la verità», conclude la lettera citando la Seconda Lettera di San Paolo ai Corinzi.