Roma dice no alla Germania: l'omelia resterà riservata a sacerdoti e diaconi

Roma dice no alla Germania: l'omelia resterà riservata a sacerdoti e diaconi
09.03.2023, Hessen, Frankfurt/Main: Teilnehmer der Synodalversammlung sitzen vor dem Schriftzug 'Der Synodale Weg'. Bis zum 11. März 2023 wollen die deutschen Katholiken ihren seit 2019 laufenden Reformprozess Synodaler Weg vorläufig abschließen. In Frankfurt tritt dafür zum fünften und letzten Mal die Synodalversammlung zusammen. Sie umfasst 230 Menschen aus allen Bereichen des katholischen Lebens. Allerdings zählen in erste Linie die 67 Bischöfe. Foto: Arne Dedert/dpa +++ dpa-Bildfunk +++

Il Vaticano ha respinto la richiesta della Conferenza Episcopale Tedesca di consentire ai fedeli laici di pronunciare l’omelia durante la celebrazione della Messa in determinate circostanze eccezionali. La decisione, comunicata dal Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, rappresenta un nuovo ostacolo per alcune delle proposte promosse da settori della Chiesa tedesca negli ultimi anni.

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Secondo una nota diffusa il 23 giugno dal dicastero presieduto dal cardinale Arthur Roche, la richiesta era stata presentata il 30 marzo scorso e mirava a ottenere un indulto che permettesse a un laico debitamente autorizzato di predicare al posto dell’omelia durante la celebrazione eucaristica.

L’omelia non è una semplice norma disciplinare

In una lettera datata 17 giugno e indirizzata al presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, monsignor Georg Bätzing, il prefetto del dicastero, monsignor Heiner Wilmer, ha comunicato che non era possibile concedere la dispensa richiesta.

La ragione principale addotta da Roma è di carattere liturgico e teologico. Il documento afferma che la riserva dell’omelia al sacerdote o al diacono «non è una mera norma disciplinare, ma deriva dalla natura stessa della liturgia».

Il Vaticano ricorda che l’omelia fa parte integrante della Liturgia della Parola, è intrinsecamente legata alla proclamazione del Vangelo e costituisce un esercizio del munus docendi —la missione di insegnare— affidato ai ministri ordinati mediante il sacramento dell’Ordine.

Per questo motivo, sostiene che questa disciplina non può essere modificata mediante un semplice indulto o un’eccezione amministrativa.

Un nuovo limite alle proposte di riforma tedesche

La richiesta si inserisce in un contesto più ampio di dibattiti all’interno della Chiesa in Germania sul ruolo dei laici e sulla struttura dei ministeri ecclesiali.

Negli ultimi anni, vari vescovi e organismi legati al cosiddetto Cammino Sinodale hanno promosso riforme volte ad ampliare le responsabilità dei fedeli laici in ambiti tradizionalmente riservati al clero.

La possibilità che i laici pronunciassero l’omelia durante la Messa figurava tra le questioni sollevate in alcuni di questi dibattiti, soprattutto di fronte alla scarsità di sacerdoti che colpisce numerose diocesi tedesche.

Tuttavia, la risposta del Dicastero per il Culto Divino chiude espressamente questa via, considerando che la questione riguarda la natura stessa della celebrazione liturgica.

Altre forme di predicazione sono possibili

La nota vaticana sottolinea, tuttavia, che la legislazione attuale della Chiesa prevede già numerose forme di annuncio e predicazione che possono essere affidate ai laici al di fuori dell’omelia e della celebrazione eucaristica.

In tal senso, Roma ricorda che i fedeli possono svolgere un ruolo rilevante nell’evangelizzazione, nella catechesi e in altre forme di proclamazione della Parola di Dio, sempre nel rispetto della natura propria di ciascun ministero all’interno della Chiesa.

Il documento conclude insistendo sull’importanza di promuovere un’adeguata formazione permanente di sacerdoti e diaconi affinché l’omelia possa sviluppare pienamente la sua efficacia pastorale e spirituale.

 

Traduzione: 

DICASTERO PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI

COMUNICATO STAMPA – 23 GIUGNO 2026

In una lettera datata 17 giugno 2026 e indirizzata al presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, monsignor Dr. Heiner Wilmer SCJ, il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha comunicato che non è possibile concedere l’indulto richiesto il 30 marzo 2026 per consentire, in circostanze eccezionali, che un fedele laico debitamente autorizzato predichi al posto dell’omelia durante la celebrazione dell’Eucaristia.

Pur esprimendo apprezzamento per le preoccupazioni pastorali che hanno ispirato la richiesta, il Dicastero ribadisce che non è possibile dispensare dalla disciplina attualmente vigente mediante un indulto, poiché la riserva dell’omelia al sacerdote o al diacono non è una mera norma disciplinare, ma deriva dalla natura stessa della liturgia.

L’omelia fa parte integrante della Liturgia della Parola, è intrinsecamente legata alla proclamazione del Vangelo e costituisce un esercizio del munus docendi (ministero di insegnare) affidato ai ministri ordinati mediante il sacramento dell’Ordine.

La proclamazione della Parola all’interno della celebrazione liturgica è inseparabile dalla missione ricevuta sacramentalmente e dall’unità che lega la Parola e il Sacramento nella celebrazione eucaristica.

La lettera sottolinea altresì l’importanza di promuovere la formazione permanente dei ministri ordinati affinché l’omelia possa esprimere pienamente la sua efficacia pastorale e spirituale.

Infine, il Dicastero ricorda che la disciplina attuale della Chiesa prevede già numerose forme di proclamazione della Parola e di predicazione che possono essere affidate a fedeli laici al di fuori dell’omelia e della celebrazione dell’Eucaristia, in conformità al diritto canonico e alla natura propria di queste diverse forme di annuncio del Vangelo.

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