McElory vieta l'installazione di comunioni nelle chiese della diocesi di Washington

McElory vieta l'installazione di comunioni nelle chiese della diocesi di Washington
Cardinal Robert W. McElroy of San Diego gives the homily as he celebrates a Mass of thanksgiving at St. Patrick's Church in Rome in this Aug. 28, 2022, file photo. Pope Francis appointed him a member of the Dicastery for Laity, the Family and Life as well as the Dicastery for Promoting Integral Human Development. (CNS photo/Paul Haring)

Il cardinale Robert McElroy, arcivescovo di Washington, ha ordinato che non vengano installati né reinstallati i inginocchiatoi nelle chiese dell’arcidiocesi, in una nuova controversia liturgica negli Stati Uniti sulla comunione in ginocchio e sulle forme tradizionali di riverenza davanti all’Eucaristia.

La presunta direttiva è stata diffusa inizialmente dalla giornalista Christine Niles, di Stella Maris Media, a seguito di un recente incontro con i sacerdoti. Finora l’Arcidiocesi di Washington non ha pubblicato un decreto formale né una comunicazione ufficiale su questa misura.

Niente inginocchiatoi né inginocchiatoi temporanei

La direttiva attribuita a McElroy indica che non devono essere installati né reinstallati gli inginocchiatoi nelle chiese dell’arcidiocesi. Si sconsiglia inoltre l’uso di inginocchiatoi temporanei per ricevere la Santa Comunione.

Tra gli argomenti esposti durante l’incontro, secondo le informazioni diffuse, è stata menzionata la possibile interruzione della processione di comunione e il rischio che l’uso degli inginocchiatoi trasformi una scelta individuale dei fedeli in una pratica più diffusa.

La questione riguarda direttamente il modo di ricevere la comunione. Negli Stati Uniti, la norma approvata dalla Conferenza Episcopale e confermata dalla Santa Sede stabilisce che i fedeli ricevono la comunione in piedi, dopo aver fatto un gesto di riverenza.

Tuttavia, la legislazione universale della Chiesa chiarisce anche che non si deve negare la Santa Comunione a un fedele per il fatto di inginocchiarsi per riceverla.

Una polemica già esplosa a Charlotte

La possibile decisione di Washington arriva dopo una controversia analoga nella diocesi di Charlotte, Carolina del Nord. Lì, il vescovo Michael Martin ha ordinato di non utilizzare inginocchiatoi, inginocchiatoi né inginocchiatoi individuali per la ricezione della comunione nelle celebrazioni pubbliche.

Martin ha sostenuto in una lettera pastorale pubblicata a dicembre che le norme approvate dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti non prevedono l’uso di inginocchiatoi né di inginocchiatoi per ricevere la comunione, e ha affermato che il loro utilizzo contraddirebbe la posizione normativa stabilita dai vescovi nordamericani.

Il provvedimento ha provocato una forte reazione all’interno del clero diocesano. Più di trenta sacerdoti hanno presentato formalmente dubia alla Santa Sede per chiarire fino a che punto arriva l’autorità di un vescovo nel limitare queste pratiche.

McElroy, di nuovo al centro della controversia

Le informazioni sulla possibile proibizione a Washington hanno suscitato particolare attenzione per trattarsi di una delle arcidiocesi più rilevanti degli Stati Uniti e per il profilo dell’attuale arcivescovo.

McElroy è stato installato come arcivescovo di Washington nel marzo 2025, dopo aver governato per un decennio la diocesi di San Diego, ed è considerato una delle figure più influenti dell’episcopato nordamericano.

La controversia arriva inoltre poco dopo un’altra decisione che ha generato titoli. All’inizio di giugno, il cardinale ha rimosso monsignor Stephen Rossetti dall’incarico di esorcista dell’Arcidiocesi di Washington e ha posto fine al legame diocesano con il St. Michael Center for Spiritual Renewal, dopo alcune dichiarazioni che collegavano fenomeni UFO ad attività demoniaca.

McElroy ha affermato allora che quelle dichiarazioni «minano gravemente l’insegnamento molto preciso della Chiesa sul diavolo, i demoni e l’esorcismo».

Ora l’attenzione torna a concentrarsi su una questione liturgica di fondo: se una diocesi possa impedire l’installazione di elementi che facilitano la comunione in ginocchio quando la Chiesa riconosce che i fedeli non devono essere privati dell’Eucaristia per aver scelto quella postura.

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