Il vescovo di Quelimane (Mozambique), monsignor Osório Citora Afonso, è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco durante la notte tra venerdì e sabato nella sua residenza episcopale. Il prelato, di 54 anni, era stato nominato per quella diocesi da Leone XIV nel 2025 e da aprile esercitava inoltre come amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira.
Il corpo del vescovo è stato rinvenuto in un corridoio della residenza sabato mattina presto. I primi rapporti indicano che ha ricevuto un colpo al petto. Finora non ci sono stati arresti e le autorità non hanno comunicato quale potrebbe essere il movente del delitto.
Gli aggressori hanno disattivato il sistema di sicurezza
Le prime indagini delle autorità mozambicane indicano che i responsabili dell’attacco sono entrati nel recinto dopo aver scavalcato i muri della residenza episcopale.
Secondo le stesse fonti, gli intrusi sono riusciti a neutralizzare il sistema di sicurezza prima di sparare contro il vescovo. Gli investigatori sostengono che l’arma utilizzata sia stato un fucile Kalashnikov modernizzato di tipo AK-M.
Per il momento le autorità non hanno identificato pubblicamente sospetti né hanno fornito ulteriori dettagli sulle circostanze dell’assassinio.
La Chiesa del Mozambico convoca una riunione d’emergenza
Dopo la diffusione della notizia, il presidente della Conferenza Episcopale del Mozambico, l’arcivescovo Inácio Saure, ha convocato una riunione d’emergenza per analizzare la situazione.
«Non sappiamo ancora nulla sui motivi; forse avremo maggiori informazioni domani mattina», ha dichiarato l’arcivescovo a The Pillar.
L’incontro dei vescovi mozambicani mira a raccogliere le informazioni disponibili e a coordinare la risposta della Chiesa di fronte a un fatto che ha provocato un profondo sconcerto nel Paese.
Leone XIV esprime il suo dolore per l’assassinio
La Santa Sede ha reagito al delitto attraverso un messaggio diffuso sul canale Telegram dell’Ufficio Stampa vaticano. Il direttore dell’Ufficio Stampa, Matteo Bruni, ha trasmesso la costernazione del Papa —che si trovava nel suo primo giorno in Spagna— per l’assassinio del vescovo di Quelimane e amministratore apostolico di Beira:
«Papa Leone XIV ha appreso con dolore la notizia del grave atto di violenza che ha causato la morte di Sua Eccellenza, mons. Osório Citora Afonso, vescovo di Quelimane e amministratore apostolico di Beira, e si unisce in preghiera al popolo delle diocesi e del Mozambico in quest’ora di smarrimento, affinché il Signore conceda loro conforto, protegga nel suo amore ogni uomo e ogni donna e fermi la mano dei violenti»
Nominato vescovo appena un anno fa
Osório Citora Afonso apparteneva ai Missionari della Consolata. È stato ordinato sacerdote nel 2002 e ha completato gli studi a Roma e a Gerusalemme prima di essere nominato vescovo ausiliare di Maputo nel 2024.
Un anno dopo, Leone XIV lo ha designato vescovo di Quelimane, una delle principali diocesi del Mozambico.
La sua responsabilità pastorale è aumentata lo scorso mese di aprile, quando è stato nominato amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira dopo le dimissioni per motivi di salute dell’arcivescovo Cláudio Zunna.
Un delitto che colpisce una Chiesa segnata dalla violenza
L’assassinio di monsignor Afonso avviene in un momento particolarmente delicato per la Chiesa in Mozambico. Appena pochi giorni fa, il vescovo di Pemba, monsignor António Juliasse Ferreira Sandramo, ha denunciato che i gruppi jihadisti che operano nella provincia di Cabo Delgado cercano di instaurare un califfato islamico nel nord del Paese.
Dall’inizio dell’insurrezione nel 2017, più di 300 cattolici sono stati assassinati e almeno 117 chiese e edifici ecclesiali sono stati distrutti, secondo i dati di ACN.
Per il momento, le autorità mozambicane non hanno stabilito alcun legame tra l’attività dei gruppi jihadisti a Cabo Delgado e l’assassinio del vescovo di Quelimane, le cui circostanze restano sotto indagine.