Il Governo egiziano ha concesso il riconoscimento legale ad altri 191 templi e edifici di servizio cristiani, una misura che porta a 3.804 il numero totale di immobili ecclesiastici regolarizzati dall’inizio del processo avviato dalle autorità quasi un decennio fa.
La decisione è stata approvata dopo una riunione presieduta dal primo ministro Mostafa Madbouly e si inserisce nell’applicazione della legge del 2016 destinata a regolare la costruzione e la situazione giuridica delle chiese nel Paese.
Un processo avviato nel 2016
Per decenni, numerose comunità cristiane egiziane hanno incontrato importanti difficoltà amministrative per costruire, ampliare o restaurare i propri luoghi di culto. Di conseguenza, molte chiese operavano senza un riconoscimento giuridico pienamente consolidato.
La legge approvata nel 2016 ha rappresentato un cambiamento significativo, creando un comitato incaricato di esaminare la situazione di questi edifici e concedere progressivamente le autorizzazioni necessarie per la loro regolarizzazione.
L’approvazione annunciata ora corrisponde al trentesimo gruppo di pratiche risolte da detto comitato.
Più di 5.400 domande presentate
Secondo i dati diffusi da diverse organizzazioni cristiane, dall’inizio del processo sono state presentate più di 5.400 domande di regolarizzazione.
Con i 191 nuovi fascicoli approvati, il numero totale di chiese e edifici ecclesiastici che hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale raggiunge i 3.804. Tuttavia, diverse centinaia di domande restano in attesa di risoluzione.
Le autorità egiziane precisano che ogni fascicolo è sottoposto a diverse verifiche relative alla sicurezza degli edifici, al rispetto delle norme edilizie e alla situazione legale dei terreni su cui si trovano.
La situazione dei cristiani in Egitto
L’Egitto ospita una delle comunità cristiane più antiche del mondo. I cristiani copti, che costituiscono la maggioranza dei fedeli cristiani del Paese, fanno risalire le loro origini alla predicazione di san Marco nel I secolo.
La questione della costruzione e del riconoscimento legale delle chiese è stata per anni una delle principali preoccupazioni di queste comunità, soprattutto nelle regioni in cui le procedure amministrative risultavano più complesse.
Permangono alcune sfide
Diverse organizzazioni impegnate nella difesa della libertà religiosa hanno valutato positivamente la continuità del processo e la volontà delle autorità di continuare a risolvere le pratiche in sospeso.
Tuttavia, alcune entità ricordano anche che i cristiani continuano ad affrontare difficoltà in determinate zone del Paese, inclusi tensioni comunitarie e ostacoli amministrativi locali.
Inoltre, alcuni osservatori ritengono che le procedure applicabili alle chiese continuino a essere più rigorose rispetto a quelle che riguardano altri luoghi di culto.
Nonostante ciò, la nuova regolarizzazione rappresenta un ulteriore passo in un processo che mira a garantire stabilità giuridica a migliaia di comunità cristiane distribuite su tutto il territorio egiziano.