La scomparsa ufficiale dei Francescani Mariani come entità canonica lo scorso 1° giugno ha lasciato numerose domande senza risposta. Sebbene la spiegazione ufficiale offerta dalla comunità e dalla diocesi di Portsmouth indichi difficoltà pratiche e canoniche per assicurare il loro futuro, diverse fonti sostengono che la storia sia più complessa e che le chiavi della loro scomparsa vadano cercate lontano dall’Inghilterra.
La scorsa settimana è stata annunciata la soppressione di questa comunità nata nel Regno Unito e strettamente legata all’apostolato tradizionale. Tuttavia, nuove informazioni di Advaticanum suggeriscono che le tensioni sorte in Scozia possano aver avuto un ruolo decisivo nell’esito finale.
Il progetto scozzese che non si è mai consolidato
Quando i Francescani Mariani si stabilirono parzialmente nella diocesi scozzese di Dunkeld nel 2022, sembrò aprirsi una nuova fase per la comunità. L’allora vescovo Stephen Robson aveva mostrato il suo sostegno ai religiosi e alle religiose associate all’istituto, promuovendo persino la ricerca di una sede permanente.
I piani prevedevano l’acquisto di proprietà destinate ad ospitare un convento, un monastero e una cappella che permettessero di consolidare la presenza della comunità in Scozia. Tuttavia, il panorama cambiò radicalmente con l’arrivo del vescovo Andrew McKenzie.
A febbraio di quest’anno, la diocesi comunicò che l’operazione immobiliare non avrebbe ricevuto l’approvazione definitiva e che la comunità avrebbe dovuto abbandonare il territorio diocesano. Sebbene in seguito sia stata concessa una proroga fino a ottobre 2026, il progetto che doveva garantire la stabilità dei Francescani Mariani è rimasto definitivamente bloccato.
Accuse mai spiegate pubblicamente
Secondo diverse fonti, le autorità diocesane avrebbero ricevuto critiche relative alla vita interna della comunità. Tra queste figuravano presunti atteggiamenti considerati eccessivamente rigidi da alcuni osservatori e dubbi sull’età di determinati novizi e religiose che entravano nella vita consacrata.
Fino ad oggi, la diocesi di Dunkeld non ha spiegato pubblicamente se queste questioni abbiano influito sulle sue decisioni né ha offerto dettagli sulle ragioni che hanno motivato il rifiuto dei progetti promossi dalla comunità.
L’assenza di spiegazioni ufficiali ha alimentato le speculazioni tra fedeli e benefattori che per anni hanno sostenuto la crescita dei Francescani Mariani.
Una comunità che continuava a crescere
Uno degli aspetti che più colpisce in questo caso è che la dissoluzione non avviene in un contesto di declino apostolico. Al contrario, la comunità si era distinta negli ultimi anni per attrarre numerose famiglie giovani, favorire vocazioni e promuovere un’intensa vita sacramentale.
Gli stessi religiosi hanno sottolineato che i loro apostolati registravano conversioni, battesimi, incremento della devozione mariana e una partecipazione crescente dei fedeli alla vita della Chiesa.
Questa apparente contraddizione tra crescita pastorale e scomparsa istituzionale ha portato alcuni osservatori a chiedersi se gli ostacoli incontrati fossero realmente di carattere organizzativo o se esistessero fattori ecclesiali più profondi che hanno ostacolato la continuità del progetto.
Il contesto di Traditionis Custodes
La storia dei Francescani Mariani si sviluppa anche in un contesto particolarmente delicato per molte comunità legate alla tradizione liturgica.
Dopo la pubblicazione di Traditionis Custodes nel 2021, numerose iniziative legate alla liturgia tradizionale hanno affrontato maggiori restrizioni ed esigenze canoniche. Gli stessi Francescani Mariani hanno riconosciuto che le autorizzazioni a celebrare secondo i libri liturgici tradizionali sono diventate più limitate con il passare degli anni.
Sebbene non esista alcuna prova che questa questione abbia provocato direttamente la dissoluzione della comunità, essa fa comunque parte del quadro generale in cui si sono sviluppati gli eventi.
Una fine che lascia interrogativi
Ufficialmente, la diocesi di Portsmouth sostiene che la soppressione sia stata richiesta dagli stessi membri della comunità dopo un processo di discernimento sulla loro futura sostenibilità. Tuttavia, le informazioni emerse negli ultimi giorni suggeriscono che le difficoltà sorte in Scozia possano aver privato i Francescani Mariani della struttura necessaria per garantire la loro continuità.
Con la scomparsa della comunità si conclude una delle esperienze più singolari dell’apostolato tradizionale cattolico nel Regno Unito nell’ultimo decennio. Tuttavia, le domande sulle ragioni ultime della sua dissoluzione probabilmente rimarranno aperte finché le autorità coinvolte non offriranno spiegazioni più dettagliate.