Nuove contraddizioni sulla denuncia contro padre Omar riaccendono la polemica del caso Ugaz-Bertomeu

Nuove contraddizioni sulla denuncia contro padre Omar riaccendono la polemica del caso Ugaz-Bertomeu
Jordi Bertomeu y Paola Ugaz durante la lectura del mensaje del Papa León XIV con motivo de la obra del «Proyecto Ugaz» (2025)

La polemica intorno alla denuncia diffusa contro il sacerdote peruviano Omar Sánchez ha aggiunto un nuovo capitolo dopo la pubblicazione di un comunicato da parte del programma Gatos por Liebre, di Origen Xtream.

Il pronunciamento arriva pochi giorni dopo l’intervista concessa da Nicolás Arosemena e dopo le informazioni diffuse da Epicentro TV e dalla giornalista Paola Ugaz su una presunta denuncia canonica contro il sacerdote. Lungi dal chiarire la situazione, le ultime dichiarazioni hanno messo sul tavolo una serie di contraddizioni che riguardano il nucleo stesso dell’accusa.

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Esiste o non esiste una denuncia in Santa Sede?

La principale contraddizione segnalata da Gatos por Liebre riguarda l’esistenza stessa di una denuncia presso il Dicastero per la Dottrina della Fede.

Secondo il comunicato, Jordi Bertomeu avrebbe affermato pubblicamente in un’intervista concessa a Rosa María Palacios che non esiste alcuna denuncia contro Omar Sánchez in detto dicastero. Tuttavia, Epicentro TV sostiene che esista una denuncia attualmente in corso in Santa Sede.

L’apparente incompatibilità tra le due versioni ha alimentato nuovi dubbi sullo stato reale del fascicolo. Se la denuncia è in fase di trattazione, risulta difficile conciliare tale situazione con l’affermazione che non esista alcun caso presso la Dottrina della Fede. Se, al contrario, non esiste alcuna denuncia, verrebbe messa in discussione una delle principali basi su cui si è costruita la polemica delle ultime settimane.

La denuncia è stata ritirata o è ancora in corso?

Un altro punto di conflitto ruota attorno all’esistenza e allo stato della denuncia.

Secondo il mezzo di informazione, in diversi interventi pubblici la giornalista Paola Ugaz avrebbe sostenuto che la denuncia presentata contro Omar Sánchez era stata ritirata. Tuttavia, successivamente Epicentro TV avrebbe affermato che esiste una denuncia attualmente in corso presso la Santa Sede.

La discrepanza ha dato origine a una domanda che resta senza una risposta chiara: se la denuncia sia stata effettivamente ritirata o se continui a essere trattata dalle autorità ecclesiastiche.

La questione non è secondaria perché incide direttamente sul fondamento delle informazioni diffuse nelle ultime settimane e sulla credibilità delle diverse versioni offerte pubblicamente.

La controversia sull’identità della presunta denunciante

Un altro elemento che ha generato nuovi dubbi riguarda la documentazione mostrata durante il reportage.

Origen Xtream sostiene che una delle firme mostrate parzialmente a schermo sarebbe stata riconosciuta da Nicolás Arosemena Spitzer —presunta vittima del padre Omar— come quella di sua madre. Secondo questa versione, Arosemena avrebbe negato pubblicamente che lei abbia presentato denuncia alcuna contro il padre Omar Sánchez.

A partire da questa circostanza, i responsabili del programma hanno chiesto che venga mostrata integralmente la firma del documento esibito per chiarire definitivamente l’identità della persona che figura nella denuncia.

Omar Sánchez assicura di non essere stato notificato

Secondo le informazioni diffuse, Omar Sánchez ha ribadito che continuerà a seguire le indicazioni delle sue autorità ecclesiastiche e che, fino ad oggi, non ha ricevuto alcuna notifica ufficiale da parte di alcun dicastero della Santa Sede relativa a una denuncia a suo carico.

Questa affermazione aggiunge un nuovo elemento di incertezza al caso, soprattutto in mezzo alle versioni contraddittorie sull’esistenza e sullo stato di un eventuale procedimento canonico.

Un caso che trascende la denuncia concreta

Al di là della denuncia concreta contro Omar Sánchez, l’episodio ha finito per aprire un dibattito più ampio sui metodi utilizzati in determinate indagini ecclesiastiche, sul trattamento mediatico delle accuse e sulla necessità di verificare rigorosamente la documentazione presentata prima di diffondere accuse di enorme gravità.

Per il momento, lungi dal chiarirsi, la situazione sembra essere entrata in una nuova fase segnata da versioni contrapposte, documenti contestati e una crescente richiesta di trasparenza sull’origine e sull’autenticità delle denunce che hanno alimentato la polemica.

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