Dichiarazione della FSSPX: «In questa fede immutabile desideriamo vivere e morire, in attesa che ceda il posto alla visione diretta dell'immutabile Verità eterna»

Dichiarazione della FSSPX: «In questa fede immutabile desideriamo vivere e morire, in attesa che ceda il posto alla visione diretta dell'immutabile Verità eterna»

Il Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), il padre Davide Pagliarani, ha reso pubblica questo giovedì 14 maggio, festa dell’Ascensione, una Dichiarazione di Fede cattolica rivolta al Papa Leone XIV, datata a Menzingen (Svizzera), sede generale della Fraternità.

Il documento, redatto in tono filiale ma dottrinalmente fermo, si presenta come «il minimo indispensabile» richiesto dalla FSSPX per essere in comunione con la Chiesa e, nelle parole del suo Superiore, per potersi chiamare veramente cattolici e «figli» del Romano Pontefice. Pagliarani lamenta che, dopo più di cinquant’anni di conversazioni con la Santa Sede, le posizioni della Fraternità «non hanno ricevuto alcuna risposta veramente soddisfacente» e denuncia che il diritto canonico sia stato impiegato, a suo giudizio, «non per confermare nella fede, ma per allontanare da essa».

La Dichiarazione riafferma punti classici del magistero preconciliare —unicità della vera religione, necessità della Chiesa cattolica per la salvezza, carattere propiziatorio del Santo Sacrificio della Messa, regalità sociale di Cristo, condanna della laicità e rifiuto di qualsiasi «benedizione» a coppie dello stesso sesso— e pone implicitamente al nuovo Pontefice una roadmap dottrinale per un’eventuale normalizzazione canonica.

Di seguito riproduciamo integralmente la traduzione in spagnolo del testo inviato a Leone XIV.


Dichiarazione di Fede cattolica rivolta a Sua Santità il Papa Leone XIV dal Prevosto Davide Pagliarani, Superiore Generale della FSSPX

Santissimo Padre:

Da più di cinquant’anni, la FSSPX si sforza di esporre alla Santa Sede il suo caso di coscienza di fronte agli errori che distruggono la fede e la morale cattoliche. Purtroppo, tutte le conversazioni avviate sono rimaste senza risultato, e tutte le preoccupazioni espresse non hanno ricevuto alcuna risposta veramente soddisfacente.

Da più di cinquant’anni, l’unica soluzione realmente contemplata dalla Santa Sede sembra essere quella delle sanzioni canoniche. Con grande rammarico nostro, ci sembra che il diritto canonico venga utilizzato, quindi, non per confermare nella fede, ma per allontanare da essa.

Attraverso il testo che segue, la FSSPX si compiace di esprimere a Vostra Santità, in modo filiale e sincero, nelle presenti circostanze, la sua adesione alla fede cattolica, senza nascondere nulla né a Vostra Santità né alla Chiesa universale.

La Fraternità pone questa semplice Dichiarazione di Fede nelle Vostre mani. Ci sembra corrispondere al minimo indispensabile per poter essere in comunione con la Chiesa, chiamarci veramente cattolici e, di conseguenza, Vostri figli.

Non abbiamo altro desiderio che quello di vivere e di essere confermati nella fede cattolica romana.

«Così, rimanendo fermamente radicati e stabiliti nella vera fede cattolica, sforzatevi di essere sempre degni ministri del sacrificio divino e della Chiesa di Dio, che è il Corpo di Cristo. Poiché, come dice l’Apostolo: ‘Tutto ciò che non procede dalla fede è peccato’ (Rom 14, 23), scismatico e fuori dall’unità della Chiesa.» (Pontificale Romano, Monizione agli ordinandi al suddiaconato.)

DICHIARAZIONE DI FEDE CATTOLICA

Nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo, Sapienza divina, Verbo incarnato, che ha voluto una sola religione, che ha lasciato definitivamente scaduta l’Antica Alleanza, che ha fondato una sola Chiesa, che ha trionfato su Satana, che ha vinto il mondo, che rimane con noi fino alla fine dei tempi e che ritornerà a giudicare i vivi e i morti.

Egli, Immagine perfetta del Padre, Figlio di Dio fatto uomo, è stato costituito unico Redentore e Salvatore del mondo dall’Incarnazione e dall’offerta volontaria del sacrificio della Croce. Nostro Signore soddisfa la giustizia divina versando il suo preziosissimo Sangue, e è in questo Sangue che stabilisce la Nuova ed Eterna Alleanza, abolendo l’Antica. È, di conseguenza, l’unico Mediatore tra Dio e gli uomini e l’unico cammino per arrivare al Padre. Solo chi lo conosce, conosce il Padre.

Per un decreto divino, la Santissima Vergine Maria è stata associata direttamente e intimamente a tutta l’opera della Redenzione; quindi, negare questa associazione —nei termini ricevuti dalla Tradizione— equivale ad alterare la nozione stessa di Redenzione così come la Divina Provvidenza l’ha voluta.

Non esiste se non una sola fede e una sola Chiesa per le quali possiamo essere salvati. Fuori dalla Chiesa cattolica romana, e senza la professione della fede che essa ha sempre insegnato, non c’è né salvezza né remissione dei peccati.

Di conseguenza, ogni uomo deve essere membro della Chiesa cattolica per salvare la sua anima, e non esiste se non un solo battesimo come mezzo per incorporarsi ad essa. Questa necessità concerne tutta l’umanità senza eccezione e include indistintamente cristiani, ebrei, musulmani, pagani e atei.

Il mandato ricevuto dagli Apostoli, di predicare il Vangelo a ogni uomo e di convertire ogni uomo alla fede cattolica, rimane valido fino alla fine dei tempi e risponde alla necessità più assoluta e imperiosa che esiste al mondo. «Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato; chi non crederà sarà condannato» (Mc 16, 16). Di conseguenza, rinunciare a compiere questo mandato costituisce il più grave dei crimini contro l’umanità.

La Chiesa romana è l’unica che possiede simultaneamente le quattro note che caratterizzano la Chiesa fondata da Gesù Cristo: l’Unità, la Santità, la Cattolicità e l’Apostolicità.

La sua unità deriva essenzialmente dall’adesione di tutti i suoi membri all’unica vera fede, fedelmente conservata, insegnata e trasmessa dalla gerarchia cattolica nel corso dei secoli.

La negazione di una sola verità di fede distrugge la fede stessa e rende radicalmente impossibile ogni comunione con la Chiesa cattolica.

L’unico cammino possibile per ristabilire l’unità tra cristiani di confessioni diverse consiste nell’appello urgente e caritatevole rivolto ai non cattolici per professare l’unica vera fede nel seno dell’unica vera Chiesa.

In nessun modo la Chiesa cattolica può essere considerata o trattata alla pari con un culto falso o con una chiesa falsa.

Il Romano Pontefice, Vicario di Cristo, è l’unico soggetto detentore dell’autorità suprema su tutta la Chiesa. È egli solo che conferisce direttamente agli altri membri della gerarchia cattolica la giurisdizione sulle anime.

«Lo Spirito Santo non è stato promesso ai successori di Pietro affinché, sotto la sua rivelazione, facessero conoscere una dottrina nuova, ma affinché, con la sua assistenza, custodissero santamente ed esponessero fedelmente la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede.» (Pastor Aeternus, cap. 4.)

A una fede unica corrisponde un culto unico, espressione suprema, autentica e perfetta di quella stessa fede.

La Santa Messa è la perpetuazione nel tempo del sacrificio della Croce, offerto per molti e rinnovato sull’altare. Anche se offerto in modo incruento, il santo sacrificio della Messa è essenzialmente espiatorio e propiziatorio. Nessun altro culto procura l’adorazione perfetta. Nessun altro culto che non sia in relazione con esso è gradito a Dio. Nessun altro mezzo è sufficiente per la santificazione delle anime.

Di conseguenza, il santo sacrificio della Messa non può in nessun modo essere ridotto a una semplice commemorazione, a un pasto spirituale, a un’assemblea sacra celebrata dal popolo, alla celebrazione del mistero pasquale senza sacrificio, senza soddisfazione della giustizia divina, senza espiazione dei peccati, senza propiziazione e senza Croce.

L’aiuto prestato alle anime dai sacramenti della Chiesa cattolica è sufficiente in ogni circostanza e epoca per permettere ai fedeli di vivere in stato di grazia.

La legge morale contenuta nel Decalogo e perfezionata nel Sermone della Montagna è l’unica praticabile per ottenere la salvezza delle anime. Qualsiasi altro codice morale —ad esempio, fondato sul rispetto della creazione o sui diritti della persona umana— è radicalmente insufficiente per santificare e salvare un’anima. In nessun modo può sostituire l’unica vera legge morale.

A imitazione di san Giovanni Battista, la vera carità ci obbliga ad ammonire i peccatori e a non rinunciare mai a prendere i mezzi necessari per salvare le loro anime.

Chi mangia il Corpo di Nostro Signore e beve il suo Sangue in stato di peccato mangia e beve la propria condanna, e nessuna autorità può modificare questa legge contenuta nell’insegnamento di san Paolo e nella Tradizione.

Il peccato impuro contro natura è di tale gravità che clama sempre e in ogni circostanza vendetta davanti a Dio, ed è radicalmente incompatibile con ogni forma di amore autentico e cristiano. Pertanto, un tale «modo di vita» non può in nessun modo essere riconosciuto come un dono di Dio. Una coppia che pratichi questo vizio deve essere aiutata a liberarsene, e non può in nessun modo essere benedetta —formalmente o informalmente— dai ministri della Chiesa.

La sottomissione delle istituzioni e delle nazioni in quanto tali all’autorità di Nostro Signore Gesù Cristo deriva direttamente dall’Incarnazione e dalla Redenzione. Di conseguenza, la laicità delle istituzioni e delle nazioni costituisce una negazione implicita della divinità e della regalità universale di Nostro Signore.

La cristianità non è un semplice fenomeno storico, ma l’unico ordine voluto da Dio tra gli uomini. Non è la Chiesa che deve conformarsi al mondo, ma il mondo che deve essere trasformato dalla Chiesa.

È in questa fede e in questi principi che chiediamo di essere istruiti e confermati da Colui che ha ricevuto il carisma per farlo. Con l’aiuto di Nostro Signore, preferiamo la morte piuttosto che rinunciarvi. È in questa fede immutabile che desideriamo vivere e morire, in attesa che ceda il posto alla visione diretta dell’immutabile Verità eterna.

Menzingen, 14 maggio 2026, nella festa dell’Ascensione di Nostro Signore.

Davide Pagliarani

Aiuta Infovaticana a continuare a informare