Leone XIV concede l'Ordine di Pio IX all'ambasciatore iraniano presso la Santa Sede

Leone XIV concede l'Ordine di Pio IX all'ambasciatore iraniano presso la Santa Sede

Il papa Leone XIV ha conferito all’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, la Grande Croce dell’Ordine Pontificio di Pio IX, la più alta distinzione diplomatica attiva del Vaticano. La decisione, confermata mediante un diploma datato l’8 maggio e firmato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato.

Sebbene la decorazione faccia parte abitualmente del protocollo diplomatico vaticano e venga solitamente concessa ad ambasciatori accreditati presso la Santa Sede dopo alcuni anni di servizio, il contesto geopolitico e le recenti dichiarazioni del Papa sul conflitto con l’Iran hanno trasformato il gesto in oggetto di forte dibattito.

La decorazione al rappresentante iraniano

L’Ordine di Pio IX —noto anche come Ordine Piana— fu istituito dal papa Pio IX nel 1847 ed è considerato una delle massime distinzioni onorifiche della Santa Sede. Oggi viene concesso principalmente a capi di Stato e alti rappresentanti diplomatici.

Secondo media iraniani come Press TV, Mehr News e l’agenzia West Asia News, la distinzione è stata assegnata a Mokhtari in riconoscimento del suo lavoro diplomatico e dei suoi sforzi per promuovere “la pace, la giustizia e l’opposizione al bellicismo”.

L’ambasciatore iraniano ha presentato le sue credenziali al papa Francesco nel dicembre 2023, per cui alcuni osservatori sottolineano che il riconoscimento rientra nella pratica abituale del Vaticano con gli ambasciatori residenti.

Tuttavia, la stampa statale iraniana ha presentato il gesto anche come un segnale politico significativo di Leone XIV di fronte alle recenti tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Il contesto: le critiche del Papa alla guerra

L’atto avviene dopo che Leone XIV ha condannato pubblicamente le azioni militari degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e ha ribadito il tradizionale rifiuto della Santa Sede all’escalation bellica.

Come ha ricordato recentemente il cardinale Parolin, la posizione del Vaticano riguardo al programma nucleare iraniano non è cambiata e mantiene la linea storica di opposizione alle armi nucleari difesa dalla Chiesa dal XX secolo.

Lo stesso Leone XIV ha insistito in diverse occasioni che nessun conflitto può essere giustificato moralmente e ha chiesto ripetutamente la fine delle ostilità. Durante un volo papale il mese scorso, il Pontefice ha assicurato che l’amministrazione statunitense “non lo intimorisce”.

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Tuttavia, il Papa ha anche criticato apertamente la repressione del regime iraniano contro i propri cittadini. In dichiarazioni fatte dopo un viaggio apostolico in Africa, ha condannato le decisioni di qualsiasi governo che “toglie ingiustamente la vita alle persone”.

Reazioni critiche sui social media

La decorazione ha generato dure critiche tra commentatori e figure conservatrici degli Stati Uniti e dell’Europa. Alcuni interpretano il gesto come una legittimazione simbolica di un regime accusato di perseguitare oppositori, minoranze religiose e convertiti al cristianesimo.

Il giornalista e scrittore Rod Dreher ha messo in discussione pubblicamente il riconoscimento ricordando le repressioni interne del regime iraniano, mentre in altri commenti, utenti di X denunciano che l’Iran mantiene la pena di morte per musulmani convertiti al cristianesimo.

Da parte sua, Eduard Habsburg, ex ambasciatore d’Ungheria presso la Santa Sede, ha cercato di attenuare la controversia sottolineando che l’Ordine di Pio IX viene concesso in modo routinario a numerosi ambasciatori accreditati in Vaticano dopo un certo tempo di servizio.

Un cattivo “timing” della diplomazia vaticana?

Al di là del fatto che la concessione dell’Ordine di Pio IX rientri negli usi diplomatici abituali della Santa Sede, risulta difficile ignorare il contesto in cui si è verificato. La decorazione arriva in mezzo a una forte tensione internazionale e dopo le recenti dichiarazioni di Leone XIV contro l’escalation militare in Medio Oriente.

La Santa Sede ha difeso storicamente la necessità di mantenere aperti canali di dialogo anche con governi ostili o lontani dalla visione cristiana. Ma episodi come questo lasciano aperta la domanda: hanno scelto un brutto momento per consegnare questa decorazione al rappresentante dell’Iran o è stato fatto tenendo conto del delicato contesto politico internazionale?

Va aggiunto che la decorazione non si è svolta in una cerimonia pubblica né sono state registrate udienze dell’ambasciatore Mohammad Hossein Mokhtari con Leone XIV durante il mese di maggio 2026.

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