I principali ingegneri del disastro provocato con il Concilio Vaticano II come mezzo, si gloriavano e vantavano di aver utilizzato l’arma dell’ambiguità per poter conquistare i loro obiettivi nei testi conciliari. Disse il Padre Henri de Lubac (SJ) quanto segue: “Il titolo della prima parte, ancor più in francese che in latino, ha un tono ambiguo, e senza dubbio questa ambiguità era necessaria affinché potesse abbracciare l’intero ambito dell’esposizione.” (Cf. Athéisme et sens de I’homme – Une double requéte de ‘Gaudium et spes’ (Paris: Cerf, 1968), p. 92.). Abbiamo la testimonianza oscura di Karl Rahner dove spiega il procedere di questa tattica perniciosa: “Naturalmente, in alcuni casi, l’unità di tutti nella libertà si è cercata e si è ottenuta con diligenza in questo Concilio mediante la tattica di lasciare questioni irrisolte o per altri mezzi che, a prima vista, possono sembrare un compromesso sfortunato. Ma anche in questi casi, si è raggiunta la vera unità in un clima di autentica libertà” (Cf. Karl RAHNER, Vaticano II: Um comego de renovagéo (Sao Paulo: Herder, 1966), p. 12).
Senza approfondire ulteriormente quanto precede, essendo un tema esteso, possiamo vedere oggi come questo fenomeno sia diventato il vivere quotidiano in tutti e ciascuno degli ambiti ecclesiali. Quanto manifestato da questi artefici della calamità conciliare è oggi la norma da seguire, proliferata ovunque. Per puntualizzare in modo più enfatico, la mancanza deliberata di chiarezza è il comportamento reiterato dei alti gerarchi sia nella Santa Sede che in tutte le diocesi dell’orbe cristiano. Il profilo moderno dei successori degli apostoli si può riassumere in: mancanza di chiarezza, mancanza di carattere, sentimentalismo, generalità estremamente ampie, preoccupazione per qualsiasi cosa tranne la salvezza delle anime, buon animo per simpatizzare con la politica secolare in ambienti corrotti e, la cosa peggiore di tutte, perseguire a morte la tradizione bimillenaria della Santa Madre Chiesa. Nulla di tutto ciò si dice con piacere né gioia; molto al contrario, è motivo per chiedere pietà al cielo. Che veramente i vescovi, i cardinali e lo stesso Papa possano essere chiari e consonanti con il Magistero perenne del Corpo Mistico di Cristo.
Il modo in cui dovrebbero essere i gerarchi è diametralmente opposto a quanto disponibile nelle diocesi; non è né una millesima parte del rigore richiesto, dimostrato dalla storia e casi concreti nella Chiesa, di ciò che la feligresia ha bisogno di avere come pastore e guida per confermarli nella fede. Sono copie di copie, alcuni con sfumature più riverenti e rispettosi, ma permettono l’errore all’interno della loro giurisdizione. Vediamo l’esempio recente dei vescovi della Conferenza Episcopale Spagnola riuniti in un caffè quando una giovane, a immagine di Santa Caterina da Siena, ha loro posto domande sul Valle de los Caídos. Cosa hanno fatto loro? Lo previsto: vittimizzarsi, riproporre la situazione, domande aperte che cercano di reindirizzare il tema e silenzi scomodi. In questa, non lamentabile, ma schifosa, situazione, si può prendere come la migliore vista panoramica dello stato di salute dei nostri governanti ecclesiali.
Avendo già fatto una radiografia esplicativa del presente, cerchiamo come devono essere le cose. Qual è quel minimo? Qual è quel profilo? Come devono essere i nostri pastori? Una montagna interminabile di eroi da menzionare! Che gloria immensa della Sposa dell’Agnello Immacolato per tutte le gesta dei suoi campioni! Andiamo a prendere il modello di un vescovo poco conosciuto, ma che contiene in sé una doppia virtù: una voce di leone per il suo zelo apostolico e la cura dolce e paterna con i suoi amati fedeli.
Monseñor Pedro Schumacher (1839-1902) fu il vescovo della diocesi di Portoviejo dal 1885 fino al suo esilio in Colombia —provocato dai liberali rivoluzionari— e morte nel 1902. Il suo modo attento e consapevole di svolgere il suo ruolo in questa diocesi si può evidenziare mediante le sue lettere pastorali e l’azione esercitata in conseguenza di quanto manifestato nelle stesse. Questo prelato dedicò la sua vita a scrivere per i suoi fedeli, elaborare lettere di catechesi, lettere per emendare e avvertire sugli errori moderni, esortare sulla vita spirituale, incentivare la vocazione religiosa, tra altre azioni per adempiere al suo compito come successore degli apostoli. Investì gran parte del suo tempo nel concentrarsi sulla tutela della formazione di base per i giovani della sua dipendenza.
A seguire, ci delizieremo leggendo alcuni estratti del suo libro intitolato “La società civile cristiana: secondo la dottrina della Chiesa Romana. Testo di insegnamento morale per la gioventù”. Il libro si spiega dal suo stesso titolo; è un trattato facile da capire su come deve essere la società cristiana e quali sono i suoi nemici. Chiediamoci rapidamente: quando è stata l’ultima volta che il vescovo della mia diocesi ha parlato di qualcosa di remotamente simile? Il vescovo che tanto ammiro nella mia regione ha fatto qualcosa di simile a Mons. Schumacher? Quali sono le azioni e i piani nella mia diocesi per intraprendere un’opera simile? L’illustre vescovo risuona la campana obbediente della chiarezza dottrinale del Magistero dei Pontefici che dettero combattimento aperto ai veleni impiantati dalla Rivoluzione. Vedete la sua chiarezza, vedete la sua precisione, vedete la sua cura, vedete il suo modo di maneggiare i temi; è semplicemente splendido. Il denominatore comune dei porporati non gli arriva né alle caviglie di monsignor Schumacher. Così è come deve parlare un vescovo. Con galanteria, bravura, senza paure, senza rispetti umani, dicendo le cose esattamente come sono, dei temi più pericolosi ma dando tutto per amore di Cristo. Leggiamo con attenzione.
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Estratti del libro di La società civile cristiana: secondo la dottrina della Chiesa Romana. Testo di insegnamento morale per la gioventù. Di Monseñor Pedro Schumacher.
La Chiesa – il Regno di Dio
“L’oggetto per il quale gli uomini, mossi dalla natura, si riuniscono in società civile è che ciascuno raggiunga i mezzi per arrivare al fine che Dio gli ha indicato, e è il vero benessere temporale in questa vita e la felicità eterna nella vita futura…”
“La società civile organizzata e ordinata secondo la legge divina è il regno di Dio in terra, perché tale società riconosce Dio come Legislatore e sovrano suo; lo adora e lo serve. Questo è precisamente ciò che il Liberalismo chiama teocrazia, fingendo disprezzo per una teoria che tanto nobilita la società umana, poiché cosa può essere più gloriosa per l’uomo che riconoscere Dio come Signore, come è scritto? ‘Lo adoreranno tutti i re della terra: tutti i popoli lo serviranno.’ (Sal. 71, 11.)”
Il Regno di Satana – la Massoneria e il Liberalismo
“I nemici più dichiarati del regno di Dio formano oggi una società occulta o segreta che si chiama massoneria, con la quale è intimamente unita la setta del liberalismo, perché ha lo stesso fine e gli stessi principi.”
“I massoni si nascondono e non vogliono essere conosciuti; la setta liberale al contrario si manifesta pubblicamente, offrendo ai popoli progresso, civiltà e felicità mai vista, purché si separino dalla Chiesa di Dio. Allo stesso modo ingannò Satana i nostri primi genitori, offrendo loro di diventare uguali a Dio negandogli l’obbedienza.”
“Il liberalismo si vale principalmente dei seguenti mezzi: 1º Procura che i popoli e i loro governi escludano Dio dalla costituzione e dalle loro leggi, alegando che la religione non ha nulla a che fare con la politica. 2º Insegna che ciascuno può credere, parlare e scrivere ciò che vuole, sia verità o menzogna, buono o cattivo. 3º Non consente che nelle scuole pubbliche si insegni la religione ai bambini. 4º Vuole escludere Dio dalle famiglie, facendo che i coniugi non si uniscano con il sacramento del matrimonio, ma che vivano in stato irregolare o concubinato.”
“Il presunto patto sociale è una cosa assurda e fantastica considerata in sé stessa, e un sistema sommamente pernicioso nelle sue conseguenze.”
Della legge
“L’ordine stabilito da Dio si chiama legge naturale e ciò che è conforme a questo ordine è buono, ciò che gli è contrario è cattivo.”
“La falsa uguaglianza davanti alla legge consiste nell’applicare le stesse disposizioni legali a tutti i cittadini, senza tenere conto della diversità e disuguaglianza delle loro attitudini, diritti e meriti, perché in questo modo si manca alla giustizia che chiede di dare a ciascuno ciò che gli è dovuto.”
Dei governi. Governi cristiani e governo ateo o liberale
“Governo cristiano è quello che prende come norma e regola dei suoi atti il Vangelo o la dottrina di Gesù Cristo. Atei o liberali sono i governi che escludono dalla vita pubblica la religione, pretendendo che questa non ha nulla a che fare con la politica.”
“La Chiesa insegna che i rivoluzionari, attaccando l’autorità legittima, attaccano lo stesso Dio, e sono responsabili delle morti che causano e di tutti i danni della rivoluzione, né più né meno come gli omicidi e i ladri.”
“I governi sono indipendenti dalla Chiesa in tutte quelle disposizioni che non interessano la religione o l’ordine morale; questo è, nelle cose indifferenti; ma quando si tratta di religione o dei principi di coscienza, i governi devono ascoltare la Chiesa e obbedirla.”
Di ciò che chiamano “Sovranità popolare”
“Vogliono persuaderci che i popoli e i loro governi non hanno altro superiore in ciò che è religioso e civile che la loro propria volontà.”
“1º La ragione insegna che solo Dio è sovrano, nel senso che tutto dipende da Lui, e Lui non dipende da nessuno; la stessa ragione ci fa vedere che il popolo dipende dalla legge naturale di Dio, in quanto deve necessariamente adeguare le sue leggi alla volontà di Dio. 2º La sovranità popolare nel senso del liberalismo, è opposta agli insegnamenti cattolici; ascoltiamo il Papa Leone XIII: ‘Tutta l’autorità viene da Dio come da sua fonte principale; così lo attesta la natura. La sovranità popolare al contrario, la quale pretende di derivare naturalmente dalla moltitudine, senza tenere conto di Dio, non si appoggia su nessuna ragione plausibile, è buona soltanto per eccitare e accendere molte passioni’ (Enc. Immortale Dei).”
Della libertà di coscienza
“Non è mai permesso fare ciò che la coscienza ci fa vedere come azione cattiva, perché, altrimenti, sarebbe permesso avere l’intenzione o la volontà di infrangere la legge di Dio. È anche peccato omettere di fare ciò che la coscienza ci rappresenta come un nostro dovere, nella supposizione che questa coscienza sia una vera coscienza, ordinando con certezza e chiarezza, senza dubbio, alterazione o passione.”
“…a coscienza deve essere un giudizio certo, una convinzione intima dell’anima, ma fuori di Dio non c’è regola fissa per giudicare della bontà o malvagità delle azioni umane, tutto resta incerto e abbandonato al capriccio di ciascuno.”
Insegnamento senza Dio e scuole ateiste
“Il liberalismo, nella guerra che fa a Dio, cerca di impadronirsi delle scuole e degli stabilimenti di educazione, e, conseguente al suo principio fondamentale, esclude la religione dall’educazione e dalle materie di insegnamento pubblico. Il suo scopo è strappare a Dio le anime dei bambini, e formare una nuova generazione che prescinda da Dio e viva senza religione. Diversi governi d’Europa e d’America, entrando pienamente in questo liberalismo pratico, hanno disposto che non si insegni alcuna religione nelle scuole pubbliche. Queste sono le scuole ateiste, laicali o secolarizzate. E, al fine di obbligare indirettamente i genitori a inviare i loro figli a queste scuole irreligiose, impediscono con tutti i mezzi possibili l’istituzione di scuole cristiane.”
Della libertà di stampa
“Per libertà di stampa il liberalismo intende ciò che esprimono i cosiddetti ‘diritti dell’uomo’, a sapere: il diritto per ciascuno di esprimere liberamente i suoi pensieri attraverso la stampa.”
“…questo già non sarebbe libertà, ma immoralità. Non può certamente esserci diritto di esprimere pensieri ingiuriosi verso Dio o contrari alla verità e alla giustizia.”
“Gli effetti di questa falsa libertà non possono essere più perniciosi; ecco i principali: 1º Questa falsa libertà attacca l’autorità di Dio, e nega le verità della divina rivelazione. 2º Distrugge tutta la morale con la sua pretesa di mentire e calunniare liberamente. 3º È un semenzaio di rivoluzioni contro l’autorità pubblica, e di inimicizie tra le famiglie e i particulares.”
Nota: Gli articoli pubblicati come Tribuna esprimono l’opinione dei loro autori e non rappresentano necessariamente la linea editoriale di Infovaticana, che offre questo spazio come forum di riflessione e dialogo.