Un nuovo incidente protagonizzato da soldati israeliani nel sud del Libano ha provocato questa settimana indignazione tra le comunità cristiane della regione e nuove critiche contro il comportamento di alcuni membri delle Forze di Difesa di Israele (FDI) in villaggi sotto controllo militare israeliano.
Il fatto è emerso mercoledì 6 maggio, quando ha iniziato a circolare una registrazione in cui si vede un combattente israeliano fumare una sigaretta e utilizzare un’altra per introdurla in modo burlesco in una statua della Vergine Maria. Le immagini sarebbero state girate nel villaggio cristiano di Dabel e diffuse successivamente sui social media.
Le FDI hanno confermato l’autenticità del video e assicurato che il caso è in fase di indagine. In un comunicato, l’esercito israeliano ha qualificato il comportamento come “grave” e assicurato che il soldato coinvolto sarà interrogato e sanzionato.
“Il comportamento del soldato si discosta completamente dai valori attesi dai combattenti”, ha affermato il portavoce militare israeliano, che ha insistito inoltre sul fatto che non esiste l’intenzione di danneggiare simboli religiosi o infrastrutture civili durante le operazioni contro Hezbollah nel sud libanese.
Cresce il malcontento tra i cristiani del sud del Libano
L’episodio ha nuovamente alimentato il malcontento delle comunità cristiane del sud del Libano, che da mesi denunciano atti di vandalismo e mancanza di rispetto verso simboli religiosi durante le operazioni militari israeliane nella zona.
Un abitante di Dabel ha dichiarato ai media locali che, nonostante le promesse fatte da alti comandi israeliani, continuano a verificarsi incidenti offensivi contro la fede cristiana.
“Ci sono soldati che disprezzano la nostra religione. L’esercito non controlla i soldati”, ha affermato il residente.
La polemica si è verificata inoltre poche settimane dopo un altro episodio che ha generato forte risonanza internazionale: la distruzione di una statua di Cristo da parte di un soldato israeliano in un altro villaggio cristiano del sud del Libano.
Caso che si è concluso con 30 giorni di arresto per il militare coinvolto, mentre altri soldati presenti sono stati sanzionati per non essere intervenuti né aver informato dell’accaduto.
Reazione del Vaticano e preoccupazione per i luoghi cristiani
La Custodia di Terra Santa —istituzione responsabile della protezione dei luoghi santi cristiani in Terra Santa e Medio Oriente— ha condannato duramente l’incidente e chiesto a Israele di agire “con massima severità”.
In un comunicato, l’istituzione ha espresso la sua “profonda tristezza per la mancanza di rispetto e il danno continuo ai simboli sacri della religione cristiana”.
“Si tratta di un comportamento indignante che deve cessare immediatamente”, ha affermato la Custodia, chiedendo inoltre un messaggio chiaro da parte del governo israeliano e dell’esercito per impedire che questo tipo di fatti si ripetano.