Il Consiglio dei Ministri ha approvato un reale decreto-legge che dichiara esenti da tassazione nell’IRPF le indennità destinate alle vittime di abusi sessuali nell’ambito della Chiesa cattolica. La misura garantisce che i compensi economici siano percepiti integralmente, senza deduzioni fiscali, all’interno del sistema di riparazione concordato tra l’Esecutivo, il Difensore del Popolo e la stessa Chiesa.
Secondo quanto ha informato il Governo, la decisione adempie all’accordo sottoscritto con la Conferenza Episcopale Spagnola (CEE) per articolare un meccanismo di riconoscimento e riparazione alle vittime, evitando che queste debbano far fronte a obblighi tributari per le somme ricevute.
La misura corregge una situazione precedente che aveva generato incertezza. Nella maggior parte dei casi, i reati di abusi sono prescritti, il che ha impedito l’esistenza di risoluzioni giudiziarie. Di conseguenza, le indennità concesse al di fuori dei tribunali non rientravano nei casi abituali di esenzione fiscale, obbligando le vittime a tassarle.
Con il nuovo decreto, l’Esecutivo stabilisce un quadro che permette che questi compensi, legati a danni personali di carattere fisico, psicologico o morale, non siano ridotti dal carico impositivo.
Questa esenzione si integra nel sistema misto di riparazione progettato tra lo Stato e la Chiesa, in cui le indennità sono determinate a partire dalle proposte del Difensore del Popolo e assunte dalle istituzioni ecclesiastiche.