El portavoz del Vaticano censura una importante palabra mencionada por Francisco al hablar de adolescentes con tendencias homosexuales, eliminándola de la transcripción oficial de la rueda de prensa en el avión: psiquiatra.
El Papa Francisco afrontó ayer la rueda de prensa aérea más difícil de su vida. Mientras todos los lectores buscaban respuestas al escándalo McCarrick y la implicación de Francisco en el mismo -respuestas que aún no han llegado-, Greg Burke hacía su trabajo. Veamos.
Esta es la transcripción (en italiano) publicada por Sala Stampa de la pregunta del periodista de RomeReports Javier Romero:
Javier Romero:
Santità, mi scusi, vorrei farLe due domande. La prima è che il Primo Ministro dell’Irlanda, che è stato molto diretto nel suo discorso, è orgoglioso di un nuovo modello di famiglia diverso da quello che tradizionalmente propone la Chiesa fino adesso: parlo del matrimonio omosessuale. E questo è forse uno dei modelli che genera più scontri, nel caso specialmente di una famiglia cattolica, quando c’è una persona di questa famiglia che dichiara di essere omosessuale. Santità, la prima domanda che vorrei farLe è: che cosa pensa Lei, che cosa vorrebbe dire Lei a un papà, a un padre, al quale il figlio dice che è omosessuale e che vuole andare a convivere con il suo compagno. Questa è la prima domanda. E la seconda, che appunto, anche Lei nel discorso con il primo ministro ha parlato pure dell’aborto; abbiamo visto come l’Irlanda è cambiata tanto negli ultimi anni e sembrava che il Ministro fosse, appunto, soddisfatto di questi cambiamenti: uno di questi cambiamenti è stato proprio l’aborto. Noi abbiamo visto che negli ultimi mesi, negli ultimi anni la questione dell’aborto è venuta fuori in tanti Paesi, tra l’altro in Argentina, il Suo Paese. Lei come si sente quando vede che, appunto, questo è un argomento di cui Lei parla spesso e ci sono tanti Paesi in cui è messo…
Papa Francesco:
Va bene. Incomincio dal secondo, ma sono due punti – grazie di questo – perché sono legati alle questioni delle quali stiamo parlando. Sull’aborto, voi sapete come la pensa la Chiesa. Il problema dell’aborto non è un problema religioso: noi non siamo contro l’aborto per la religione. No. E’ un problema umano, e va studiato dall’antropologia. Studiare l’aborto incominciando dal fatto religioso, è scavalcare il pensiero. Il problema dell’aborto va studiato dall’antropologia. E sempre c’è la questione antropologica sull’eticità di far fuori un essere vivente per risolvere un problema. Ma questa già è la discussione. Soltanto voglio sottolineare questo: io non permetto mai che si incominci a discutere il problema dell’aborto dal fatto religioso. No. È un problema antropologico, è un problema umano. Questo è il mio pensiero.
Secondo. Sempre ci sono stati gli omosessuali e le persone con tendenze omosessuali. Sempre. Dicono i sociologi, ma non so se sia vero, che nei tempi di cambiamenti d’epoca crescono alcuni fenomeni sociali ed etici, e uno di questi sarebbe questo. Questa è l’opinione di alcuni sociologi. La tua domanda è chiara: cosa direi io a un papà che vede che suo figlio o sua figlia ha quella tendenza. Io gli direi anzitutto di pregare: prega. Non condannare, dialogare, capire, fare spazio al figlio o alla figlia. Fare spazio perché si esprima. Poi, in quale età si manifesta questa inquietudine del figlio? E’ importante. Una cosa è quando si manifesta da bambino, quando ci sono tante cose che si possono fare, per vedere come sono le cose; un’altra cosa è quando si manifesta dopo i 20 anni o cose del genere. Ma io mai dirò che il silenzio è il rimedio: ignorare il figlio o la figlia con tendenza omosessuale è una mancanza di paternità e maternità. Tu sei mio figlio, tu sei mia figlia, così come sei; io sono tuo padre e tua madre, parliamo. E se voi, padre e madre, non ve la cavate, chiedete aiuto, ma sempre nel dialogo, sempre nel dialogo. Perché quel figlio e quella figlia hanno diritto a una famiglia e la famiglia è questa che c’è: non cacciarlo via dalla famiglia. Questa è una sfida seria alla paternità e alla maternità. Ti ringrazio per la domanda, grazie.
En realidad, donde hay negrita, la frase pronunciada por el Papa fue:
Una cosa è quando si manifesta da bambino, quando ci sono tante cose da fare, con la psichiatria…, per vedere come sono le cose; un’altra cosa è quando si manifesta dopo i 20 anni o cose del genere.
Hay que recordar que una de las batallas más totalitarias del lobby LGTB ha sido lograr prohibir las terapias para sanar la atracción no deseada hacia personas del mismo sexo. Las palabras del Papa respaldando a esos profesionales son muy importantes, aunque Greg Burke prefiriera que su jefe nunca las hubiera pronunciado.
¿Tiene acceso el lobby LGTB a la Sala Stampa?
A continuación, el vídeo de la rueda de prensa. En el minuto 43.30 está la pregunta mencionada.