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Cardenales elogian un libro pro LGTB escrito por un jesuita estadounidense

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Kevin Farrell -Prefecto del Dicasterio para los Laicos, Familia y Vida-, el cardenal Joseph Tobin o el obispo Robert McElroy son algunos de los prelados que han defendido el libro del sacerdote James Martin, a través del que insta a los líderes de la Iglesia a aceptar los postulados de la ideología de género.

James Martin, uno de los sacerdotes jesuitas más conocidos de Estados Unidos -el mismo que se manifestó a favor a los ‘baños trans’ promovidos por el gobierno de Obama-, ha publicado un libro pro LGTB que paradójicamente ha sido elogiado por el cardenal Kevin Farrell -Prefecto del Dicasterio para los Laicos, Familia y Vida-, y otros prelados.

Según ha informado el portal estadounidense LifeSiteNews el jesuita James Martin defiende en su libro titulado «Construyendo un puente: cómo la Iglesia Católica y la comunidad LGTB pueden entrar en una relación de respeto, compasión y sensibilidad», los postulados de la ideología de género -la misma que amenaza a las familias católicas-, y asegura que «los líderes de la Iglesia deben dirigirse a las personas LGTB por el término con el que ellos se refieren a sí mismos», es decir, según el sexo «que ellos elijan».

Asimismo, el autor asegura que «los miembros de la Iglesia no deben ser despedidos por ir en contra de la enseñanza de la Iglesia al respaldar actos homosexuales o profesar abiertamente la homosexualidad» ya que, según Martin, «esos despidos apuntan solamente a las personas LGTB».

El Cardenal Kevin Farrell, nombrado por el Papa Francisco para encabezar el Dicasterio de la Vida y la Familia del Vaticano, ha definido el libro del jesuita como «un libro que es bienvenido y muy necesario que ayudará a los obispos, sacerdotes y todos los líderes de la iglesia a tratar de forma compasiva a la comunidad LGBT». Para Farrel, el libro «también ayudará a los católicos LGTB a sentir como su casa, lo que es, después de todo, su Iglesia».

Cabe recordar que el cardenal Farrel ha defendido en más de una ocasión que la exhortación Amoris Laetitia abre la puerta a los divorciados vueltos a casar y asegura que el Papa ha indicado que estas personas pueden recibir la sagrada comunión.

El cardenal Joseph Tobin -que comparte la posición de Farrel sobre Amoris Laetitia-, ha señalado que «en muchas partes las personas LGTB no se han sentido bienvenidas en la Iglesia. Han sido excluidas e incluso avergonzadas. Es un paso esencial para invitar a los líderes de la iglesia a la compasión y recordar a los católicos LGTB que son parte de nuestra iglesia al igual que cualquier otro católico».

El libro del jesuita estadounidense también ha sido elogiado por el obispo Robert McElroy, conocido por instar a los sacerdotes de San Diego a aceptar a «las familias LGTB». Para el prelado, «el Evangelio dice que los católicos LGTB deben ser realmente queridos y atesorados en la vida de la Iglesia». Asimismo, el obispo de San Diego ha señalado que «el libro nos proporciona el lenguaje, la perspectiva y el sentido de urgencia para reemplazar una cultura de alienación con una cultura de inclusión misericordiosa».

20 comentarios en “Cardenales elogian un libro pro LGTB escrito por un jesuita estadounidense
  1. Kevin Farrell no es uno cualquiera. El elogio es como si fuera del propio Francisco, porque lo es. Corrección ya, prego. I neo cardinali entusiasti del libro omoeretico

    Due cardinali, di cui uno ai vertici della Curia, e un vescovo appoggiano apertamente il nuovo libro di un noto sacerdote statunitense, che da anni si batte per la normalizzazione dell’omosessualità. L’autore è il gesuita James Martin, e il titolo della sua ultima opera è già tutto un programma: Building A Bridge: How the Catholic Church and the LGBT Community Can Enter into a Relationship of Respect, Compassion, and Sensitivity (“Costruire un ponte: come la Chiesa Cattolica e la comunità Lgbt possono instaurare una relazione di rispetto, compassione e sensibilità”).

    Il volume ha il sostegno del neo cardinale Kevin Farrell, prefetto del nuovo Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, istituito da papa Francesco il 15 agosto scorso con la lettera apostolica Sedula Mater. Nella fascetta pubblicitaria, Farrell definisce il libro di Martin “benvenuto e davvero necessario”, aggiungendo che “aiuterà vescovi, sacerdoti, collaboratori pastorali e tutti i leader della chiesa ad assistere più compassionevolmente la comunità Lgbt. Aiuterà anche i cattolici Lgbt a sentirsi più a casa in quella che, dopotutto, è la loro Chiesa”.

    Ancora più elogiativi i toni di un altro porporato, Joseph Tobin, creato cardinale – assieme a Farrell – nell’ultimo concistoro di novembre e noto per aver manifestato appoggio alle suore progressiste della Lcwr (oggetto di un vasto piano di riforma della Congregazione per la dottrina della fede, a causa delle varie posizioni contrarie al Magistero): “In troppe parti della nostra chiesa le persone Lgbt sono state fatte sentire non benvenute, escluse e perfino biasimate. Il coraggioso, profetico e stimolante nuovo libro di padre Martin segna un passo essenziale nell’invitare i leader della chiesa ad accompagnare con più compassione e nel ricordare ai cattolici Lgbt che sono parte della nostra chiesa come ogni altro cattolico”.

    Quasi in fotocopia il significato della mini recensione del vescovo di San Diego, Robert McElroy, che esalta il lavoro del sacerdote americano perché “ci fornisce il linguaggio, la prospettiva e il senso di urgenza per rimpiazzare una cultura di alienazione con una di misericordiosa inclusione”. McElroy è il vescovo che in una recente intervista con il settimanale gesuita America, per il quale scrive lo stesso Martin, ha dichiarato che riferirsi agli atti omosessuali come “intrinsecamente disordinati” (CCC 2357) è un linguaggio “molto distruttivo” che non andrebbe usato “pastoralmente”. E ha inoltre invitato la sua diocesi ad abbracciare “le famiglie Lgbt”.

    C’è una parola che riassume i fini che orientano questo libro, il suo autore e coloro che lo sostengono: omoeresia. L’obiettivo comune dei promotori dell’omoeresia (definizione coniata dal sacerdote polacco Dariusz Oko) è quello di far passare l’insegnamento della Chiesa, fondato sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione, come non misericordioso. Così, non solo si promuove una falsa idea di misericordia, sganciata dalla verità sulla natura umana, ma si oscura il fatto che proprio molti ex gay hanno affermato di essere stati aiutati a ritrovare la strada grazie al Magistero e all’incontro con pastori che li hanno sì accolti con benevolenza, indicandogli però con chiarezza la via da seguire per non offendere Dio e realizzare pienamente il Suo disegno nella loro vita.

    È proprio il tanto bistrattato Catechismo a ricordare che bisogna distinguere tra peccato e peccatore, condannando il primo e accogliendo il secondo. Gli atti omosessuali, infatti, “sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati” (CCC 2357). Ma alla deplorazione dell’atto, la Chiesa unisce la profonda attenzione per la persona, per tutti quegli uomini e quelle donne con attrazione omosessuale, che “devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione” (CCC 2358).

    Perciò, per incontrare Dio, i fedeli non hanno certo bisogno del moderno linguaggio zuccheroso proposto da Martin e mutuato dall’associazionismo arcobaleno, che di fatto vuole negare la validità dell’insegnamento di sempre della Chiesa, ossia parte della missione che Cristo stesso le ha affidato. Sebbene Martin si guardi dal chiedere esplicitamente un cambiamento di dottrina, la sua storia parla chiaro. In eventi pubblici ha incoraggiato il coming out, ha tenuto seminari con gay “sposati” e, a febbraio, ha pubblicato una serie di tweet per dire che i trans devono poter usare il bagno che preferiscono, definendo “un affronto alla loro dignità di essere umani” la decisione dell’amministrazione Trump di annullare le regole ideologiche emanate in precedenza da Obama. Secondo il gesuita, i cattolici dovrebbero rivolgersi a persone gay e trans con il termine che esse desiderano (quindi, non in base al sesso reale, bensì alla loro percezione).

    Non solo. A ottobre, Martin ha perfino ricevuto un premio da New Ways Ministry, il sedicente gruppo di cattolici Lgbt fondato da suor Jeannine Gramick e padre Robert Nugent, a cui nel 1999, dopo vari richiami da parte dei vescovi americani e della Curia romana, la Congregazione per la dottrina della fede (allora guidata da Ratzinger) proibì ogni attività pastorale con persone omosessuali, alla luce dei loro scritti e comportamenti gravemente contrari all’insegnamento della Chiesa. Suor Jeannine, che sostiene pure l’aborto, non ha fatto mancare il suo commento al libro di Martin, il quale secondo lei “mostra come il Rosario e la bandiera arcobaleno possano pacificamente incontrarsi”.

    Affermazione che oltre a essere un ossimoro è rivelatrice del rifiuto del disegno di Dio sull’uomo. Perché ciò a cui mira la lobby gay non è l’accoglienza delle persone omosessuali, che la Chiesa insegna e mette in pratica da duemila anni, ma la pretesa di negare che gli atti omosessuali costituiscano un peccato. Ma questa pretesa è contraria al loro stesso bene, perché come spiega la Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali, “l’attività omosessuale impedisce la propria realizzazione e felicità perché è contraria alla sapienza creatrice di Dio. Quando respinge le dottrine erronee riguardanti l’omosessualità, la Chiesa non limita ma piuttosto difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo realistico e autentico”.

  2. El papa, que nombró recientemente a Kevin Farrell, exlegionario, no lo va a desautorizar porque está totalmente de acuerdo. El papa debe marcharse ya. La capacidad de aguante de los católicos tiene un límite; el mío hace tiempo que quedó sobrepasado.

  3. La nueva iglesia de la misericordia, al no condenar el pecado, deja al pecador en la miseria y camino del infierno. Esta nueva iglesia la ha debido fundar el diablo, a la vista de los aplausos de los enemigos de la Iglesia de verdad.

  4. En la medida en que la Iglesia acoja a los homosexuales, por lo que ellos mismos dicen que son, lo hará discriminándolos. Hasta ahora, todos aquellos con tendencias homosexuales participaban de la vida de la Iglesia como uno más de la comunidad. Que se lo pregunten, si no, a Charamsa o a tantos otros que han prestado sus servicios al catolicismo en tiempos pretéritos.

    Los LGTB no desean integrarse en ninguna comunidad católica porque para eso ya está el movimiento gay. Lo que buscan es la aceptación por la Iglesia de unas prácticas que chocan frontalmente con la naturaleza humana y la Ley de Dios. Y a esa claudicación ante las exigencias del lobby gay se le denomina idolatría.

    La misma que se practica cuando el cristiano se postra ante el poder económico o político renunciando a su fe. A nadie se le ocurriría aceptar las extorsiones del sindicato del crimen por mucho que asistan a las celebraciones litúrgicas. -Si alguien desea la protección de la mafia…a mí no me hace ningún daño- podrían muchos excusarse.

  5. Juanjo, estoy de acuerdo contigo, Los gays y lesbianas no tienen ninguna intención de que la iglesia les acoja, porque ellos sacan más del movimiento LGBT que reciben recursos de los gobiernos y discriminación positiva así como prebendas varias, porque de la iglesia no iban a sacar dinero, ni prebendas, como mucho iban a ser lectores en las misas, o iban a pasar los cestos, lo que a ellos les interesa es más perverso es que la iglesia de Jesucristo se postre de rodillas ante ellos y los reconozca y que se tuerza la Ley de Dios, como Satanás pretendió en las tentaciones a Nuestro Señor que Jesucristo mismo se postrara y le adorara.

  6. También de acuerdo con el comentario de Juanjo. Hasta ahora a ningún homosexual se le ha prohibido la entrada a una Iglesia. Buscan la aprobación de la Iglesia a su desvío sexual. Se busca que se llame bien a lo que está mal.
    Del blog: http://www.profeciascambiodeera.blogspot.com
    Fragmento del libro “El Triunfo de la Inmaculada. Dictados de Jesús a Marga” (Jesús 12/6/2012):
    La Iglesia, desaparecerá. En su lugar, una Falsa iglesia se erigirá. En ella, ya nada recordará a la Tradición. Los fieles que la pueblan, serán los infieles a toda la Tradición. Entre ellos: los divorciados vueltos a casar, los homosexuales, los adúlteros y fornicarios o impuros, los “componendas con el mundo”, los ricos, los afamados al mundo de las riquezas, los poderosos. Bajo los cuales están las cuerdas de toda la humanidad.
    > Marga: ¡Pero ellos también son tus hijos!
    Sí. Lo son. Pero sus comportamientos erróneos e inmorales, serán considerados correctos. Correctos en una iglesia donde se ha echado a la Tradición. Los que no estéis conniventes con ellos y con sus criterios, seréis tratados de retrógrados, y echados de su comunión.

  7. «Cardenal Kevin Farrell, nombrado por el Papa Francisco para encabezar el Dicasterio de la Vida y la Familia del Vaticano». Dime a quien designas y te diré quién eres.
    «Kevin Farrell -Prefecto del Dicasterio para los Laicos, Familia y Vida-, el cardenal Joseph Tobin o el obispo Robert McElroy son algunos de los prelados que han defendido el libro del sacerdote James Martin». Dime a quien defiendes y te diré quién eres.

  8. Juanjo: De acuerdo totalmente con tu comentario. Y con lo que María agregó: «lo que a ellos les interesa es más perverso es que la iglesia de Jesucristo se postre de rodillas ante ellos y los reconozca y que se tuerza la Ley de Dios, como Satanás pretendió en las tentaciones a Nuestro Señor que Jesucristo mismo se postrara y le adorara.».
    Bendiciones.

  9. José, lo propio del fariseísmo es la hipocresía, que es el homenaje que el vicio presta a la virtud. La sodomía es un vicio, que ahora se ejerce abiertamente y que pretende ser calificada como mera opción inocua por la Iglesia. Por el contrario, la pureza y la castidad, cada cual en su estado, son una virtudes que elevan al hombre y posibilitan su encuentro con Dios.

  10. Qué cojones de tender puentes! La comunidad LGBT está muy bien representada en el interior de la Iglesia. Cuántas decisiones se toman pensando con la entrepierna en vez de la cabeza! Si toda la mierda saliera a la luz…

  11. Ufff, sabíais que la homofobia es la enfermedad realmente? Y es más dañina que la propia homosexualidad? Lo digo por que en este medio digital creo que hay una obsesión enfermiza por el tema. La iglesia es más que eso…… solo leo crítica, calumnia, etc al final uno lee y se encuentra que se genera odio leyendo un medio católicos. Eso es él evangelio? La verdad es que leyendo los artículos y los comentarios os delatáis? Y sois vosotros los que queréis una iglesia mejor. Pues de vuestra iglesia hasta yo me borraría…..la iglesia es amor a todo el mundo. Lo vuestro es aberración

  12. Juan Nadie. Ese es el problema que como él Trolas de la Pampa no es de vuestra cuerda no os sirve. Pues fundaros vuestra propia iglesia radical, ese radicalismo que hace que se nos vacíen las iglesias, que los jóvenes no quieran saber de Dios, ese radicalismo intolerante que hace que los jóvenes nos vean como algo caduco y decadente……igual no soy yo la que me tengo que ir….

  13. Esto no es nuevo, desde sus inicios Jesús Cristo siempre estuvo rodeado de malas «compañías «. Él en vida los supo mantener alejados, ahora nos tocará a sus seguidores siendo fieles a su pensamiento, palabra y obra.

  14. Bien: en el mismo momento en q eso suceda, iniciaré mi proceso de apostasía. Está fenomenal q nos retratemos; así sabremos a qué Mierda Mundial estábamos sirviendo./

  15. Eso nos sirve para saber la calada de esos cardenales y obispos, para saber quién sirve a Dios y la verdad y quién repite las mentiras del otro. Lo malo es que probablemente muchos católicos se dejen confundir y comiencen a aceptar y prácticar barbaridades en nombre de la misericordia mal entendida; la misericordia no anula el pecado, no cambia el magisterio de la Iglesia, por mucho que estos impresentables se empeñen, lo único que consiguen es confundir y permitir que las personas LGTB no se cuestionen su estado de vida. La Iglesia no está cerrada a ellos, pero tampoco tone porqué plegarse a ellos, son ellos los que deben tratar de vivir de acuerdo a las enseñanzas de la Iglesia. Mira, por ejemplo, al grupo Coraje, que está formado por personas con tendencias homosexuales que se esfuerzan para vivir de acuerdo a la verdad. A estos sacerdotes que difunden mentiras se les olvida que Dios además de misericordia es también perfecta justicia y verdad. Lo más preocupante es que sea el propio Papa quien los nombre cuando son personas que atentan contra el cargo que ejercen. Me da pena por ello y por las personas a las que confundan, porque lo que es pecado sigue siendo pecado y, como dice Gaslatas 1: 8, «pero aún cuando uno de nosotros o un ángel del cielo os anunciará un evangelio distinto del que os he anunciado¡sea anatema!»

  16. Es una tremenda tristeza que el demonio logre su propósito, efectivamente al homosexual no se debe rechazar, pues siempre seguirá siendo un humano un hermano en Cristo para todos los creyentes, lo que nunca podremos aceptar, ni debemos ni queremos es la práctica homosexual en todas sus formas, Jesús vino y amó a todos los pecadores más nunca al PECADO, si tanto para ellos es importante que la Iglesia católica los acepte, que empiecen ellos por aceptar las leyes, normas y tradición de la misma, que la conozcan y se darán cuenta que no es ser retrógrada si no ser fiel a los pactos con Dios, que trabajen y esfuercen en la castidad y en la obediencia, Dios que todo lo Ve y Escudriña el corazón de cada uno hasta lo más profundo, al final de todo realizará la promesa de vida eterna justamente para quien haya decidido en su vida aceptarle. Dios nos ayude a seguir su camino fielmente.

  17. Me parece muy bien que apoyen la propuesta de CONSTRUIR puentes. ¿Desde cuándo la Iglesia (o INFOVATICANA) defiende la postura de que NO nos toca construir puentes? ¿Será que INFOVATICANA promueve la división entre católicos? (Muchos sabemos la respuesta)

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