Ramón Castro Castro, vescovo di Cuernavaca e presidente della Conferenza dell’Episcopato Messicano (CEM), ha presentato questa settimana la catechesi 36 della serie “Venga a Nosotros tu Reino”, intitolata “Iglesia en Salida”. Nel messaggio ha ricordato che Gesù non ha proclamato il Regno dalla comodità né a distanza, ma camminando tra villaggi e città avvicinandosi ai poveri, toccando i malati e guardando ogni persona con compassione. “Ci ha insegnato che la Chiesa non esiste per se stessa, ma per uscire incontro”.
La catechesi distribuita sui canali ufficiali e sui social della CEM riprende la famosa frase del papa Francesco, “Preferiamo una Chiesa incidentata per essere uscita in strada piuttosto che una Chiesa malata per essersi chiusa”. Nel contesto segnato dalla violenza, dalla migrazione forzata, dalla povertà e dall’esclusione, questa chiamata acquista un’urgenza particolare. “Non possiamo rimanere ai margini del dolore del nostro popolo”, ha sottolineato Castro Castro.
Essere Chiesa in uscita implica ascoltare i clamori della realtà, la violenza nei quartieri interi, le carovane di migranti che fuggono dalla disperazione, la solitudine degli anziani e l’esclusione dei giovani senza opportunità. Non basta analizzare i problemi, è necessario incarnarsi in essi con gesti concreti di vicinanza. La missione non è compito di pochi. Ogni battezzato è discepolo missionario. In famiglia, al lavoro, nella comunità, ogni cristiano è chiamato ad annunciare con la sua vita che il Regno di Dio è già in mezzo a noi, enfatizza il messaggio.
La catechesi approfondisce uno stile ecclesiale che dialoga, costruisce ponti e lavora insieme ad altri attori sociali per la dignità della persona. Non impone, propone; non condanna, accompagna; non esclude, integra. Uscire implica anche una conversione pastorale: rivedere stili, linguaggi e strutture affinché servano realmente alla missione. La tradizione non è un pezzo da museo, ma una fonte viva che spinge in avanti. Il messaggio culmina con un’invocazione allo Spirito Santo, “Chiediamo l’audacia di uscire senza paura, confidando che Dio ci aspetta già nelle periferie”, ha affermato il vescovo.
Questa puntata si inserisce in una serie che, il prossimo luglio, compirà un anno di trasmissione settimanale. Iniziata a luglio del 2025 per commemorare il centenario dell’enciclica Quas Primas di Pio XI che istituì la solennità di Cristo Re, l’iniziativa ha offerto fino ad oggi 36 riflessioni su come rendere presente il Regno di Cristo nella realtà messicana. Non si tratta di una catechesi teorica, ma di un progetto pastorale integrale che unisce preghiera, formazione e azione sociale.
I primi capitoli hanno posto le basi, la famiglia come cuore del Messico e primo ambito in cui il Regno deve fiorire, la necessità di un Messico di giustizia e speranza di fronte alla violenza e alla marginalizzazione e l’avvertimento che il Regno non è per i VIP, ma per tutti coloro che accolgono Cristo con cuore umile. Successivamente sono stati esplorati temi come la vocazione laicale, la Chiesa come germe del Regno, la pace che va oltre l’assenza di guerre e la chiamata a essere un dono per gli altri.
Nelle puntate intermedie sono stati affrontati la santità e la grazia, la ricerca della verità in mezzo alla disinformazione, il bene comune e la generosità, la solidarietà come tessuto sociale, la famiglia come Chiesa domestica e i lavoratori del Regno. La serie ha insistito sul distacco materiale e sull’ipoteca sociale dei beni, e, recentemente, sulla speranza attiva che non si arrende di fronte alla disperazione.
Lungo questi 35 capitoli, Ramón Castro Castro ha tessuto un mosaico che delinea la natura delle catechesi, il Regno di Cristo non è un’utopia lontana, ma una realtà che si costruisce qui e ora, nelle famiglie ferite, nelle periferie urbane e rurali, nell’economia inclusiva e nella lotta contro la corruzione e l’indifferenza. Ognuna ha evitato il linguaggio astratto per confrontarsi con coraggio i volti concreti del dolore messicano, madri cercatrici, migranti, indigeni, giovani senza futuro, vocazione e impegno.
Attraverso il Blog Sursum Corda di InfoVaticana, ha accompagnato puntualmente pubblicando ogni puntata e sottolineando la sua rilevanza per l’evangelizzazione in un Messico ferito. Dalla prima catechesi, che invitava a prendere il testimone dei martiri, fino a quella attuale, questo spazio ha documentato come la serie si sia convertita in uno strumento di formazione nel centenario della cristiada e dell’enciclica del Papa Pio XI
Con la catechesi 36, “Iglesia en Salida”, la serie entra nella retta finale verso il primo anniversario. Ramón Castro Castro non solo riafferma la dottrina, ma lancia una sfida pratica, uscire, ascoltare, accompagnare, integrare in un programma di vita e fede per tutta la Chiesa messicana e per gli uomini e le donne di buona volontà in questo paese dove la fede rimane maggioritaria ma la secolarizzazione avanza e le ferite sociali sanguinano, queste catechesi offrono una bussola: Cristo Re non regna da un trono lontano, ma nel cuore di chi esce incontro al fratello.