Empezamos semana y quasi mese, mese di speciale devozione mariana che non vogliamo dimenticare. È in tutti i media ed è la notizia principale di oggi, questo giovedì abbiamo la visita ufficiale di Marco Rubio. È la chiusura pubblica degli ultimi, diciamo, attriti, del Papa Leone e Trump. Nessuna delle parti è interessata a questo confronto che, come è naturale, quelli di sempre utilizzano per portare acqua al loro mulino. È evidente che tutto il pesce è già venduto e peli alla marina. Avremo foto, sorrisi, abbracci e dichiarazioni di relazioni eccellenti. Ci aspettiamo che Marco Rubio porti informazioni di prima mano, delle più prime possibili, su Iran, Libano, Venezuela, Cuba, Ucraina …
In un articolo del 2012, Prevost ha affermato che il Regno di Dio è un concetto dinamico, non spaziale. Ha sostenuto che è necessario trovare modi per raggiungere tutti, accogliere tutti, instaurare un dialogo genuino con tutti. Successivamente, il Papa Francesco ha espresso sentimenti simili in diverse occasioni. In una conferenza ai suoi confratelli monaci nel 2008, ha detto: «Le nostre vite devono essere un segno di protesta contro la mentalità consumistica della società in cui viviamo. La gente (…) si aspetta da noi una povertà profetica, che per sua natura richiede un’apertura alle necessità degli altri e forse anche, in modo speciale, una difesa dei diritti sociali dei poveri». Prevost critica il «neoliberismo, che si è eretto come il “salvatore del popolo” e ha emarginato senza pietà la grande maggioranza dell’umanità». Secondo Vatican News, non è ancora stata fissata la data di pubblicazione in Germania del libro di 560 pagine.
Un anno di pontificato.
Sta per compiersi un anno dall’elezione di Leone XIV al papato e non è facile riassumere l’inizio del suo pontificato in poche frasi, soprattutto perché parte di esso è stata dedicata all’agenda del Giubileo. Un articolo di oggi pone il bilancio in «linea di continuità e discontinuità con Bergoglio».
È innegabile che, per quanto riguarda il carattere, condivide più somiglianze con Benedetto XVI che con Francesco. Ratzinger ebbe difficoltà a essere intervistato, mostrandosi riservato, tranquillo e misurato nelle parole, proprio come Prevost. La decisione, anche se non ha ricevuto la ampia copertura mediatica che meritava, di tornare al Palazzo Apostolico e, formalmente, di usare le vesti tradizionali. Dall'»attico» del Vaticano, per così dire, sono state spolverate sedie, troni, mucete e mitrie utilizzate quando Ratzinger era Papa.
Leone ha manifestato il suo desiderio di cercare l’unità, e lo fa in un modo che, va detto, manca di carattere francescano. Anche la sua visita apostolica al Principato di Monaco, per quanto molto breve, non si adatta ai criteri di una Chiesa aperta alle periferie.
Dall’altro lato, risuonano temi squisitamente francescani, che lui cerca anche di mettere in pratica. In questo senso, è interessante l’iniziativa di convocare i vari presidenti delle conferenze episcopali nazionali il prossimo ottobre per valutare congiuntamente l’accoglienza di Amoris laetitia. Sembra che non voglia che quella sinodalità di Francesco rimanga lettera morta.
Il Papa Leone deve ancora essere messo alla prova, la sua capacità di governare la Chiesa e unire anime e sensibilità così diverse è ancora da vedere. Tutto indica che questo equilibrio si manterrà al momento di prendere decisioni importanti. Diversi capi di dicasteri vaticani che hanno raggiunto i settantacinque anni devono essere nominati, devono essere creati nuovi cardinali e devono essere nominati vescovi per diocesi importanti in un futuro prossimo, come quella di Milano in Italia. Lì vedremo se per Leone la sostanza è più importante della forma.
Sciopero nell’ospedale del Padre Pio.
I sindacati di Casa Sollievo della Sofferenza non si arrendono e continuano il loro sciopero della fame, iniziato il 2 maggio. «Le bugie non curano nessuno. Uniti vinceremo» è uno dei motti della protesta, che si svolge sotto il gazebo installato di fronte alle scale del Via Crucis a San Giovanni Rotondo. «Abbiamo ricevuto la conferma dalla direzione generale, da Sua Eccellenza Padre Franco Moscone, che Sua Eminenza Pietro Parolin ci riceverà il 5 maggio alle 14:30». Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, presiederà le celebrazioni del settantesimo anniversario dell’inaugurazione di Casa Sollievo della Sofferenza. Sindacati e lavoratori scendono in strada per difendere «il più grande miracolo del Padre Pio», che sta attraversando una crisi senza precedenti. «Un’intera comunità e l’economia, non solo quella locale, sono in pericolo». La disputa ruota intorno a tre pilastri: adattamenti contrattuali e ritardi, l’eliminazione del contratto di assistenza medica privata e l’eliminazione del turno di 12 ore.
La «Domenica del Papa», in Germania.
L’8 maggio, il cardinale Robert Francis Prevost fu eletto successore del defunto Papa Francesco, adottando il nome di Leone XIV. Pochi giorni prima del primo anniversario di detta elezione, la Chiesa in Germania celebra annualmente una domenica vicina alla data dell’elezione come la «Domenica del Papa»: un’occasione di preghiera e ringraziamento per il ministero del Successore di Pietro. Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, ha presieduto una celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Monaco.
Marx ha evidenziato la caratteristica distintiva: «Durante il primo anno del suo pontificato, ho sempre percepito il papa Leone XIV, anche in incontri personali, come una persona che cerca la riconciliazione e l’unità, che mette il suo pontificato al servizio della pace mondiale e che, con parole chiare, ricorda instancabilmente il messaggio universale di Cristo di amore, non violenza e misericordia». «Il papa Leone si è pronunciato ripetutamente, con chiarezza e fermezza, contro la guerra e il terrore, e ha alzato la sua voce in difesa dei poveri e oppressi, che altrimenti trovano poca protezione. Gli sono molto grato per questo in questi tempi difficili, quando la guerra è accettata da molti potenti o addirittura usata consapevolmente».
Marx ha voluto combinare la gratitudine verso Leone XIV con il ricordo del suo predecessore: «Con questa celebrazione vogliamo ringraziare per il pontificato del papa Leone XIV e invocare la benedizione di Dio sulla sua opera. Allo stesso tempo, vogliamo commemorare il defunto papa Francesco e il suo pontificato di dodici anni, ricco di benedizioni». «Senza essere una copia del suo predecessore, il papa Leone XIV si colloca in chiara continuità con il papa Francesco, che ha sempre diretto l’attenzione del mondo verso i marginalizzati e ha lavorato instancabilmente per la pace e la riconciliazione. ¡Questo testimonianza non deve essere dimenticata!».
L’invenzione della Santa Croce.
Il 3 maggio, nella tradizione cristiana occidentale, si rinnova un’antica e radicata commemorazione: quella del ritrovamento della Santa Croce, segno centrale della redenzione di Cristo. Questo anniversario, noto come la Inventio Crucis , ha goduto di grande popolarità nonostante non sia più incluso nel calendario romano generale riformato dopo il Concilio Vaticano II.
La nota come la Leggenda di Giuda Ciriaco narra che la scoperta della Croce ebbe luogo a Gerusalemme nel IV secolo per iniziativa di Santa Elena, madre dell’imperatore Costantino. La storia narra che un ebreo di nome Giuda indicò il luogo dove erano sepolte le tre croci del Golgota; il riconoscimento della Vera Croce fu confermato mediante un evento miracoloso, spesso descritto come la resurrezione di una persona deceduta al contatto con essa. La stessa tradizione narra la conversione e il battesimo di Giuda, che prese il nome di Ciriaco (dal greco «dedicato al Signore»).
Un momento particolarmente significativo fu la consacrazione, il 13 settembre 335, del complesso costantiniano del Santo Sepolcro a Gerusalemme, che includeva la basilica dell’Anastasis e il Martyrium. Le celebrazioni associate a questo evento inclusero l’esposizione della reliquia della Croce il giorno successivo, contribuendo significativamente alla diffusione del suo culto. Nel 614, durante l’invasione persiana guidata dal sovrano sasanide Cosroe II, Gerusalemme fu conquistata e la reliquia della Croce rubata. L’imperatore bizantino Eraclio la recuperò e, secondo la tradizione, la restituì a Gerusalemme nel 629 dopo la sua vittoria sui persiani.
«…e verremo a lui e faremo dimora in lui».
Buona lettura.
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