La crisi dei religiosi 2025, I (Annuario Pontificio 2026)

Già in nostro possesso i dati dell’Annuario Pontificio del 2026 li aggiungo a quanto pubblicato negli anni
precedenti, che riproduco includendo alla fine di ogni istituto le cifre al 1° gennaio 2025.

I religiosi erano un corpo numerosissimo al servizio della Chiesa. Alla quale diede santi senza numero e
gloriosissimi non pochi, missionari, teologi, direttori di coscienza, educatori, predicatori, monumenti di carità… E università, asili, ospedali, collegi… Il meglio, il più dedito, sapiente, santo, era lì.
Il popolo fedele li venerava, il Papa e i vescovi avevano in loro assoluta disponibilità per le cose più difficili. Fino a che… Da cinquant’anni, maledetta primavera postconciliare, intrapresero una corsa accelerata verso l’abisso. Per molto tempo si dissimulò. Erano un corpo vivo e numerosissimo in cui le defezioni, innumerevoli, e la morte, non manifestavano chiaramente l’immensa rovina a cui oggi si è giunti. Ora è ormai impossibile nasconderla. Siamo di fronte a cifre critiche. Che sono ancora più gravi del mero enunciato delle stesse. Perché il numero totale è ancora molto elevato. Ciò che è veramente preoccupante è che in molti è marcio. Con due cancri ormai terminali in non pochi. Quello della secolarizzazione dei membri, senza preghiera, ascesi, vita in comune, povertà, castità, obbedienza… E quello della vecchiaia. Hanno cessato di essere un corpo vivo, con rinnovamento generazionale, per diventare un club di pensionati scapoli che contemplano apparentemente indifferenti come muoiono irrimediabilmente i loro ordini e congregazioni.


Non sanno arginare la gravissima malattia e il peggio è che non vogliono riconoscerla né rimediarla. Molti
superiori avrebbero dovuto essere cacciati a calci già da molto tempo. Per inutili, tutti, e per malvagi non pochi. Tuttavia hanno rinnovato le loro cupole suicide senza il minimo tentativo di rettifica. Oggi ormai, in alcuni casi, impossibile. Quale giovane entrerà in un ospizio di anziani senza illusioni né futuro? Da anni lo segnalo, senza alcun risultato, salvo l’odio che mi professano per aver messo in evidenza ciò che è pura evidenza, la meta sicura a cui ormai stanno arrivando. Per quanti dissimuli e menzogne abbiano voluto diffondere. “Siamo meno ma migliori”. Falsissimo. Siete molti meno e molto peggiori. Siete una morte annunciata. E annunciata per molto presto in non pochi.

Gesuiti: La Compagnia di Gesù fu la nave ammiraglia degli ordini religiosi. Dove tutte si guardavano e che tutte invidiavano. Con sana invidia. Milizia al servizio incondizionato del Papa, fino con un quarto voto, la si trovava nei luoghi di maggiore difficoltà, dove era necessaria più santità, più dedizione, più intelligenza… Era l’ordine più numeroso della Chiesa, con 9.000 membri in più dei francescani e 13.000 in più dei salesiani nei loro momenti culminanti. Nel 1965 arrivarono a esserci 36.038 gesuiti. L’anno in cui si concludeva il Concilio Vaticano II. Dopo… La diserzione.

Un anno e mezzo dopo l’ultima cifra registrata nell’Annuario Pontificio del 2014 che si chiude al 1° gennaio dell’anno precedente a questi effetti, possiamo dare per certo che hanno già perso il livello dei 17.000, scriveva allora. E a questo passo, che sembra irreversibile, in tre anni saranno meno di 16.000. Questo non si aggiusta con le dimissioni annunciate del P. Generale. Per quanto obbligate data la sua incapacità. A ciò a cui dovrebbero rinunciare è al loro attuale modo di vita. Ma prima morti che osservanti. L’insieme dei maggiori di 80 anni aumenta in ogni annualità. Con il conseguente incremento di decessi. Questa meravigliosa primavera ecclesiale ha fatto loro perdere più della metà dei loro effettivi: il 52%.

Al 1° gennaio 2014 erano già solo 17.008. Nell’anno persero 279 gesuiti. Con cui la perdita è salita già al 53%. E in tre o quattro anni saranno scesi sotto i 16.000.

Abbiamo già i dati al 1° gennaio 2015. Si è perso il livello dei 17.000. Sono ormai solo 16.740. In un anno sono 268 in meno. E un anno più vecchi. Già le perdite raggiungono il 54%

Un anno dopo, al 1° gennaio 2016, erano rimasti solo 16.378. Avevano perso 362 gesuiti. Il declino va in picchiata e accelerato. Ma come sempre, Sempre meno e più vecchi. Oggi, 15 maggio 2017, dicevo allora, forse sono già meno di 16.000. L’anno prossimo, sicuro. E in Spagna devono essere già meno di mille. Perché come se la Sosa caustica continuasse su quella linea. Hanno già perso il 55% di quelli che furono.

Già in nostro possesso i dati al 1° gennaio 2017, 16.088. 290 in meno rispetto all’anno precedente. Un anno e mezzo dopo questi dati, alla fine di giugno 2018 sono già meno di 16.000.
Dicevamo anche che gli spagnoli devono essere già meno di mille. Con ciò che significarono i gesuiti in Spagna. Più di tremila a metà del XX secolo. Ebbene sì, sono già meno di mille ed è molto possibile che alla fine del 2018 siano meno di novecento o superino appena quel numero. Una tragedia. Anche se se saranno come la sosa caustica, meglio che scompaiano. La diminuzione rispetto alla loro cifra massima è già al 56%.

Come era cantato il 1° gennaio 2018 scesero sotto i 16.000, in un anno persero 246 religiosi e ne restano solo 15.842. Rispetto a quelli che furono nel 1965 si sono lasciati nel recinto niente meno che 20.196 religiosi. È già scomparso il 57% dell’ordine e questo non si ferma.

Rispetto alla Spagna la situazione è ancora molto peggiore, dei tremila che arrivarono a essere superata la metà del secolo scorso, oggi devono essercene meno di ottocento con cui è scomparso il 75% dell’istituto. Di quegli ottocento circa quattrocento devono superare gli ottant’anni e centocinquanta in più i settanta. Ogni anno entrano due o tre, che non perseverano tutti, e ne muoiono cinquanta o più. Ebbene, ditemi voi il futuro spagnolo a breve termine e quello generale a più lungo.

Un’altra chiara prova della decadenza dell’ordine ignaziana ce la dà il numero di case che manteneva. Il 1° gennaio 2010 credo che arrivarono al loro numero massimo, anche se in membri erano già scesi a 18.139. Tra case, residenze, parrocchie, collegi, noviziati, teologati… arrivarono ad avere aperti 1.782 luoghi. Non cessa di essere curioso, anche se fosse generale con tutti gli istituti religiosi che quanti meno erano più case aprivano. Quella fuga in avanti naturalmente era insostenibile e il 2010 segnò il punto di svolta. Nel 2011 chiusero già 27 case, 1.755. Nel 2012, 34 in più, 1.721. Un anno dopo precipita la caduta chiudendosi 85 case, 1.636. Il 1° gennaio 2014 si erano chiuse 38 in più, ne restavano 1.598. Un anno dopo si erano perse altre 26 case, restavano già 1.572. Un anno in più e 31 case in meno, il 1° gennaio 2016, 1.541. Crollo che non si ferma, il 1° gennaio 2017, altre 41 che si chiudono, restano 1.500. Un anno dopo non si chiude nessuna e restano le 1.500 ma questo era insostenibile e il 1° gennaio 2018 si chiudono di nuovo altre 23 e, perso il livello delle 1.500 ne restano già 1.477.

Secondo gli ultimi dati, il 1° gennaio 2019 erano solo 15.591, 251 in meno rispetto all’anno precedente e le case erano scese a 1.262, con una caduta spettacolare di 215 chiusure. La perdita di membri continua al 57%
Il 1° gennaio 2020 continua l’emorragia: erano scesi a 15.306, 285 in meno rispetto a un anno prima. Le case erano scese anche a 1.250, 12 in meno rispetto a un anno prima. La diminuzione è salita al 58%

Il 1° gennaio 2021 restavano solo 14.839 religiosi. In un anno ne rimasero nel recinto 467 gesuiti. Che oggi, un anno e mezzo dopo, devono aver già perso il riferimento dei 14.500. Il numero di case è tuttavia aumentato a 1.266. Perché se ci sono più case e meno gesuiti è chiaro che c’è un minor numero di gesuiti in ogni casa salvo nei gerontocomi. La diminuzione è già del 59%. 

Pessimi gli ultimi dati del 1° gennaio 2022, sono scomparsi 400 gesuiti.  Restano 14.439 e le case sono ormai solo 1.248. In 22 anni hanno chiuso 568 case e dal 1965 si sono evaporati 21.599 gesuiti. La diminuzione degli effettivi è già del 60%.

Il 1° gennaio 2023 si è attenuata un po’ la diminuzione. Hanno perso in un anno 244 gesuiti  con cui restano 14.185 ai primi di gennaio del 2023. Con cui possiamo dare per certo che alla fine di aprile 2024 hanno già perso il livello dei 14.000. Ma non facciamo congetture e continuiamo con le cifre reali: la diminuzione dei gesuiti è già del 61%%

Il 1° gennaio 2024 avevano già perso il livello dei 14.000 erano 13.995, 190 in meno rispetto a un anno prima, la perdita di membri è del 62%

Il 1° gennaio 2025 restavano solo 13.768, 227  in meno rispetto a un anno prima. Restano al 62% di quelli che furono. Le localizzazioni perdute furono 22; 1.290  nel 2024 e  1.190 nel 2025

Salesiani: La congregazione fondata da quel grande santo che fu Don Bosco e che prestò straordinari servizi alla Chiesa nell’educazione della gioventù più bisognosa, ha superato non molto tempo fa i francescani ed è oggi il secondo istituto maschile più numeroso. La loro cifra più alta la raggiunsero nel 1967 con 22.810 salesiani.

Al 1° gennaio 2013, erano 15.536. Con una perdita di 47 religiosi rispetto all’anno
precedente. Se conservano questa moderata linea decrescente in non molti anni supereranno i gesuiti
diventando la congregazione più numerosa della Chiesa. Si sono lasciati nel recinto 7.274 salesiani il che suppone una perdita del 33% dei loro effettivi. Per quello che vedremo, dei privilegiati. Il peso dell’età si fa notare anche nelle morti per cui nell’ultimo anno sono scesi di 156.

Al 1° gennaio 2014 erano 15.378. Restano ancora al 33% di perdita.

Al 1° gennaio 2015 erano 15.270. 108 in meno rispetto a un anno prima. La perdita salì di un punto situandosi al 34%.

Al 1° gennaio 2016 era già sceso a 15.033, oggi è possibile, direi sicuro, che siano già meno di 15.000, 137 in meno rispetto all’anno precedente. La diminuzione sale di un punto: il 35%.

Ebbene effettivamente i salesiani che avevano mantenuto una riduzione contenuta si uniscono alla linea generale. Il 1° gennaio 2017 restavano già 14.884, 149 in meno rispetto all’anno precedente. Anche se restano al 35% di perdita che dentro la loro tragedia sembra un dato ottimo.

Il 2017 non gli andò molto male perché persero solo 89 salesiani, erano 14.795 il 1° gennaio 2018, perdono il 36%.

Al 1° gennaio 2019 erano saliti a 14.932. Sono ormai a soli 659 religiosi dai gesuiti e hanno
aumentato di 137 effettivi. Continuano al 35% di perdita. Se questa tendenza si fosse mantenuta fino ad oggi, cosa che non possiamo sapere, scrivevamo l’anno scorso, i salesiani sarebbero già l’ordine più numeroso della Chiesa.

Ebbene sappiamo già che per il momento con i dati del 1° gennaio 2020 non hanno raggiunto i gesuiti anche se hanno ridotto un po’ la distanza. Ora sono a 539 religiosi di distanza. I salesiani erano 14.767, 165 in meno rispetto all’anno precedente. La diminuzione è del 36%.

Il 1° gennaio 2021 restavano solo 14.354, 413 in meno rispetto all’anno precedente. La diminuzione è del  38%. La differenza con i gesuiti continua a ridursi ora è solo di 413 religiosi.

Il 1° gennaio 2022 erano scesi a 14.143, 211 in meno rispetto a un anno prima. La diminuzione resta al 38% e il vantaggio che hanno i gesuiti è ormai solo di 219 religiosi. Con cui è possibile che in un paio d’anni i salesiani passino a essere la congregazione più numerosa della Chiesa strappando quel posto ai gesuiti.

Il 1° gennaio 2023 restavano 14.018 salesiani, 125 in meno rispetto a un anno prima, La diminuzione è già del 40%. E continua a diminuire la loro differenza per strappare ai gesuiti la condizione di essere l’istituto più numeroso della Chiesa. Afferma sono ormai solo 177 religiosi in meno

Il 1° gennaio 2024 erano 13.694, 413 in meno rispetto a un anno prima. La perdita di salesiani è del 41%. E la distanza dai gesuiti che ogni anno diminuiva ora è aumentata a 390

Il 1° gennaio 2025 restavano 13.605, 89 in meno rispetto a un anno prima La diminuzione resta al 41%. E sono ormai solo a 163 religiosi di distanza dai gesuiti.

Francescani: È il terzo ordine più numeroso della Chiesa dopo aver perso recentemente il secondo posto Arrivarono a essere 27.136 nel 1963 e al 1° gennaio 2013 restavano 14.043, con perdita di 80 rispetto alla stessa data dell’anno precedente. Hanno perso il 47% dei frati.

A oggi, dicevamo quell’anno, possiamo dare per certo che sono già meno di 14.000. Ebbene non ci sbagliavamo molto dato che al 1° gennaio 2014 erano 14.046 tre in più rispetto all’anno precedente. La perdita si mantiene quindi al 47% dei loro membri.

Quell’incremento lievissimo dal 2013 al 2014 fu rondine che non fece primavera. Il 1° gennaio 2015 erano già solo 13.632, con cui in quell’annata rimasero nel recinto niente meno che 414 frati. Con cui la percentuale di perdite sale di tre punti essendo ora il 50% di quelli che furono. Veramente un annus horribilis.

E non migliorano rispetto all’anno precedente con i dati del 1° gennaio 2016. Erano ormai solo 13.513. In un anno si persero 119 frati. Sono al 51% di perdite.

E il declino continua, il 1° gennaio 2017 erano scesi a 13.348, 165 frati in meno rispetto all’anno precedente. Oggi, dicevamo, devono essere molto prossimi a perdere il livello dei 13.000 e con la metà, più o meno, ottuagenari. Anche se restano in una perdita del 51%

Il 1° gennaio 2018 si lasciano 31 frati in più, 13.337, Restano al 51%

Il 1° gennaio 2019 sono 13.149, 188 in meno rispetto all’anno precedente. Hanno perso già il 52% dell’Ordine. E non è azzardato supporre che oggi sono già meno di 13.000.

Ebbene non era azzardato supporlo dato che il 1° gennaio 2020 restavano solo 12.726 frati, 423 in meno rispetto a un anno  prima. La perdita è già del 54%

Il 1° gennaio 2021 restavano 12.476, 250 frati in meno rispetto a un anno prima, la perdita è del 55% dell’Ordine. 

Il 1° gennaio 2022 restavano 12.186 frati, 290 in meno rispetto a un anno prima. Supongono una diminuzione del 55%

Il 1° gennaio 2023 erano 12.169, 17 in meno rispetto a un anno prima. La diminuzione è del 56%

Il 1° gennaio 2024 erano 11.984, 185 frati in meno rispetto a un anno prima. . Restano al 56%

Il 1° gennaio 2025 restavano solo 11.468, 516 frati in meno rispetto a un anno prima. La perdita è già del 57%

Benedettini: Raggiungono la cifra massima nel 1963 con 12.131 monaci. Al 1° gennaio 2013 erano già solamente 7.236 ma avevano guadagnato rispetto alla stessa data dell’anno precedente 5 monaci. Si sono lasciati per strada il 41% di quelli che sono arrivati a essere. Dio voglia che si consolidi quel minimo incremento e che si vada recuperando anche se così lentamente.

Ebbene non si consolidò l’incremento. Al 1° gennaio 2014 erano 7.079, 157 in meno rispetto all’anno precedente. Con cui la perdita è salita al 42%.

E al 1° gennaio 2015, 6.970, con una perdita di 109 monaci in quell’annata. La perdita di effettivi è già del 43% di quelli che furono. Un punto in più rispetto all’annata precedente.

Al 1° gennaio 2016 continuavano a scendere: 6.865. E Montserrat non sembra essere un vivaio dell’ordine. Piuttosto un peso morto. In un anno hanno perso 105 monaci. Sono già al 44% di diminuzione.

Ebbene un anno in più senza sintomi di recupero. Il 1° gennaio 2017 restavano solo 6.725. Centoquaranta monaci in meno rispetto all’anno precedente. La perdita è già del 45%.

Il 1° gennaio 2018 sono 6.636, ottantanove in meno rispetto all’anno passato. La diminuzione sale al 46%

Il 1° gennaio 2019 spettacolare rimonta, 6820 monaci. 184 in più rispetto all’anno precedente. La perdita scende al 44%
Il 1° gennaio 2020 c’è una lieve correzione di quella spettacolare rimonta, sono 6.802, 18 in meno rispetto all’anno precedente. Restano al 44%
Il 1° gennaio 2021 sono 6.667, 135 in meno rispetto a un anno prima. La perdita torna al 46%

Il 1° gennaio 2022, 6.655, 12 in meno rispetto a un anno prima. Restano al 46%

Il 1° gennaio 2023 erano scesi a 6.486, con una discesa di 169 monaci. La perdita è del 47%

Il 1° gennaio 2024 erano 6.382, 104 monaci in meno. Il 48%

Il 1° gennaio 2025 restavano 6.124, 258 monaci in meno rispetto a un anno prima. La diminuzione è già del 50%

Incorporo i dati della Congregazione Sublacense Casinense, all’interno dei benedettini, che è quella a cui appartiene Montserrat. Nel gennaio 2015, erano 1.343. Nel 2016, 1.267. Nel 2017, 1.283. Nel 2018, 1.245. E nel 2019, 1.248, nel 2020, 1.296; nel 2021, 1.260; nel 2022, 1.323; nel 2023, 1.256; nel 2024, 1.268; nel 2025, 1.252

Quelli di Solesmes (Silos, El Valle) erano 589 nel 2020; 576 nel 2021; 563 nel 2022; 547 nel 2023: nel 2024, 523; nel 2025, 531

 

 

Cappuccini: La loro cifra massima fu di 15.849 frati nel 1963. Al 1° gennaio 2013 restavano 10.659 con una perdita rispetto all’anno precedente di 127 frati. Sono diminuiti del 33% rispetto alla cifra massima che raggiunsero.

Al 1° gennaio 2014 erano 10.229, con perdita di 30 frati. Con cui la perdita è già del 36%.

Al 1° gennaio 2015 erano aumentati a 10.598. 369 frati in più. Veramente è stato un anno spettacolare. E rispetto alla loro cifra massima, gli effettivi sono ora il 34%
Le ultime cifre, del 2016, indicano un lieve arretramento: 10.572. Continuano a sembrare dei privilegiati. Una diminuzione di 26 frati e in un ordine numeroso con non pochi anziani mi sembra quasi da dieci e lode. Restano al 34% di diminuzione che per quello che stiamo vedendo è una percentuale molto buona.

Il 1° gennaio 2017 c’erano 10.538 cappuccini. Appena 34 in meno rispetto all’anno precedente. Lie<|eos|>

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