Kimi Antonelli, campione mondiale di Formula 1 a 20 anni: «A volte vado solo in chiesa»

Il pilota italiano della Mercedes, il campione più giovane della storia, si dichiara credente e racconta che cerca momenti di raccoglimento nei templi

Kimi Antonelli, campione mondiale di Formula 1 a 20 anni: «A volte vado solo in chiesa»
Foto: Liauzh / Wikimedia Commons (CC BY 4.0)

Kimi Antonelli, il pilota italiano che si è proclamato campione del mondo di Formula 1 lo scorso 1 novembre nel Gran Premio del Messico, ha spiegato che la fede fa parte della sua vita quotidiana. «Sì, sono credente. A volte vado anche da solo in chiesa per i fatti miei, e a Natale sempre con papà» («Sì, sono credente. A volte vado anche solo in chiesa per le mie cose, e a Natale sempre con papà»), ha risposto al giornalista Daniele Sparisci in un’intervista sul Corriere della Sera quando questi gli ha chiesto del suo rapporto con Dio.

Antonelli, che aveva 20 anni e 68 giorni quando ha conquistato il titolo con quattro gare di anticipo, è il campione più giovane della storia, davanti al record di Sebastian Vettel, e il primo italiano a vincere il Mondiale da Alberto Ascari nel 1953. La semplicità della sua risposta contrasta con la dimensione del traguardo e indica una religiosità vissuta con discrezione, senza ostentazione e in parte in privato.

Un momento di preghiera prima di vincere a Monza

Quella pratica personale si è manifestata in momenti chiave della stagione, come racconta El Debate in un reportage dedicato alla sua fede. Prima della sua vittoria nel Gran Premio d’Italia, a Monza, il pilota si è fermato a pregare in una piccola chiesa di Portofino, dove si è seduto da solo su una panchina per affidarsi a Dio. Dopo essersi assicurato il titolo in Messico, inoltre, lo si è visto con un rosario appeso al collo, un gesto poco comune nel paddock.

La figura di Senna come riferimento

Antonelli ha detto di ispirarsi ad Ayrton Senna, non solo per il suo talento al volante, ma anche per l’intensa vita religiosa del pilota brasiliano, che ha fatto della sua fede in Dio un pilastro della sua vita e della sua carriera. Il giovane italiano sembra seguire quella scia con una testimonianza sobria, lontana dai riflettori. Nella stessa intervista si è mostrato grato alla sua famiglia per avergli fatto studiare e per avergli trasmesso i valori della vita, un riconoscimento che si collega al ruolo che suo padre ricopre nella sua pratica religiosa, accompagnandolo in chiesa ogni Natale.

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