Il Vaticano lancia un atlante digitale delle iniziative ecologiche della Chiesa e presenta il quinto rapporto della Piattaforma Laudato si’

Il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, guidato da Smerilli, stima in più di 13.000 i profili registrati e assicura che più della metà delle congregazioni religiose partecipano

Il Vaticano lancia un atlante digitale delle iniziative ecologiche della Chiesa e presenta il quinto rapporto della Piattaforma Laudato si’
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Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha presentato questo mercoledì 4 novembre, nella Sala Stampa della Santa Sede, il quinto rapporto annuale della Piattaforma di Azione Laudato si’ e il lancio di un atlante digitale che permette di consultare le iniziative ecologiche delle istituzioni cattoliche di tutto il mondo. La conferenza stampa ha visto la partecipazione della prefetta del dicastero, suor Alessandra Smerilli, e del direttore del programma della Piattaforma, Alonso de Llanes, tra gli altri relatori, dieci anni dopo la pubblicazione dell’enciclica di Francesco.

Secondo quanto spiegato da De Llanes, l’atlante collega l’attività delle istituzioni cattoliche partecipanti con dati geografici e climatici. Lo strumento raccoglie tre tipi di informazioni: la posizione delle istituzioni, le attività delle loro comunità e i dati ambientali dei luoghi in cui operano. L’utente può selezionare un paese o una diocesi, identificare le istituzioni che partecipano e, sempre con il loro consenso, consultare i loro piani e le loro riflessioni ambientali. «La conoscenza di cui abbiamo bisogno esiste già in molti luoghi», ha affermato De Llanes, che ha aggiunto: «Abbiamo scoperto che è possibile costruire una piattaforma».

Più di 13.000 profili in cinque anni

Il rapporto annuale indica che sono più di 13.000 i profili registrati sulla Piattaforma dopo cinque anni di attività, di cui 6.200 corrispondono a istituzioni e 7.400 a famiglie e individui. Il documento evidenzia la crescente partecipazione, le iniziative promosse da congregazioni religiose e comunità cattoliche di tutto il mondo e i nuovi strumenti per rafforzare l’impegno della Chiesa verso l’ecologia integrale.

Suor Roxanne Schares, segretaria esecutiva dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG), ha sottolineato che l’organizzazione, che rappresenta 600.000 religiose nei cinque continenti, stima che più del 50 % delle congregazioni del mondo partecipi alla Piattaforma. «Religiosi e religiose di tutto il mondo hanno assunto l’impegno verso la creazione», ha dichiarato. Da parte sua, monsignor Allwyn D’Silva, già vescovo ausiliare di Bombay (India), ha ricordato che nella sua esperienza «abbiamo promosso quello che chiamiamo digiuno di carbonio».

Smerilli: «Non si tratta di semplici progetti ambientali»

La prefetta del dicastero ha sottolineato che la cura del creato e la cura dell’essere umano costituiscono un unico compito. «Non si tratta di semplici progetti ambientali», ha affermato Smerilli, che ha anche riconosciuto che «abbiamo imparato che un invito non basta». Riguardo all’enciclica, ha sostenuto che «questo non è un testo da leggere o citare semplicemente». Secondo la prefetta, durante cinque anni le comunità sono state condotte verso la Piattaforma e ora si spera che sia la stessa Piattaforma a farle incontrare tra loro.

Lorna Gold, direttrice esecutiva del Movimento Laudato Si’, ha assicurato da parte sua che «negli ultimi cinque anni, abbiamo dimostrato che la Chiesa è disposta a rispondere». La Piattaforma è uno spazio digitale in cui comunità e istituzioni aprono un profilo, elaborano il loro piano di ecologia integrale e comunicano le azioni realizzate.

L’agenda ecologica vaticana ha avuto altri traguardi recenti. A settembre, la Commissione Teologica Internazionale ha proposto di parlare di «peccato contro il creato e contro il Creatore» in un documento sulla cura della casa comune.

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