Un consigliere del Sinodo chiede su L’Osservatore Romano che le donne governino la Chiesa con voto e giurisdizione per il battesimo

Il teologo laico Rafael Luciani propone di armonizzare il Codice di Diritto Canonico con la «teologia battesimale» e di smettere di intendere la giurisdizione come un’eccezione concessa per delega

Un consigliere del Sinodo chiede su L’Osservatore Romano che le donne governino la Chiesa con voto e giurisdizione per il battesimo
Rome, Italie, 1er décembre 2016 -- Lucetta SCARAFFIA (premier plan à d.) directrice de "Donne, chiesa, Mondà", supplément féminin du quotidien du Saint-Siège ˆ l'Osservatore Romano". Le mensuel aborde des sujets tabous avant l'arrivée du pape F ©Eric Vandeville / Paris Match / Contacto

Il teologo laico Rafael Luciani, esperto del Sinodo sulla sinodalità, ha pubblicato il 31 ottobre su L’Osservatore Romano un articolo in cui chiede che le donne partecipino al governo della Chiesa come membri a pieno titolo, con voce e voto negli organismi ecclesiali. Il testo, intitolato «Donne nel governo della Chiesa: un’esigenza radicata nel Battesimo», è apparso nella sezione «Donne Chiesa Mondo» del quotidiano della Santa Sede. Luciani, professore di ecclesiologia all’Università di Santa Clara, fonda la sua proposta sulla teologia battesimale e sull’ecclesiologia del Popolo di Dio.

Una riforma «incompleta» finché non si riconoscano i non ordinati

L’autore parte dalle conclusioni dei gruppi di studio costituiti dopo l’Assemblea sinodale, che propongono una partecipazione effettiva delle donne al governo ecclesiale. Per Luciani non si tratta di una questione marginale, ma che riguarda tutta la Chiesa. Attribuisce al Gruppo di studio 5 la base teologica più solida e riprende la sua idea secondo cui la piena partecipazione «non è né una concessione né una mera rivendicazione di potere, bensì un’esigenza intrinseca alla natura stessa della Chiesa».

Il problema, sostiene, sta nel modo in cui si concepisce il soggetto della potestas. Finché le persone non ordinate non saranno riconosciute come soggetti pieni del governo ecclesiale, la riforma indicata dal Concilio Vaticano II rimarrà, a suo giudizio, incompleta. Riconosce, tuttavia, i passi già compiuti, tra cui la costituzione apostolica Episcopalis communio.

Voce e voto negli organismi, e non solo nei dicasteri

Tra le proposte, Luciani chiede di riconoscere le donne come membri con diritto di parola e di voto negli organismi ecclesiali, e non solo nei dicasteri vaticani, in modo che non siano ridotte al ruolo di consigliere o consultori. Propone inoltre di armonizzare il Codice di Diritto Canonico vigente con la teologia battesimale e di «superare la concezione dell’esercizio della potestà di giurisdizione come una semplice eccezione concessa per delega».

Il teologo suggerisce anche che la riforma non sia affidata solo a commissioni di canonisti, ma che lavorino in modo collaborativo e sinodale teologhe e teologi. Nella sua argomentazione aggiunge che questo passo renderebbe la Chiesa più credibile e più fedele alla sua vocazione in un mondo che, scrive, si orienta verso modelli sociopolitici sempre più autoritari e piramidali.

Una linea già difesa nel quotidiano vaticano

L’articolo si aggiunge ad altri testi dello stesso Luciani nella stessa sezione del giornale. Nel marzo 2026 ha pubblicato «Una Chiesa a pieni polmoni ha bisogno della leadership femminile», e nel maggio 2025 ha difeso riforme strutturali a partire dal battesimo, affinché il potere non si basi più sul sacramento dell’ordine ma sulla pari dignità battesimale. Nell’aprile 2026 la stessa sezione ha commentato il rapporto finale del Gruppo di studio 5, un documento senza valore normativo che non introduce cambiamenti immediati e che, secondo quel commento, non vede impedimento teologico affinché una donna eserciti un’autorità di governo delegata.

La proposta di Luciani mette in discussione, nella pratica, il criterio vigente del canone 129, che collega la potestà di regime a chi ha ricevuto l’ordine sacro e ammette la cooperazione dei fedeli laici nel suo esercizio.

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