Il cardinale Müller chiede di fermare il Cammino Sinodale tedesco: «Non c’è posto per le bandiere arcobaleno nella Chiesa»

Il prefetto emerito della Dottrina della Fede sostiene in un'intervista del Gibbons Institute che i documenti del processo tedesco sono privi di valore per il magistero.

Il cardinale Müller chiede di fermare il Cammino Sinodale tedesco: «Non c’è posto per le bandiere arcobaleno nella Chiesa»

Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha chiesto che si fermi il Cammino Sinodale tedesco. Lo ha fatto in un’intervista con il filosofo Jan Bentz, dell’Università di Oxford, pubblicata il 19 ottobre dal Gibbons Institute come secondo numero della sua serie «Dispatches». In essa il porporato ha sostenuto che il processo tedesco non può introdurre idee eretiche nell’antropologia né negare i misteri rivelati di Dio e che, per questo, «deve essere fermato».

Müller ha affermato inoltre che i testi approvati dal Cammino Sinodale mancano di autorità dottrinale. «Questi documenti che pubblicano non hanno senso, non hanno valore per il magistero», ha dichiarato nel colloquio, in cui ha sottolineato che la Chiesa «non è un sinodo permanente». A suo giudizio, in quelle assemblee si è parlato poco di Dio, della rivelazione e di Gesù Cristo come unico Salvatore, e il dibattito ha ruotato attorno a questioni sociali e politiche.

«Quelle non sono le nostre bandiere»

La frase che ha avuto maggiore risonanza è quella relativa ai simboli del movimento LGBT, che in alcune diocesi e organizzazioni ecclesiali tedesche sono stati esposti come gesto di accoglienza. «Non c’è posto per le bandiere arcobaleno nella Chiesa», ha detto Müller, che ha difeso che l’identità cattolica deve concentrarsi su Cristo e sulla Croce, e non su emblemi ideologici o politici.

Il cardinale, da anni uno dei critici più noti del processo tedesco, ha collegato questa deriva all’influenza delle correnti ideologiche moderne, tra cui il movimento «woke» e la politica identitaria. Secondo la sua impostazione, una riforma della Chiesa non può nascere da queste categorie, ma dalla fedeltà alla dottrina ricevuta.

Un processo in attesa di Roma

L’intervista avviene con il Cammino Sinodale già concluso formalmente. La sua sesta e ultima assemblea si è celebrata a Stoccarda nel gennaio 2026, e gli statuti della futura Conferenza Sinodale permanente, in cui avrebbero partecipato vescovi e laici, sono stati inviati a Roma alla fine di marzo, dove restano in studio da parte dei dicasteri.

Il dialogo con Bentz ha affrontato anche l’intervento dei vescovi tedeschi nella politica partitica, le consacrazioni episcopali della Fraternità San Pio X, i limiti della sinodalità e l’orientamento del pontificato di Leone XIV. Pochi giorni fa, InfoVaticana ha raccolto altre parole del cardinale sulla riforma della Chiesa: Müller ricorda che la Chiesa appartiene a Cristo e non può riformarsi secondo criteri umani.

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