La croce dell’Aneto è tornata sulla cima del picco più alto dei Pirenei sei mesi dopo che qualcuno l’aveva tagliata alla base con una smerigliatrice e l’aveva gettata giù per il pendio. Un elicottero noleggiato dal Comune di Benasque ha portato sabato 31 ottobre la struttura metallica restaurata fino ai 3.404 metri della vetta, approfittando del bel tempo, secondo elDiarioAragón ed El Debate. All’operazione hanno partecipato il fabbro Miguel Ángel Plaza, di Villanova, che ha riparato la croce, e la guida alpina Chemary Carrera, secondo il portale Lugares de Aventura.
La croce, di circa cento chili, si trovava sulla vetta dal 1951, quando fu installata dal Centre Excursionista de Catalunya, secondo il Diario del Alto Aragón citato da El Debate. La sua scomparsa fu rilevata il 17 aprile. Chi l’ha abbattuta è salito fino alla cima con un utensile da taglio e l’ha sezionata alla base, in un’azione che questa casa ha allora definito un attacco d’odio. Le testimonianze raccolte da Lugares de Aventura collocano i fatti tra l’8 e il 14 aprile, e l’identità dell’autore non è stata chiarita pubblicamente. Il 16 giugno, durante un salvataggio, il Grupo de Rescate e Intervención en Montaña (GREIM) di Benasque e l’Unità Aerea della Guardia Civil di Huesca l’hanno localizzata seminterrata nella neve sul versante nord, circa duecento metri sotto la vetta. È rimasta sotto custodia mentre proseguivano le indagini.
Non era la prima volta che la croce scendeva dalla vetta. Nel settembre 2023 fu smontata per i danni causati dalla tempesta e, dopo un restauro che ne rinforzò la base e gli ancoraggi, tornò al suo posto il 6 agosto 2025, in un’operazione coordinata dalla Guardia Civil alla quale partecipò anche Plaza. Otto mesi dopo, quel rinforzo non impedì che venisse tagliata.
Nei mesi senza la croce originale, la vetta non rimase vuota. A maggio, l’alpinista francese Maël Le Lagadec, di 18 anni, portò a spalla una croce di legno di noce di circa 35 chili per occupare provvisoriamente il suo posto. Pochi giorni dopo fu anch’essa strappata e gettata giù, e un gruppo di alpinisti spagnoli la recuperò e la rimise a posto. Il Movimiento Hacia un Estado Laico (MHUEL) chiese al Seprona e al Governo dell’Aragona di indagare sul giovane e, se del caso, di sanzionarlo, mentre il sindaco di Benasque, Manuel Mora, sostenne l’iniziativa, secondo elDiarioAragón. A luglio, Le Lagadec portò una seconda croce di legno, che è rimasta sulla vetta fino a sabato. Il Comune aveva annunciato che l’avrebbe rimossa quando fosse tornata quella storica, e così fece durante l’operazione.
Il giovane ha celebrato sui suoi social media il ritorno di una croce sulla vetta: «Pensavano che scherzassi quando dicevo che sarei tornato a salire tutte le volte necessarie per reinstallarla», ha scritto, secondo quanto riporta El Debate. Mora, da parte sua, ha fatto appello al rispetto e alla conservazione degli elementi che fanno parte del patrimonio e della storia del territorio, secondo il Diario del Alto Aragón. Il Comune cerca inoltre una protezione patrimoniale più solida per i simboli della vetta.
La croce dell’Aneto è una delle croci di vetta più conosciute di Spagna e la sua sorte è stata seguita durante tutto l’anno tra alpinisti e fedeli. Il suo ritorno chiude un ciclo che è iniziato con una smerigliatrice e proseguito con due croci di legno, una delle quali è stata anch’essa abbattuta. Sei mesi dopo, la croce originale torna a coronare i Pirenei e chi l’ha tagliata resta senza nome.
Leggi anche