La Spagna firma con altri undici paesi una dichiarazione che chiede leggi per facilitare l'aborto

Il testo, diffuso in occasione della «Giornata Internazionale per l'Aborto Sicuro», chiede inoltre la sua depenalizzazione

La Spagna firma con altri undici paesi una dichiarazione che chiede leggi per facilitare l'aborto

La Spagna è uno dei dodici Paesi che hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta a favore dell’ampliamento dell’accesso all’aborto, diffusa in occasione della cosiddetta «Giornata Internazionale per l’Aborto Sicuro», il 28 settembre. Il testo è stato pubblicato dal Governo dei Paesi Bassi e lo firmano ambasciatori, inviati e governi di Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Cosa chiede la dichiarazione

I firmatari riaffermano i diritti delle donne e delle ragazze «in tutta la loro diversità» a prendere decisioni sul proprio corpo e sulla propria vita, e chiedono espressamente «l’adozione di leggi e politiche che sostengano l’accesso all’assistenza per l’aborto sicuro», in linea con le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La dichiarazione sostiene inoltre la depenalizzazione dell’aborto e chiede che il lavoro dei movimenti e degli attivisti che lo promuovono sia «protetto e sostenuto». Include inoltre l’accesso ai contraccettivi, all’informazione e all’educazione sessuale, e sostiene, citando l’OMS, che limitare l’aborto «lo rende insicuro».

In linea con il Governo

La firma spagnola coincide con l’offensiva dell’Esecutivo in questa materia. Questa stessa settimana, InfoVaticana informava che il Governo accelera il decreto sull’aborto, che limita l’informazione sugli aiuti alla donna incinta ai casi in cui venga richiesta e esclude dai comitati chi sia stato obiettore.

La diffusione della dichiarazione è stata denunciata da organizzazioni pro-vita europee, come il portale polacco PCh24, che sottolinea come i firmatari chiedano l’adozione di norme per facilitare l’aborto.

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