Il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato il 12 ottobre due disposizioni relative alla Chiesa nella Repubblica Dominicana. Nella prima, il Pontefice accetta le dimissioni di Ozoria Acosta e indica che gli succede Morel Diplán, «fino ad ora arcivescovo coadiutore della stessa arcidiocesi». Nella seconda, Leone XIV accetta ugualmente le dimissioni di Ozoria come ordinario militare e nomina per tale incarico il nuovo arcivescovo metropolitano.
Una successione prevista dal 2025
Il cambio non rappresenta alcuna sorpresa. Leone XIV nominò Morel Diplán arcivescovo coadiutore con diritto di successione il 18 ottobre 2025, e il prelato prese possesso il 10 novembre di quell’anno, secondo la sua scheda biografica nella Conferenza dell’Episcopato Dominicano. Il canone 409 del Codice di Diritto Canonico stabilisce che, al divenire vacante la sede, il coadiutore che ha già preso possesso passa immediatamente a essere vescovo della diocesi per la quale è stato nominato.
Ozoria Acosta, che governava l’arcidiocesi dal 2016, ha compiuto 75 anni il 10 ottobre scorso. È l’età alla quale il canone 401 chiede ai vescovi di presentare le dimissioni, e l’accettazione è arrivata appena due giorni dopo.
Un moralista formato a Roma
Morel Diplán nacque nel 1969 a Monte de la Jagua, nella provincia di Espaillat. Studiò Filosofia e Teologia nel Seminario Pontificio Santo Tomás de Aquino di Santo Domingo e fu ordinato sacerdote il 24 giugno 2000. Nel 2007 ottenne la licenza in Teologia Morale presso l’Accademia Alfonsiana di Roma.
Gran parte del suo ministero nell’arcidiocesi di Santiago de los Caballeros fu dedicata alla formazione del clero. Fu rettore del Seminario Minore e del Filosofato San Pío X, direttore della scuola dei diaconi permanenti San Esteban, professore di Etica nella Pontificia Università Cattolica Madre y Maestra e vicario episcopale per il Clero. Ricevette l’ordinazione episcopale come ausiliare di Santiago il 25 febbraio 2017. Francesco lo nominò amministratore apostolico di La Vega nel dicembre 2023, e nell’ottobre 2024 passò a essere vescovo diocesano di quella sede.
Senza pronunciamenti sulla liturgia tradizionale
Il nuovo arcivescovo non è intervenuto pubblicamente nei dibattiti che hanno diviso l’episcopato negli ultimi anni. Non risulta alcuna sua dichiarazione su Traditionis custodes, il motu proprio del 2021 che ha ristretto la celebrazione con il Messale del 1962. Neppure su Fiducia supplicans, la dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede del dicembre 2023 sulla benedizione delle coppie in situazione irregolare e dello stesso sesso.
Ha invece affrontato questioni di morale. Nella sua omelia del Te Deum per il 182° anniversario dell’Indipendenza, lo scorso febbraio, mise in guardia contro la diffusione di ideologie che pretendono di normalizzare comportamenti contrari alla legge naturale, che definì «oggettivamente disordinati», secondo quanto riferì il quotidiano El Día. Nella stessa omelia sostenne che la crisi della società dominicana è anzitutto morale, e non meramente economica o politica. Al prendere possesso come coadiutore riassunse il suo programma pastorale in tre verbi: servire, ascoltare e accompagnare.
Con la nomina di oggi, Morel Diplán assume anche l’Ordinariato Militare, incaricato dell’assistenza pastorale ai membri delle Forze Armate dominicane.