Italia: Il Papa nomina vescovo di Terni il fondatore di una Scuola di Dialogo Interreligioso

Italia: Il Papa nomina vescovo di Terni il fondatore di una Scuola di Dialogo Interreligioso

Papa Leone XIV ha nominato questo martedì vescovo di Terni-Narni-Amelia, in Italia, monsignor Alfonso Raimo, finora ausiliare di Salerno-Campagna-Acerno. Il prelato, di 67 anni, vanta una lunga esperienza nella pastorale missionaria ed è stato fondatore e presidente della Scuola di Dialogo Interreligioso e Interculturale di Eboli, dalla quale ha difeso il dialogo tra religioni come «unica via» per costruire la pace.

La nomina rappresenta una rapida promozione per Raimo, che Francesco ha elevato all’episcopato poco più di due anni fa, nell’aprile 2024. Da allora ha continuato a partecipare attivamente a iniziative interreligiose, tra cui un Giubileo del Dialogo Interreligioso celebrato insieme a rappresentanti musulmani, bahá’í, protestanti, ortodossi e buddisti.

Fondatore di una Scuola di Dialogo Interreligioso

L’impegno di Raimo nel dialogo interreligioso precede il suo arrivo all’episcopato.

Da sacerdote e vicario generale di Salerno-Campagna-Acerno, ha fondato e presieduto la Scuola di Dialogo Interreligioso e Interculturale di Eboli, un’iniziativa volta a promuovere l’incontro tra diverse confessioni religiose e culture.

In una intervista rilasciata nel 2023, Raimo spiegava che gli statuti della Scuola presentavano il dialogo come «l’unica via da percorrere insieme» per costruire una società fondata sull’accoglienza e sul rispetto religioso e culturale.

L’allora sacerdote collegava questo approccio all’incontro interreligioso di Assisi convocato da san Giovanni Paolo II nel 1986.

Secondo Raimo, quell’evento aprì «una breccia nel muro impenetrabile della diffidenza e della paura» e permise di scoprire valori condivisi tra le diverse religioni.

A partire da quell’esperienza, sosteneva, il dialogo apparve «non solo come una possibilità auspicabile, ma come un obbligo comune e l’unica via possibile» per costruire una pace intesa come «armonia delle differenze».

Raimo sosteneva inoltre che questa dinamica non dovesse limitarsi a incontri straordinari tra rappresentanti religiosi, ma trasferirsi nella vita quotidiana. Il suo obiettivo, spiegava, era far sì che «il dialogo faccia scuola».

Con musulmani, bahá’í, protestanti, ortodossi e buddisti

Queste idee hanno poi trovato una traduzione concreta nella sua attività pastorale.

Già come vescovo ausiliare, Raimo ha partecipato nel marzo 2025 al cosiddetto Giubileo del Dialogo Interreligioso organizzato dall’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

L’incontro è stato presentato dall’organizzazione come un invito a «camminare insieme», «costruire ponti di dialogo» e celebrare la diversità come fonte di arricchimento spirituale e culturale.

Il corteo è stato guidato dall’arcivescovo Andrea Bellandi e da Raimo, accompagnati da rappresentanti delle comunità islamica, bahá’í, evangelica pentecostale, valdese-metodista, ortodossa e buddista Soka Gakkai.

I partecipanti hanno percorso insieme un itinerario tra Battipaglia, Oliveto Citra e Campagna. Una delle tappe si è svolta in una comunità evangelica pentecostale e il percorso si è concluso nella concattedrale cattolica di Campagna.

La stessa arcidiocesi di Salerno ha incluso quell’incontro nel suo calendario ufficiale del Giubileo 2025.

Raimo ha partecipato anche a iniziative di dialogo giudeo-cristiano promosse dalla diocesi e il suo profilo in questo ambito era già pubblicamente riconosciuto prima che Francesco decidesse di nominarlo vescovo ausiliare.

Un percorso segnato dalla missione

Alfonso Raimo è nato il 2 luglio 1959 a Calabritto, in provincia di Avellino. Ha compiuto gli studi teologici nella sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e successivamente ha conseguito la licenza in Teologia della Missione presso la Pontificia Università Urbaniana.

È stato ordinato sacerdote il 18 marzo 1990.

Dopo otto anni come vicario parrocchiale dei Santi Martino e Quirico a Fisciano, è stato parroco della stessa comunità dal 1998 al 2011.

In quegli anni ha iniziato anche il suo lavoro istituzionale in ambito missionario. Tra il 2001 e il 2012 è stato responsabile regionale della pastorale missionaria della Conferenza Episcopale della Campania e, tra il 2012 e il 2015, segretario nazionale della Pontificia Unione Missionaria e della Pontificia Opera di San Pietro Apostolo.

Dal 2007 ha inoltre esercitato come docente di Teologia della Missione presso l’Istituto Teologico Salernitano e presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Salerno.

Cappellano carcerario e difensore dell’accoglienza dei migranti

Raimo vanta anche esperienza nella pastorale penitenziaria. Tra il 2011 e il 2019 è stato cappellano del carcere ICATT di Eboli, continuando a svolgere il suo ministero parrocchiale.

Nel 2020 è stato nominato vicario generale di Salerno-Campagna-Acerno e successivamente è entrato a far parte del Collegio dei Consultori e del Consiglio Pastorale diocesano.

L’immigrazione è apparsa anche nei suoi interventi pubblici. Lo scorso agosto, durante una celebrazione mariana a Salerno, ha messo in guardia contro il «naufragio dell’indifferenza» di fronte ai migranti che attraversano il Mediterraneo fuggendo da guerre, persecuzioni e situazioni di povertà.

Raimo ha allora chiesto una comunità «accogliente e solidale» e ha invitato a non ridurre le storie di chi arriva in Europa a semplici numeri o statistiche.

Vescovo residenziale due anni dopo la consacrazione

Francesco ha nominato Raimo vescovo titolare di Termini Imerese e ausiliare di Salerno-Campagna-Acerno il 30 aprile 2024. Ha ricevuto la consacrazione episcopale il 1° giugno successivo.

All’interno della Conferenza Episcopale della Campania esercita inoltre come vescovo delegato per la tutela dei minori.

Ora, poco più di due anni dopo l’ingresso nell’episcopato, Leone XIV gli affida il governo pastorale di Terni-Narni-Amelia.

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