Papa Leone XIV ha chiesto questa domenica ai fedeli che affollavano piazza San Pietro di imparare a perdonare «al di là di ogni limite, senza misura». Dalla finestra del Palazzo Apostolico, il Pontefice ha dedicato l’Angelus della XXIV domenica del tempo ordinario al Vangelo di san Matteo (18, 21-35), in cui Pietro chiede a Gesù quante volte debba perdonare il proprio fratello e riceve la celebre risposta: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette».
Questa cifra, ha spiegato il Papa, invita a superare ogni calcolo e a vivere il perdono con una generosità che non misura né pone condizioni. Appoggiandosi alla parabola del servo a cui il suo signore condona un debito impossibile da pagare e che poi si rifiuta di perdonare il proprio compagno, Leone XIV ha ricordato che «il dono e il perdono sono la base della nostra esistenza»: tutto ciò che riceviamo procede dall’amore gratuito di Dio, e questa stessa gratuità deve diventare la regola che ordina la convivenza tra gli uomini.
Il Pontefice ha avvertito con crudezza di ciò che accade quando manca il perdono. «Il perdono è indispensabile, senza di esso non si può vivere in pace», ha affermato. Dove scompare nascono «conflitti, accuse, rancori e vendette» che «distruggono le relazioni, dividono le famiglie e scatenano guerre». Di fronte a questa spirale, ha concluso, «solo il perdono libera e restituisce la luce».
Memoria dell’11-S e appello alla pace
Dopo la preghiera mariana, il primo Papa statunitense della storia ha evocato il 25° anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001 nel suo paese natale. «Rinnovo le mie preghiere per coloro che persero la vita e per coloro che continuano a portare le ferite di quel giorno tragico», ha detto.
Leone XIV ha voluto che il ricordo di quella giornata servisse da sprone spirituale: la memoria dell’attentato «ci spinge a rinnovare il nostro impegno per la pace», che ha affidato alla Vergine Maria. «In un momento in cui il conflitto e la violenza affliggono tanti dei nostri fratelli e sorelle, invito tutti a pregare affinché il Signore conceda il suo dono della pace sul mondo», ha aggiunto davanti ai pellegrini.
La catechesi di oggi prolunga quella della scorsa domenica, in cui il Papa ha parlato della correzione fraterna e del «debito dell’amore reciproco» a partire dalla Lettera ai Romani, in una sequenza di riflessioni sulla vita della comunità cristiana che segue il filo delle letture di queste domeniche di settembre.