La stampa italiana indica il Nunzio in Spagna come favorito per succedere a Parolin

La stampa italiana indica il Nunzio in Spagna come favorito per succedere a Parolin

Il Tempo apre la sua edizione di questo sabato 5 settembre con un titolo che non passerà inosservato a Madrid: «Chi sostituirà Parolin. Tutti italiani i tre i nunzi apostolici prediletti da Papa Leone XIV. In pole Piero Pioppo». Secondo il vaticanista Francesco Capozza, il Papa avrebbe già una terna di tre nunzi apostolici, tutti italiani, per sostituire il cardinale Pietro Parolin alla guida della Segreteria di Stato, e il più favorito sarebbe l’attuale Nunzio Apostolico in Spagna e Andorra, monsignor Piero Pioppo.

L’informazione, pubblicata a pagina 11 del quotidiano romano, è il seguito di un articolo del 19 agosto scorso in cui lo stesso giornalista anticipava che Leone XIV avrebbe mantenuto Parolin «almeno altri dodici mesi» per scegliere poi il suo nuovo «primo ministro» tra i nunzi «per i quali nutre affetto personale». Allora Capozza citava solo un nome, quello di monsignor Paolo Rudelli, appena nominato Sostituto per gli Affari Generali al posto di Edgar Peña Parra. Ora amplia la lista a tre candidati e colloca Pioppo in prima posizione.

Un avvicendamento che non sarebbe immediato

Lo stesso Il Tempo riconosceva ad agosto che sostituire Parolin non è semplice. Il Segretario di Stato ha 71 anni, la stessa età del Pontefice, e restano tre anni e mezzo alla sua pensione, per cui non è facile trovargli un incarico all’altezza del suo rango. La soluzione che starebbe valutando Leone XIV sarebbe nominarlo decano del Collegio Cardinalizio, un ruolo che, secondo il quotidiano, Parolin aveva praticamente già in mano nel gennaio 2025 e che Francesco bloccò all’epoca.

Capozza ricorda inoltre che, quindici mesi dopo il Conclave, il governo centrale della Chiesa resta nelle mani di prelati e cardinali nominati da Bergoglio, e che Leone XIV sta adottando un ritmo deliberatamente lento nei cambiamenti della Curia. Il cambio alla Segreteria di Stato sarebbe, in ogni caso, la decisione di maggior peso del suo pontificato fino a oggi.

Il nunzio che Sánchez volle vetare

Il nome di Piero Pioppo risulta particolarmente significativo per la Spagna. La sua nomina a nunzio a Madrid, resa pubblica il 15 settembre 2025, arrivò dopo quasi sei mesi di blocco da parte del Governo di Pedro Sánchez, che si oppose a concedere il placet a un diplomatico che considerava «non gradito» per il suo profilo conservatore. Fu lo stesso Il Tempo a svelare quel braccio di ferro, che si concluse con l’Esecutivo che cedette all’insistenza del Papa. Pioppo arrivò a Madrid il 5 dicembre 2025 e presentò le sue lettere credenziali al Re il 18 dicembre.

Nato a Savona nel 1960 e incardinato nella diocesi di Acqui Terme, Pioppo entrò nel servizio diplomatico della Santa Sede nel 1993. Servì nelle nunziature di Corea e Cile e nella Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, dove fu il collaboratore più stretto del cardinale Angelo Sodano. Nel 2006 fu nominato prelato dell’Istituto per le Opere di Religione, la cosiddetta «banca vaticana», incarico che mantenne per quattro anni. Nel 2010 Benedetto XVI lo elevò all’episcopato e lo inviò come nunzio in Camerun e Guinea Equatoriale; successivamente rappresentò la Santa Sede in Indonesia e presso l’ASEAN, destinazione che molti interpretarono come un allontanamento deciso da Francesco. L’organizzazione del viaggio papale a Giacarta nel settembre 2024 gli restituì il favore del Pontefice argentino e aprì la strada al suo trasferimento a Madrid.

Se le previsioni de Il Tempo si avverassero, il nunzio a cui il Governo spagnolo cercò di chiudere la porta un anno fa diventerebbe il numero due della Santa Sede. La Nunziatura di Madrid è stata tradizionalmente anticamera del cardinalato; diventare trampolino diretto alla Segreteria di Stato sarebbe un fatto senza precedenti recenti.

Per il momento, né la Santa Sede né la Nunziatura in Spagna si sono pronunciate su queste informazioni.

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