La Cattedrale di Granada riprende le messe domenicali dopo essere rimasta chiusa a causa dei terremoti

La Cattedrale di Granada riprende le messe domenicali dopo essere rimasta chiusa a causa dei terremoti

La Cattedrale di Granada riaprirà domenica 6 settembre per la celebrazione delle messe domenicali, dopo essere rimasta chiusa da agosto a causa dei danni provocati dai terremoti che hanno colpito la città e la sua area metropolitana. La riapertura sarà, per il momento, parziale e non include le visite turistiche né il resto delle celebrazioni liturgiche.

Secondo quanto annunciato dall’Arcidiocesi di Granada, la cattedrale ospiterà domenica due eucaristie, alle 11:00 e alle 12:30. Quest’ultima sarà presieduta dall’arcivescovo, José María Gil Tamayo. Al di fuori di queste messe domenicali, la Cattedrale rimarrà chiusa fino a nuovo avviso mentre proseguono i lavori necessari per recuperare progressivamente la normalità.

Una riapertura ancora parziale

La messa delle 9:00, dal lunedì al sabato, continuerà a celebrarsi nella chiesa parrocchiale del Sagrario-Cattedrale, situata accanto alla cattedrale. Lì sono state trasferite le celebrazioni dopo che il tempio ha chiuso le porte per valutare i possibili danni causati dall’attività sismica.

Rimarranno inoltre sospese le visite culturali alla Cattedrale e resterà chiusa al pubblico la mostra Kerygma, el arte de evangelizar. L’Arcidiocesi spera che l’edificio possa recuperare progressivamente la sua attività nelle prossime date, anche se per ora non ha stabilito un calendario per la riapertura completa.

La chiusura della cattedrale si è verificata nel contesto dei terremoti registrati a Granada da metà agosto. L’Arcidiocesi ha allora ordinato la chiusura preventiva di alcuni dei suoi principali templi per verificare l’entità dei danni prima di consentire nuovamente l’accesso ai fedeli.

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La situazione è evoluta man mano che procedevano le ispezioni. Il Sagrario-Cattedrale, la Cappella Reale, la Certosa e l’Abbazia del Sacromonte hanno potuto riaprire, mentre la Cattedrale è rimasta chiusa. Nell’ultimo aggiornamento diocesano del 27 agosto risultavano ancora chiusi la cattedrale e altri undici templi di Granada capitale e della sua area metropolitana.

Anche la patrona di Granada è stata trasferita

I terremoti hanno alterato anche i tradizionali culti di settembre a Nostra Signora delle Angosce, patrona di Granada e della sua Arcidiocesi. La basilica dove riceve abitualmente culto ha dovuto chiudere per essere sottoposta a lavori tecnici, per cui l’immagine è stata trasferita provvisoriamente al Sagrario-Cattedrale.

Lì sono iniziati il 1° settembre i culti del mese dedicato alla patrona, che si celebrano quotidianamente alle 12:00 e alle 19:45. L’immagine era stata trasferita dalla sua basilica domenica 30 agosto e accolta nel Sagrario da Gil Tamayo e da altri sacerdoti diocesani, accompagnata da fedeli granadini.

Le rogazioni con il Cristo di Sant’Agostino

Nel mezzo dell’attività sismica, Gil Tamayo ha convocato anche per settembre una processione di rogazioni con il Santissimo Cristo di Sant’Agostino per chiedere per gli colpiti e per la protezione di Granada. L’immagine si trova proprio nella Cattedrale in occasione della mostra Kerygma ed è previsto che la processione parta dalla cattedrale verso la Basilica di Nostra Signora delle Angosce.

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La convocazione recupera una pratica profondamente radicata nella storia religiosa granadina. La città ha già invocato il Cristo di Sant’Agostino in rogazioni per terremoti e altre calamità nei secoli precedenti. L’immagine è stata dichiarata Sacro Protettore di Granada e ogni 14 settembre si rinnova il voto della città in suo onore.

La decisione dell’arcivescovo ha provocato anche la reazione critica di Mario Sixto Picazo Robles, parroco di Santa Maria Micaela e consigliere diocesano della Gioventù Operaia Cristiana, che ha messo pubblicamente in dubbio l’opportunità e il senso della processione convocata dal suo stesso arcivescovo.

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La riapertura di domenica rappresenterà così il primo passo verso il recupero dell’attività ordinaria della Cattedrale, anche se l’accesso rimarrà limitato alle due messe domenicali mentre proseguono gli interventi derivanti dai terremoti.

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