Leone XIV ha nominato monsignor Ferenc Palánki nuovo arcivescovo metropolitano di Kalocsa-Kecskemét, in Ungheria. Il finora vescovo di Debrecen-Nyíregyháza, di 62 anni, ha difeso pubblicamente il matrimonio tra uomo e donna, la famiglia e la trasmissione della vita e faceva parte dell’episcopato ungherese che, dopo la pubblicazione di Fiducia supplicans, ha chiesto di evitare le benedizioni congiunte di coppie omosessuali e di coppie in situazione irregolare.
La Santa Sede ha annunciato questo giovedì 3 settembre la nomina, comunicando al contempo che Leone XIV aveva accettato le dimissioni presentate da monsignor Balázs Bábel dal governo pastorale dell’arcidiocesi.
Palánki arriva così a una delle sedi metropolitane della Chiesa in Ungheria dopo quasi undici anni alla guida di Debrecen-Nyíregyháza, diocesi per la quale fu nominato da Francesco il 21 settembre 2015. Il suo percorso episcopale mostra una particolare attenzione alla famiglia e al matrimonio, insieme a una prolungata dedizione alla formazione sacerdotale e al Diritto Canonico.
Il matrimonio e la trasmissione della vita
Palánki ha difeso in diverse occasioni una concezione del matrimonio fondata sull’unione tra uomo e donna e orientata alla famiglia e alla trasmissione della vita.
Durante la Settimana del Matrimonio celebrata nel 2022 a Nyíregyháza, nell’est dell’Ungheria, sostenne che il matrimonio ha un’importanza fondamentale per «il futuro dell’umanità» e rimandò direttamente alla Genesi: «L’uomo lascia suo padre e sua madre, si unisce a sua moglie e i due diventano una sola carne».
Il prelato affermò allora che l’amore matrimoniale «non è semplicemente un sentimento», ma implica una decisione e un impegno. Collegò inoltre espressamente il matrimonio alla trasmissione della vita e alla continuità delle generazioni.
Questa visione appare anche nei suoi interventi sulla Sacra Famiglia. Nel dicembre 2023, Palánki sottolineò che la missione degli sposi consiste nell’aiutarsi reciprocamente a raggiungere Dio e ad amare i figli loro affidati.
In un’ampia intervista concessa nel 2021 ai media della sua diocesi ricordò inoltre l’educazione cattolica ricevuta durante l’infanzia a Csesztve, una piccola località del nord dell’Ungheria. Palánki evidenziò di essere cresciuto in un ambiente in cui esistevano concetti «chiari e inequivocabili» su cosa significasse il matrimonio, quale fosse il posto dei figli e cosa comportasse sacrificarsi per gli altri.
L’episcopato ungherese pose limiti a Fiducia supplicans
Il nuovo arcivescovo apparteneva anche alla Conferenza Episcopale Ungherese quando questa rispose nel dicembre 2023 a Fiducia supplicans, la dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede che aprì la possibilità di impartire benedizioni pastorali non liturgiche a coppie in situazione irregolare e dello stesso sesso.
La risposta dei vescovi ungheresi arrivò il 27 dicembre, appena nove giorni dopo la pubblicazione della dichiarazione vaticana. La Conferenza Episcopale iniziò ricordando che Fiducia supplicans «non cambia la fede e l’insegnamento perenne della Chiesa cattolica sul matrimonio e sulla morale sessuale».
I vescovi segnalarono che i sacerdoti potevano benedire individualmente qualsiasi persona che richiedesse una benedizione, indipendentemente dalla sua identità di genere o orientamento sessuale.
Tuttavia, stabilirono un limite all’applicazione del documento in Ungheria: chiesero di «evitare sempre la benedizione congiunta» delle coppie che vivevano insieme senza aver contratto un matrimonio valido davanti alla Chiesa, di coloro che mantenevano un matrimonio che la Chiesa considerava invalido e delle coppie dello stesso sesso.
In questo modo, l’episcopato ungherese escluse che la possibilità contemplata da Fiducia supplicans si traducesse nel Paese in benedizioni impartite congiuntamente a queste coppie.
Diritto Canonico, seminari e dottrina
Il profilo del nuovo arcivescovo è anche segnato dalla sua formazione canonica e da più di un decennio dedicato alla formazione dei sacerdoti.
Palánki nacque l’11 marzo 1964 a Balassagyarmat, nella diocesi ungherese di Vác. Prima di iniziare la sua formazione sacerdotale compì studi tecnici legati alle telecomunicazioni. Successivamente studiò Filosofia e Teologia a Esztergom e ottenne la licenza in Diritto Canonico presso l’Università Cattolica di Budapest.
Fu ordinato sacerdote il 18 giugno 1994. Dopo aver esercitato come vicario parrocchiale a Balassagyarmat e come parroco a Dorogháza e Püspökszilágy, cominciò ad assumere responsabilità legate alla giustizia ecclesiastica e alla formazione sacerdotale.
Tra il 1999 e il 2010 fu difensore del vincolo nel tribunale diocesano di Vác. Tra il 2005 e il 2010 esercitò come direttore spirituale del seminario di quella diocesi e successivamente assunse la stessa responsabilità nel Seminario Centrale di Budapest.
Il suo percorso all’interno della Conferenza Episcopale Ungherese è stato altresì legato al clero, alla vita consacrata e alle questioni dottrinali e giuridiche. Il curriculum diffuso questo giovedì dalla Santa Sede segnala che attualmente presiede le commissioni per il Clero e la Vita Consacrata, Giuridica e Dottrinale.
Benedetto XVI lo incorporò all’episcopato
Benedetto XVI nominò Palánki vescovo titolare di Fidoloma e ausiliare dell’arcidiocesi di Eger il 27 dicembre 2010. Ricevette l’ordinazione episcopale il 26 febbraio 2011.
Successivamente fu parroco di Miskolc-Mindszent e, tra il 2013 e il 2015, vicario generale dell’arcidiocesi di Eger. Francesco lo nominò vescovo di Debrecen-Nyíregyháza il 21 settembre 2015.
Durante la sua fase episcopale ha avuto anche una presenza rilevante nella pastorale giovanile. Rappresentò i vescovi ungheresi al Sinodo dei Vescovi sui giovani celebrato a Roma nel 2018 e partecipò all’incontro di Francesco con migliaia di giovani durante il viaggio apostolico del Pontefice in Ungheria nell’aprile 2023.
Palánki sostenne inoltre il processo sinodale promosso durante il pontificato di Francesco, che presentò principalmente in termini di comunione, partecipazione, evangelizzazione e ascolto dello Spirito Santo. Dopo il Sinodo del 2018 ricordò l’affermazione di Francesco secondo cui un sinodo «non è un parlamento».
La sua attività episcopale si è sviluppata inoltre in una regione con un’importante presenza protestante. Da Debrecen, uno dei principali centri storici della Chiesa Riformata ungherese, ha partecipato a diverse iniziative ecumeniche con rappresentanti protestanti e greco-cattolici.
Palánki succede ora a Kalocsa-Kecskemét a Balázs Bábel, che era stato nominato arcivescovo coadiutore di questa sede da san Giovanni Paolo II nel 1999 e assunse successivamente quello stesso anno il governo dell’arcidiocesi.