La Diocesi di Zamora, in Castiglia e León, ha informato questo giovedì 27 agosto dell’esistenza di un procedimento canonico contro un sacerdote diocesano per un’accusa di abuso sessuale. Secondo le testimonianze ricevute dal Vescovado, i fatti denunciati sarebbero avvenuti quando le persone denuncianti erano minorenni.
Il sacerdote ha cessato temporaneamente dalle sue funzioni come parroco, ha sospeso cautelarmente l’esercizio pubblico del ministero e non può partecipare ad attività in cui siano coinvolti minori. La diocesi precisa che queste misure sono preventive e «non pregiudicano l’esito dei procedimenti in corso».
Il fascicolo è stato inviato al Dicastero per la Dottrina della Fede
Dopo aver ricevuto l’accusa, il vescovo di Zamora, Mons. Fernando Valera, ha avviato un’indagine canonica preliminare in cui sono state raccolte testimonianze e documentazione per chiarire i fatti.
Conclusa questa fase, il fascicolo è stato inviato al Dicastero per la Dottrina della Fede della Santa Sede. Dopo aver esaminato le azioni svolte dalla diocesi, l’organismo vaticano ha stabilito l’apertura del corrispondente procedimento canonico per chiarire i fatti e stabilire, se del caso, le responsabilità che ne potessero derivare.
Il comunicato diocesano non identifica il sacerdote né precisa il numero dei denuncianti, quando sarebbero avvenuti i fatti o le parrocchie in cui esercitava.
La Cadena SER ha informato questo giovedì, citando fonti proprie, che la Procura dei Minori e la Guardia Civil stanno indagando sul caso e che le prime denunce sarebbero arrivate al vescovo nel 2024. Secondo queste informazioni, i fatti indagati sarebbero legati a campi estivi e le misure per allontanare il sacerdote dalle attività con i giovani sono state adottate nel 2025. Questi dettagli non figurano nel comunicato diffuso dalla diocesi.
I fatti sono stati comunicati alle autorità civili
Il Vescovado conferma di aver portato i fatti a conoscenza delle autorità civili competenti e assicura di mantenere «la piena disponibilità a collaborare con esse in tutto ciò che possa essere richiesto».
La comunicazione alle autorità civili è avvenuta parallelamente alle azioni svolte in ambito canonico. La diocesi non offre nel suo comunicato dettagli sullo stato delle indagini civili.
Per quanto riguarda il sacerdote, rimangono in vigore tre misure cautelari: la cessazione temporanea dalle sue funzioni come parroco, la sospensione temporanea dell’esercizio pubblico del suo ministero e il divieto di partecipare a qualsiasi attività in cui siano coinvolti minori.
La diocesi insiste sul carattere preventivo di queste misure mentre si determina l’eventuale responsabilità dell’accusato.
La diocesi chiede prudenza e rispetto della presunzione di innocenza
La Diocesi di Zamora ha ribadito il suo impegno per «la protezione dei minori e delle persone vulnerabili» e per il chiarimento di questo tipo di casi in collaborazione con le autorità civili ed ecclesiastiche.
Il Vescovado dispone inoltre del Proyecto Kumi, creato per decreto di Mons. Valera per la ricezione delle denunce e la prevenzione e l’assistenza in caso di possibili abusi. L’iniziativa prevede accompagnamento personale, psicologico, spirituale e giuridico per le persone che denunciano abusi.
Riguardo al procedimento attualmente aperto, la diocesi manifesta la sua disponibilità all’«ascolto, accoglienza e accompagnamento delle persone coinvolte» e chiede prudenza mentre continuano le azioni.
Queste, conclude il comunicato, dovranno essere svolte «con tutte le garanzie per la parte denunciante e con il dovuto rispetto della presunzione di innocenza dell’accusato».