Burke chiede ai fedeli di non abbandonare la difesa della Messa tradizionale

Burke chiede ai fedeli di non abbandonare la difesa della Messa tradizionale

Il cardinale Raymond Leo Burke ha esortato i cattolici a perseverare nella difesa della Messa tradizionale e a fare in modo che rimanga accessibile a tutti i fedeli che desiderano assistervi. In un messaggio rivolto a coloro che si trovano «scoraggiati dalla persecuzione della Messa tradizionale in latino», il porporato ha affermato che spetta «lottare» per questa liturgia «anche a costo della sofferenza».

Burke ha pronunciato queste dichiarazioni in occasione della conferenza annuale di diritto canonico Speculum Iustitiae, tenutasi al Santuario di Nostra Signora di Guadalupe, nel Wisconsin (Stati Uniti).

«Il Signore non permetterà mai che vada perduta»

Burke ha concentrato il suo breve messaggio sui fedeli colpiti dalle restrizioni alla celebrazione secondo il Messale del 1962. Il cardinale ha definito l’antica liturgia «un bene enorme nella Chiesa» e ha espresso la sua fiducia nella sua continuità.

«Il Signore non permetterà mai che vada perduta», ha affermato.

Successivamente, ha sottolineato la responsabilità che attribuisce a coloro che desiderano conservarla: «Ora spetta a noi, anche a costo della sofferenza, lottare affinché sia il più possibile disponibile per tutti i fedeli che la desiderano».

Le dichiarazioni mantengono la posizione espressa da Burke lo scorso luglio, quando ha chiesto una revisione di Traditionis Custodes, il motu proprio promulgato da Francesco nel 2021 che ha ristretto la celebrazione secondo il Messale del 1962. In quell’intervento, il cardinale ha definito la situazione dei fedeli legati al Vetus Ordo come una «persecuzione» e ha sostenuto che l’antica liturgia dovrebbe poter essere celebrata liberamente. Ha inoltre proposto la creazione di un organismo della Santa Sede dedicato all’assistenza di queste comunità.

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Le restrizioni alla Messa tradizionale

Le parole di Burke arrivano mentre rimane in vigore Traditionis Custodes e continua il dibattito sulla sua applicazione durante il pontificato di Leone XIV. Il cardinale Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il Culto Divino, ha affermato recentemente che il Papa non ha intenzione di revocare le restrizioni né di ripristinare il regime di Summorum Pontificum.

Da parte sua, Leone XIV ha chiesto recentemente a Roche rispetto «per i riti promulgati da papa san Paolo VI e da papa san Giovanni Paolo II». La lettera pontificia, pubblicata il 14 agosto, non menziona il Messale del 1962 né contiene un pronunciamento sul futuro di Traditionis Custodes.

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Burke chiede di garantire l’accesso al Vetus Ordo

La difesa della liturgia tradizionale ha occupato un posto di rilievo negli interventi recenti di Burke. Durante il pellegrinaggio da Parigi a Chartres dello scorso mese di maggio, in cui ha celebrato la Messa pontificale di chiusura davanti a circa 20.000 pellegrini, ha esortato i fedeli a non cedere «allo scoraggiamento né alla disperazione».

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Nel suo messaggio dal Wisconsin, il cardinale ha rivolto la sua esortazione specificamente a coloro che subiscono le conseguenze delle restrizioni sulla Messa tradizionale. Burke sostiene che questa liturgia costituisce un bene della Chiesa e chiede di perseverare affinché rimanga disponibile per i fedeli che desiderano assistervi.

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