Saiz Meneses si distanzia dal dibattito sulla moschea di Siviglia: «È una questione di diritti e libertà»

Saiz Meneses si distanzia dal dibattito sulla moschea di Siviglia: «È una questione di diritti e libertà»

L’arcivescovo di Siviglia, monsignor José Ángel Saiz Meneses, ha evitato di pronunciarsi sul progetto di costruzione di una moschea nel Polígono Sur e ha inquadrato la questione nel diritto alla libertà religiosa riconosciuto dalla legislazione civile e dalla dottrina della Chiesa.

Interrogato su questo argomento venerdì scorso, dopo la presentazione delle informazioni economiche dell’Arcidiocesi relative all’esercizio 2025, il prelato ha definito la questione un «tema sensibile» e ha affermato che, a suo giudizio, «si devono tenere in considerazione due elementi: diritti e libertà».

Successivamente, ha sviluppato la sua risposta ricorrendo a tre riferimenti successivi. In primo luogo ha citato l’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che riconosce il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione e la possibilità di manifestare pubblicamente le proprie convinzioni. —Conviene ricordare che la Santa Sede non partecipò all’approvazione di questo testo nel 1948, non facendo allora parte delle Nazioni Unite, sebbene successivamente il magistero pontificio lo abbia invocato in diverse occasioni come riferimento in materia di dignità umana e libertà religiosa.—

L’arcivescovo ha fatto poi appello all’articolo 16 della Costituzione spagnola, che garantisce «la libertà ideologica, religiosa e di culto degli individui e delle comunità, senza altra limitazione nelle sue manifestazioni che quella necessaria per il mantenimento dell’ordine pubblico protetto dalla legge».

Infine, ha citato la dichiarazione conciliare Dignitatis humanae, del Concilio Vaticano II, per ricordare che «la protezione e la promozione dei diritti inviolabili dell’uomo è un dovere essenziale di ogni autorità civile» e che spetta ai poteri pubblici tutelare la libertà religiosa mediante leggi giuste e facilitare le condizioni necessarie per il suo esercizio.

Come conclusione, Saiz Meneses ha precisato che l’esercizio di tali diritti deve realizzarsi «in conformità alla legislazione statale, autonoma e locale e in conformità alla normativa municipale di ogni città».

Le dichiarazioni dell’arcivescovo si producono mentre continua l’iter amministrativo del progetto promosso dalla Fundación Mezquita de Sevilla per realizzare un complesso islamico nel Polígono Sur. Il Comune ha rinviato il rilascio della licenza di opere al fine di raccogliere nuovi rapporti tecnici e giuridici dopo le osservazioni presentate da Vox.

Il gruppo municipale sostiene che l’uso principale previsto per l’edificio sarebbe quello di luogo di culto e non di centro socioculturale, il che, a suo giudizio, potrebbe avere conseguenze sul suo inserimento urbanistico. La Fundación Mezquita de Sevilla respinge tale interpretazione, sostiene che il progetto rispetta la normativa vigente e afferma che la licenza deve essere concessa conformemente al diritto.

Durante il suo intervento, l’arcivescovo non ha espresso alcuna valutazione sul progetto concreto né sulle osservazioni formulate nel procedimento urbanistico, limitandosi a esporre il quadro giuridico e dottrinale che, a suo giudizio, deve regolare l’esercizio della libertà religiosa.

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