Il cardinale Ernest Simoni sale sulla Collina delle Apparizioni di Medjugorje a 97 anni

Il cardinale Ernest Simoni sale sulla Collina delle Apparizioni di Medjugorje a 97 anni

Il cardinale Ernest Simoni, uno dei grandi testimoni della persecuzione comunista contro la Chiesa in Europa, ha salito martedì la Collina delle Apparizioni di Medjugorje, alla vigilia del 45° anniversario dell’inizio delle presunte apparizioni mariane. A 97 anni, e dopo aver trascorso diciotto anni in carcere e ai lavori forzati sotto la dittatura comunista dell’Albania, il porporato ha voluto compiere personalmente il pellegrinaggio al luogo dove migliaia di fedeli recitano ogni anno il Rosario.

L’immagine dell’anziano cardinale che percorre il ripido sentiero di Podbrdo è stata accolta con emozione da numerosi pellegrini riuniti a Medjugorje, che in questi giorni celebra l’anniversario di eventi iniziati il 24 giugno 1981 e che hanno trasformato questa piccola località della Bosnia-Erzegovina in una delle principali mete di pellegrinaggio mariano del mondo.

Un testimone della persecuzione comunista

Ernest Simoni è sopravvissuto a una delle persecuzioni religiose più dure del XX secolo. Ordinato sacerdote nel 1956, fu arrestato dal regime comunista albanese e trascorse diciotto anni tra il carcere e i lavori forzati senza rinunciare al suo ministero sacerdotale.

La sua testimonianza ha profondamente impressionato papa Francesco, che lo ha creato cardinale nel 2016 come riconoscimento alla fedeltà di tanti cattolici perseguitati durante la dittatura di Enver Hoxha. Da allora, Simoni è diventato un punto di riferimento spirituale per numerosi fedeli e pellegrini.

Medjugorje celebra il 45° anniversario

La presenza del cardinale coincide con le celebrazioni del 45° anniversario dell’inizio delle presunte apparizioni della Vergine Maria, che continuano ad attirare ogni anno centinaia di migliaia di pellegrini provenienti da tutti i continenti.

La Santa Sede ha scelto negli ultimi anni di favorire l’attenzione pastorale ai pellegrini e di riconoscere gli abbondanti frutti spirituali legati a Medjugorje, autorizzando i pellegrinaggi organizzati e approvando il culto relativo a questo luogo. Allo stesso tempo, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha ricordato che questa apertura pastorale non implica un riconoscimento del carattere soprannaturale delle presunte apparizioni, il cui discernimento resta riservato all’autorità ecclesiastica.

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