La terza e ultima consegna, almeno per ora, di Traditio è probabilmente quella che meglio evidenzia la solidità della Fraternità di San Pio X. In una sorta di viaggio attraverso la liturgia della Settimana Santa, le telecamere seguono un filo conduttore tanto semplice quanto profondo: il percorso dei santi oli dalla loro benedizione fino al loro arrivo nei sacramenti amministrati nei luoghi più remoti del mondo.

Il film si apre con immagini di straordinaria forza. Écone, nelle Alpi svizzere, appare coperta da un’intensa nevicata. Il seminario rimane praticamente isolato sotto il manto bianco mentre al suo interno si svolge uno dei momenti liturgici più importanti dell’anno. Lì, nella Messa crismale del Giovedì Santo, monsignor Alfonso de Galarreta benedice i santi oli che nei mesi successivi arriveranno a centinaia di comunità sparse in tutti i continenti.
La scena possiede un evidente valore simbolico. Mentre fuori continua a nevicare, all’interno del seminario si preparano gli elementi che sosterranno la vita sacramentale di migliaia di fedeli. Poco dopo, quando il cielo comincia a schiarirsi e il sole appare sulle montagne, il documentario mostra diversi giovani sacerdoti che organizzano con precisione quasi millimetrica la distribuzione degli oli. Una mappa funge da guida mentre ciascuno riceve la destinazione che gli compete. Uno di loro introduce con cura i contenitori in uno zaino e parte. Da quel momento la narrazione assume un ritmo intenso: i santi oli lasciano le Alpi per iniziare una corsa contro il tempo verso gli angoli più diversi del pianeta.

Ma il documentario non segue soltanto il percorso fisico di quegli oli. Segue anche lo svolgimento della Settimana Santa nelle comunità della Fraternità. Mentre avanzano i giorni liturgici, lo spettatore visita chiese, collegi, seminari e missioni dove si rivive il Triduo pasquale. Le immagini spostano l’attenzione su alcuni dei principali centri dell’opera fondata da monsignor Lefebvre.
Particolarmente evidente risulta la presenza di grandi chiese situate nel cuore di importanti capitali europee. Vienna e Parigi appaiono come esempi visibili di una realtà che spesso rimane sconosciuta a chi osserva la Fraternità dall’esterno. Non si tratta di piccole comunità marginali né di gruppi isolati. Le immagini mostrano chiese di grande rilevanza, piene di fedeli, inserite in alcune delle città più importanti d’Europa.

A questo si aggiungono le grandi opere educative degli Stati Uniti, dove collegi con migliaia di alunni rivelano una dimensione apostolica poco nota. Brasile, Messico e altri paesi americani completano un mosaico internazionale che permette di comprendere l’ampiezza geografica di questa presenza. Dai seminari alle scuole, dalle grandi città alle missioni più remote, il documentario presenta una rete umana e spirituale straordinariamente estesa.
Man mano che avanza la narrazione emerge con chiarezza il vero tema di fondo. I santi oli sono solo il punto di partenza per spiegare qualcosa di molto più profondo: la necessità dell’episcopato per garantire la continuità della vita sacramentale. Le testimonianze ricordano cresime celebrate in luoghi remoti, visite di vescovi a famiglie semplici e viaggi interminabili per servire comunità disperse. Molti fedeli evocano come abbiano ricevuto nelle proprie case uno dei vescovi della Fraternità quando questi percorrevano migliaia di chilometri per amministrare i sacramenti.
Senza bisogno di lunghi discorsi, il documentario costruisce così una spiegazione pratica di una questione spesso ridotta a dibattiti canonici o controversie ecclesiastiche. Qui la domanda viene posta a partire dalla realtà concreta dei sacramenti. Le cresime richiedono vescovi. Le ordinazioni richiedono vescovi. La benedizione dei santi oli richiede vescovi. La continuità stessa della vita sacramentale richiede vescovi.

È impossibile non notare che questa terza consegna arriva alla vigilia di nuove consacrazioni episcopali. Tuttavia, Traditio evita deliberatamente qualsiasi tono rivendicativo o aggressivo. Non c’è confronto. Non c’è polemica. Non ci sono rimproveri. La strategia scelta è semplicemente mostrare. Mostrare le comunità. Mostrare i collegi. Mostrare i seminari. Mostrare le famiglie. Mostrare i sacerdoti. Mostrare i sacramenti.
E quando sembra che il racconto abbia raggiunto la sua conclusione, il documentario riserva ancora alcune delle sue immagini più potenti. La telecamera si sposta a Roma per accompagnare il pellegrinaggio della Fraternità. Lì, nel cuore della cristianità, appaiono numerosi sacerdoti che avanzano insieme verso la Basilica di San Pietro. La sequenza possiede un’enorme carica simbolica. È la chiusura naturale di tutto il percorso.
Dopo aver mostrato la vita quotidiana della Fraternità nei cinque continenti, dopo aver seguito i santi oli dalle Alpi svizzere fino ai luoghi più lontani del mondo, il film si conclude a Roma. Sotto l’immensità della basilica vaticana, i sacerdoti appaiono riuniti attorno al centro visibile della Chiesa, mentre la narrazione ricorda la fedeltà a Roma, al papato e alla Chiesa universale che la Fraternità ha sempre rivendicato fin dai tempi di monsignor Marcel Lefebvre.

Non pretende di risolvere tutte le questioni né di entrare in dibattiti complessi. Non cerca nemmeno di offrire una lezione di storia ecclesiastica. Ciò che fa è qualcosa di più semplice e probabilmente più efficace: mostrare una realtà viva. Mostrare un’opera internazionale che si estende dai grandi seminari alle periferie delle missioni, dai collegi agli altari, dalle montagne innevate di Écone alla tomba dell’apostolo Pietro.
Al termine della visione della serie, la sensazione che rimane non è quella di aver assistito a una rivendicazione, ma a una spiegazione. Una spiegazione serena del perché la questione episcopale non si presenta qui come un’eccentricità né come una pretesa personale, bensì come una necessità legata a una vita sacramentale che raggiunge centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo. E quell’idea, più di qualsiasi discorso, è quella che accompagna lo spettatore quando le ultime immagini di San Pietro scompaiono dallo schermo.