La Conferenza Episcopale distribuisce tra i parlamentari spagnoli il discorso storico di Leone XIV

La Conferenza Episcopale distribuisce tra i parlamentari spagnoli il discorso storico di Leone XIV

Il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola (CEE), monsignor Luis Argüello, ha inviato ai deputati e senatori spagnoli un’edizione speciale del discorso pronunciato da papa Leone XIV davanti alle Cortes Generales durante il suo recente viaggio apostolico in Spagna. La pubblicazione, curata dalla Biblioteca de Autores Cristianos (BAC), include un epilogo firmato dallo stesso Argüello in data 22 giugno, festa di san Tommaso Moro, patrono dei governanti e dei politici.

Secondo quanto comunicato dalla Conferenza Episcopale Spagnola, l’edizione è stata inviata anche alle principali istituzioni dello Stato, ai presidenti delle comunità autonome, ai rappresentanti degli interlocutori sociali, ai direttori dei mezzi di comunicazione e ai sindaci delle città visitate dal Pontefice durante il suo soggiorno in Spagna.

Un intervento che la CEE considera storico

Nel testo che accompagna la pubblicazione, Argüello sostiene che l’intervento di Leone XIV davanti alle Cortes Generales «è già entrato di diritto nella storia della nostra nazione» e sottolinea sia il fatto che un Papa abbia preso la parola nella sede della sovranità popolare sia il contenuto del suo messaggio.

Il presidente della CEE evidenzia inoltre l’accoglienza riservata al Pontefice al Congresso dei Deputati, segnalando che il prolungato applauso dei parlamentari ha riflesso un riconoscimento che ha superato le differenze politiche.

Per Argüello, il discorso di Leone XIV non è stato uno sguardo nostalgico al passato cristiano della Spagna, bensì un invito a riscoprire in quella tradizione le risorse spirituali e umane necessarie per affrontare le sfide attuali.

Un appello al dialogo in un contesto di polarizzazione

L’epilogo dedica una parte importante alla questione del dialogo tra la Chiesa e la vita pubblica. Argüello ricorda che la Chiesa non intende sostituirsi alle istituzioni democratiche né invadere competenze che non le competono, ma offrire un contributo basato sulla sua esperienza storica e sulla difesa della dignità umana e del bene comune.

In questo contesto, l’arcivescovo di Valladolid presenta la visita di Leone XIV alle Cortes come un’espressione della volontà della Chiesa di mantenere un dialogo rispettoso e costruttivo con la società e con le istituzioni politiche. Avverte inoltre sui rischi della polarizzazione e della frammentazione sociale, insistendo sul fatto che il dialogo costituisce un’esigenza permanente di ogni autentica democrazia.

San Tommaso Moro come riferimento per i responsabili pubblici

La data scelta per l’epilogo non è casuale. Argüello lo ha firmato nella festa di san Tommaso Moro, che presenta come modello per chi esercita responsabilità pubbliche per aver unito il servizio al bene comune con la fedeltà alla coscienza.

Il presidente della Conferenza Episcopale interpreta inoltre il recente viaggio apostolico come un invito a rafforzare la presenza dei laici cattolici nella vita pubblica e ricorda un’affermazione di Leone XIV secondo la quale la politica può essere intesa come «la forma più alta della carità» quando è orientata sinceramente al servizio del bene comune.

Nella sua conclusione, Argüello esprime il desiderio che le parole pronunciate dal Papa continuino a ispirare «cammini di intesa, di concordia e di speranza» sia per la Spagna sia per l’insieme dell’Europa.

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