A cento anni dalla Guerra Cristera, una mostra recupera la storia dei cattolici perseguitati

A cento anni dalla Guerra Cristera, una mostra recupera la storia dei cattolici perseguitati
Foto: David Ramos / EWTN News

Il Museo UPAEP di Puebla ospita nel 2026 la mostra “Cuando la fe desafió al poder”, un’esposizione che commemora il centenario dell’inizio della Guerra Cristera e avvicina il pubblico a uno degli episodi più significativi della persecuzione religiosa subita dalla Chiesa cattolica in Messico durante il XX secolo.

Secondo quanto riferisce ACI Prensa, la mostra rimarrà aperta fino al 16 gennaio 2027 e propone un percorso attraverso la storia della Cristiada tramite ricostruzioni immersive, documenti storici e oggetti originali utilizzati durante il conflitto.

La guerra scoppiata per difendere la libertà religiosa

La Guerra Cristera ebbe inizio nel 1926 dopo l’entrata in vigore della cosiddetta Ley Calles, promossa dal presidente Plutarco Elías Calles. La normativa inasprì le restrizioni contro la Chiesa cattolica, limitando severamente l’esercizio pubblico della fede e l’attività del clero.

La sospensione del culto pubblico decretata dai vescovi messicani e la crescente pressione governativa sfociarono in un’insurrezione armata di migliaia di cattolici che si ribellarono alle misure anticlericali. Molti di loro combatterono sotto il motto «¡Viva Cristo Rey!», che finì per identificare l’intero movimento cristero.

Sebbene il conflitto abbia lasciato centinaia di migliaia di vittime e abbia segnato profondamente la storia nazionale, continua a essere un episodio poco conosciuto al di fuori di determinati ambiti accademici e storici.

Un’esperienza per avvicinarsi alla vita dei cristeros

La mostra cerca di trasportare il visitatore nella vita quotidiana di chi visse quegli anni di persecuzione religiosa.

Attraverso scenari ricostruiti, effetti sonori e testimonianze drammatizzate, l’esposizione permette di conoscere come molti cattolici continuarono a praticare la loro fede in segreto mentre le chiese rimanevano chiuse o sorvegliate dalle autorità.

I visitatori possono percorrere spazi che ricreano riunioni clandestine, celebrazioni liturgiche nascoste e scene della vita familiare durante il conflitto. La mostra include inoltre fotografie, bandiere, documenti, indumenti e vari oggetti originali appartenuti ai cristeros.

L’importanza di preservare la memoria

Gli organizzatori ritengono che il centenario della Cristiada offra un’opportunità per riflettere sulla libertà religiosa e sull’impatto che le decisioni politiche possono avere nella vita quotidiana dei cittadini.

Cruz Ugarte ha sottolineato che la Guerra Cristera riceve solitamente meno attenzione rispetto ad altri grandi eventi della storia del Messico, come l’Indipendenza o la Rivoluzione Messicana, nonostante la sua enorme rilevanza sociale e religiosa.

La mostra invita inoltre a riflettere sull’importanza del dialogo e della convivenza pacifica, nonché sulla necessità di conoscere gli episodi storici che hanno segnato l’identità del Paese.

Un secolo dopo la Cristiada

La commemorazione del centenario coincide con un rinnovato interesse per la storia dei cristeros e per la testimonianza di chi subì la persecuzione religiosa durante quegli anni.

Tra le figure più note figurano san Cristóbal Magallanes e i suoi compagni martiri, nonché san José Sánchez del Río, il giovane cristero canonizzato da papa Francesco nel 2016.

Con questa iniziativa, il Museo UPAEP intende contribuire alla conservazione della memoria storica di un conflitto che continua a occupare un posto singolare nella storia della Chiesa in Messico e in tutta l’America ispanica, avvicinando il pubblico a una realtà storica ancora poco conosciuta dalla maggior parte della società messicana.

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