La Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori potrà comunicare direttamente ai dicasteri competenti della Santa Sede le gravi o reiterate carenze riscontrate nei sistemi di denuncia e tutela delle Chiese locali, secondo quanto stabiliscono i nuovi statuti approvati da papa Leone XIV per un periodo sperimentale di tre anni.
L’Ufficio Stampa della Santa Sede ha pubblicato gli statuti aggiornati della Commissione, che sostituiscono quelli approvati nel 2015 e adeguano il funzionamento dell’organismo alla costituzione apostolica Praedicate Evangelium, la riforma della Curia Romana promulgata da papa Francesco nel 2022.
Leone XIV aggiorna la struttura della Commissione
La riforma mantiene la Commissione integrata nel Dicastero per la Dottrina della Fede, ma riafferma la sua missione specifica di consigliare direttamente il Santo Padre su tutto ciò che riguarda la tutela dei minori e delle persone vulnerabili.
Il nuovo testo precisa le competenze dell’organismo, i suoi rapporti con i diversi dicasteri e il suo ruolo nella promozione di politiche di prevenzione e accompagnamento in tutta la Chiesa.
La Commissione continuerà a riferire direttamente al Papa attraverso il suo presidente e collaborerà strettamente con il Dicastero per la Dottrina della Fede in ambiti come la formazione, l’elaborazione di programmi di tutela, la preparazione delle visite ad limina e la redazione della relazione annuale sulla tutela.
Inoltre, il presidente o il segretario della Commissione faranno parte del Dicastero per la Dottrina della Fede durante l’esercizio del loro mandato.
Maggiore attenzione alle vittime e ai sopravvissuti
L’aggiornamento degli statuti insiste in modo particolare sull’ascolto delle vittime e dei sopravvissuti di abusi come uno dei principi fondamentali del lavoro della Commissione.
Il presidente dell’organismo, l’arcivescovo francese Thibault Verny, ha sottolineato che il nuovo testo è frutto dell’esperienza accumulata dalla Chiesa negli ultimi anni.
«Gli Statuti rappresentano un passo importante per approfondire la nostra responsabilità condivisa di proteggere e prendersi cura dei più vulnerabili», ha affermato.
Verny ha aggiunto che le nuove disposizioni «rispecchiano il nostro ascolto delle vittime e dei sopravvissuti, degli esperti nel campo della tutela e dell’esperienza delle Chiese locali», ribadendo che la tutela continua a essere una priorità per la Chiesa.
Sistemi di denuncia, ascolto e accompagnamento
I nuovi statuti rafforzano la responsabilità delle diocesi, delle conferenze episcopali e degli istituti religiosi nella creazione di meccanismi efficaci per la prevenzione e la denuncia degli abusi.
La Commissione dovrà aiutare le Chiese locali a istituire sistemi stabili e accessibili per presentare denunce, nonché strutture pastorali destinate ad accogliere e accompagnare le vittime.
Inoltre, promuoverà la creazione di centri regionali e nazionali dove chi ha subito abusi possa ricevere accoglienza, assistenza spirituale, cure mediche e sostegno psicologico.
Il testo insiste anche sulla protezione della privacy delle persone coinvolte e sulla riservatezza dei dati personali.
Una delle principali novità è che, quando rilevi inadempienze reiterate o gravi carenze nei sistemi locali di tutela, la Commissione potrà trasmettere le proprie valutazioni e raccomandazioni ai dicasteri competenti della Santa Sede affinché esercitino le responsabilità loro spettanti.
Una relazione annuale sulla situazione della tutela nella Chiesa
I nuovi statuti consolidano inoltre uno dei compiti più rilevanti della Commissione: la redazione di una Relazione Annuale sulle politiche di tutela dei minori e delle persone vulnerabili nella Chiesa.
Questo documento raccoglierà informazioni provenienti dai dicasteri della Curia Romana, dalle conferenze episcopali, dagli istituti religiosi e da altre istanze ecclesiali per offrire una valutazione globale delle iniziative sviluppate in materia di tutela.
La relazione sarà presentata al Papa e, previa consultazione con la Segreteria di Stato, potrà essere resa pubblica con autorizzazione pontificia.
Secondo il testo approvato da Leone XIV, l’obiettivo sarà offrire una visione trasparente della situazione della tutela nella Chiesa universale, individuare problemi sistemici e formulare proposte di miglioramento.
Una commissione con presenza in tutta la Chiesa
La Commissione Pontificia per la Tutela dei Minori è stata creata da papa Francesco nel 2014 come parte della risposta della Chiesa alla crisi degli abusi sessuali.
I nuovi statuti mantengono una struttura composta da un massimo di 23 membri nominati dal Pontefice, provenienti da diversi Paesi e con esperienza in ambiti legati alla tutela dei minori.
La Commissione continuerà a riunirsi due volte l’anno in assemblea plenaria e svolgerà il suo lavoro attraverso gruppi regionali, gruppi di studio, consulenti specializzati e un consiglio esecutivo permanente incaricato di coordinare le diverse iniziative.
Con questo aggiornamento normativo, Leone XIV consolida la struttura creata durante il pontificato precedente e rafforza i meccanismi destinati a promuovere la prevenzione, la trasparenza, la rendicontazione e l’accompagnamento alle vittime in tutta la Chiesa.