Vangelo del giorno 4 giugno 2026 – Giovanni 6, 51-58

Prima Lettura

Lettura della seconda lettera di san Paolo a Timoteo 2, 8-15

Caro fratello:

Ricordati di Gesù Cristo, risuscitato dai morti, nato dalla stirpe di Davide, secondo il mio vangelo, per il quale soffro fino a portare catene, come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata.

Per questo sopporto tutto per gli eletti, affinché anch’essi raggiungano la salvezza e la gloria eterna in Cristo Gesù.

È parola degna di fede:
Se moriamo con lui, vivremo anche con lui;
se perseveriamo, regneremo anche con lui;
se lo rinneghiamo, anche lui ci rinnegherà.
Se siamo infedeli, egli rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.

Questo è ciò che devi ricordare, ammonendoli seriamente davanti a Dio che non discutano di parole; non serve a nulla ed è funesto per gli ascoltatori.

Impegnati con ogni diligenza a presentarti davanti a Dio come degno di approvazione, come un operaio che non ha di che vergognarsi, che espone con rettitudine la parola della verità.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Giovanni 

Giovanni 6, 51-58

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Io sono il pane vivo disceso dal cielo; chi mangia di questo pane vivrà in eterno. E il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Allora i Giudei si misero a discutere tra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?»

Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete vita in voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che mi ha mandato, possiede la vita e io vivo per lui, così anche chi mangia me vivrà per me.

Questo è il pane disceso dal cielo; non è come la manna che mangiarono i padri vostri, i quali morirono. Chi mangia di questo pane vivrà in eterno».

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