Leone XIV si reca nella «Terra dei Fuochi» per rilanciare l’agenda ecologica di Francesco

Leone XIV si reca nella «Terra dei Fuochi» per rilanciare l’agenda ecologica di Francesco

Il papa Leone XIV tornerà in Campania il 23 maggio con una visita carica di simbolismo e continuità con il pontificato precedente: si recherà ad Acerra, uno dei centri principali della cosiddetta “Terra dei Fuochi”, per concludere la Settimana Laudato si’ e riportare in primo piano la “ecologia integrale” promossa da Francesco.

La visita riprende inoltre un viaggio annullato del pontefice argentino, che aveva previsto di recarsi ad Acerra sei anni fa, prima che la pandemia ne impedisse lo spostamento. Ora sarà Leone XIV a raccogliere il testimone in una delle sue prime uscite in Italia, poche settimane dopo le visite a Pompei e Napoli.

“Ci sorprende positivamente questa attenzione di Leone XIV verso la Campania. Sono le sue prime uscite in Italia e la visita ad Acerra è per noi un dono”, ha dichiarato a Vatican News monsignor Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza Episcopale Campana.

L’agenda del Papa inizierà alle 8:45 con il suo arrivo in elicottero al campo sportivo Arcoleo. Successivamente si trasferirà nella cattedrale, dove incontrerà la comunità ecclesiale e i familiari delle persone decedute a causa dell’inquinamento ambientale. Più tardi, in piazza Calipari, terrà un incontro con i sindaci e i fedeli dei comuni colpiti dalla “Terra dei Fuochi”.

La “Laudato si’”, più celebrata fuori dalla Chiesa che dentro

Uno degli aspetti più evidenti dell’intervista concessa dal vescovo Di Donna ai media vaticani è il suo riconoscimento esplicito che l’enciclica Laudato si’ sembra trovare maggiore eco negli ambienti laici che nella vita ecclesiale stessa.

“È un’enciclica più citata che conosciuta, anche nell’ambiente ecclesiale. Forse è più apprezzata negli ambienti laici che nel nostro mondo ecclesiale”, ha lamentato il prelato.

Di Donna ha difeso con insistenza che la cura dell’ambiente deve integrarsi pienamente nella predicazione ordinaria della Chiesa, nella catechesi e nella pastorale parrocchiale, e non ridursi a iniziative di piccoli gruppi sensibilizzati.

“La Laudato si’ non è un documento green o ecologista; è un documento del magistero sociale della Chiesa, paragonabile alla Rerum novarum”, ha sostenuto il vescovo campano.

Tuttavia, lo stesso Di Donna ha riconosciuto che molti sacerdoti continuano a considerare queste questioni come argomenti “extraecclesiali”, più legati alla politica e all’attivismo sociale che al nucleo della vita cristiana.

La “Terra dei Fuochi”, simbolo del fallimento politico italiano

La visita papale si svolgerà in una delle zone più degradate dal punto di vista ambientale in Italia. La cosiddetta “Terra dei Fuochi”, tra Napoli e Caserta, è da decenni segnata da sversamenti illegali, combustione di rifiuti tossici e attività legate alla criminalità organizzata.

L’inquinamento di suoli, acque e aria ha provocato per anni gravi conseguenze sanitarie per la popolazione locale, mentre le istituzioni italiane reagivano lentamente al problema.

Lo stesso vescovo di Acerra ha ammesso che la risposta politica è stata inizialmente “molto debole” e ha chiesto continuità nelle attività di controllo, sorveglianza e bonifica.

“Non devono spegnersi i riflettori sulla nostra terra”, ha affermato Di Donna, che ha chiesto al Governo italiano più risorse economiche per le operazioni di pulizia ambientale e maggiori controlli sulla salute pubblica.

Ecologia, immigrazione e dottrina sociale

Di Donna ha assicurato che la Campania “non è mai stata ostile agli stranieri” e ha difeso l’integrazione degli immigrati nella regione, pur riconoscendo la persistenza del lavoro nero e dello sfruttamento lavorativo.

“Il grido della terra è anche il grido dei poveri”, ha affermato il vescovo, riprendendo una delle idee centrali della Laudato si’.

Il prelato ha insistito anche nel collegare la protezione ambientale con l’educazione alla legalità, alla giustizia e alla pace, in una linea pastorale sempre più presente in alcuni settori episcopali italiani.

Leone XIV mantiene la linea sociale di Francesco

La visita ad Acerra conferma che Leone XIV, almeno in questa prima fase del suo pontificato, non sembra intenzionato a rompere con alcune delle priorità pastorali e sociali promosse da Francesco.

L’insistenza sull’“ecologia integrale”, il legame tra ambiente e povertà, e la denuncia della cultura consumistica tornano così al centro del discorso pontificio.

“Restiamo schiavi di una mentalità che usa, consuma e getta”, ha lamentato Di Donna, descrivendo una società dominata —a suo giudizio— dalla logica del consumo e dello scarto.

Nel frattempo, ad Acerra e in tutta la “Terra dei Fuochi”, la popolazione continua a vivere tra la fatica sociale, l’inquinamento persistente e il senso di abbandono istituzionale. Uno scenario che Leone XIV utilizzerà ora per rafforzare una delle grandi bandiere ideologiche e pastorali ereditate dal pontificato di Francesco.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare