Il Governo vanta, in occasione della visita del Papa, i suoi accordi con la Chiesa e la riassegnazione del significato del Valle.

Il Governo vanta, in occasione della visita del Papa, i suoi accordi con la Chiesa e la riassegnazione del significato del Valle.

Il Governo di Pedro Sánchez ha sfruttato questo mercoledì la riunione ufficiale di coordinamento della visita di Leone XIV in Spagna per rivendicare pubblicamente gli accordi raggiunti negli ultimi anni con la Chiesa cattolica, tra cui la risignificazione della Valle di Cuelgamuros, la questione delle immatricolazioni e la soppressione di determinati benefici fiscali.

La riunione, presieduta dal ministro della Presidenza, Félix Bolaños, ha visto la partecipazione di rappresentanti della Conferenza Episcopale Spagnola, della Nunziatura Apostolica, di vari ministeri, della Casa Reale e delle delegazioni governative di Madrid, Catalogna e Canarie, territori che il Pontefice visiterà tra il 6 e il 12 giugno.

Moncloa collega la visita del Papa ai suoi patti con la Chiesa

Nella nota diffusa dal Ministero della Presidenza, l’Esecutivo ha sottolineato espressamente che la visita di Leone XIV arriva “dopo il completamento di accordi storici tra il Governo e la Chiesa cattolica”.

Tra questi accordi, il comunicato menziona specificamente la risignificazione della Valle dei Caduti —»Cuelgamuros»—, il piano di riparazione alle vittime di abusi, gli accordi sui beni immatricolati e l’eliminazione di alcuni benefici fiscali della Chiesa.

Sicurezza, mobilità e coordinamento istituzionale

Durante la riunione sono state affrontate inoltre questioni logistiche legate alla visita di Leone XIV, in particolare i dispositivi speciali di sicurezza e mobilità che accompagneranno gli eventi di massa previsti a Madrid, Catalogna e Canarie.

Il Governo ha evidenziato che dalla conferma ufficiale del viaggio si sono tenute “decine di riunioni” di coordinamento tra amministrazioni pubbliche, la Conferenza Episcopale Spagnola e la Nunziatura Apostolica.

Tra i presenti c’erano anche il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska; il nunzio apostolico in Spagna, monsignor Piero Pioppo; e rappresentanti del Congresso, degli Esteri, dei Trasporti e della Politica Territoriale.

L’Esecutivo vuole evitare letture scomode del viaggio

La dimensione politica della visita si è riflessa anche in altre informazioni emerse nelle ultime ore. Secondo quanto pubblicato da Confidencial Digital, il Governo avrebbe chiesto al Vaticano di conoscere preventivamente alcuni discorsi che Leone XIV pronuncerà durante il suo soggiorno in Spagna, specialmente quelli relativi all’immigrazione.

Secondo fonti ecclesiastiche, la Santa Sede avrebbe rifiutato di fornire in anticipo gli interventi del Papa e starebbe lavorando per evitare che le sue parole possano essere interpretate come un sostegno esplicito a politiche concrete dell’Esecutivo。

Assicurano inoltre che il Governo non desidera nemmeno che la visita includa incontri politici che possano avvantaggiare l’opposizione, come un eventuale incontro tra Leone XIV e il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo.

Una visita segnata dal contesto politico

Sebbene ufficialmente il viaggio abbia un carattere pastorale e spirituale, diversi settori politici cercano già di collocarlo all’interno dei rispettivi quadri ideologici.

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Mentre l’Esecutivo insiste nel presentare il rapporto attuale con la Chiesa come una fase di “normalizzazione istituzionale”, parte del mondo cattolico osserva con preoccupazione alcuni accordi raggiunti negli ultimi anni, specialmente quelli relativi alla Valle dei Caduti e alla crescente secolarizzazione dello spazio pubblico spagnolo.

Il Vaticano mantiene il profilo pastorale del viaggio

Da parte della Santa Sede, il viaggio di Leone XIV continua a presentarsi come una visita pastorale centrata sui giovani, l’evangelizzazione, l’unità ecclesiale e questioni sociali come l’immigrazione e la secolarizzazione.

Fino ad oggi, il Vaticano ha evitato di entrare pubblicamente nelle controversie politiche interne spagnole legate alla visita, sebbene il contesto che circonda il viaggio renda inevitabilmente ogni gesto e ogni assenza oggetto di interpretazione pubblica.

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