Il Vaticano ha ordinato un’indagine formale contro il vescovo di Baton Rouge (Louisiana, Stati Uniti), Michael Duca, per la gestione di una denuncia presentata contro un sacerdote della sua diocesi accusato di condotta sessuale inappropriata e di aver effettuato presunte confessioni su contatti sessuali con minori.
L’indagine si svolgerà secondo le norme di Vos estis lux mundi, la procedura approvata dal papa Francesco per indagare possibili casi di negligenza episcopale in materia di abusi e protezione dei minori.
Il Dicastero per i Vescovi ha incaricato dell’indagine l’arcivescovo di New Orleans, James Checchio.
La denuncia è stata presentata a febbraio
Il caso è sorto a partire da una denuncia presentata a febbraio da Luke Zumo, un laico legato alla diocesi di Baton Rouge, attraverso il sistema di denunce istituito dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti per indagare possibili condotte improprie di vescovi.
Nel suo rapporto, Zumo sostiene che il vescovo Duca e il vicario generale della diocesi, il padre Jamin David, non hanno agito conformemente ai protocolli previsti dopo aver ricevuto accuse contro il sacerdote Charbel Jamhoury, all’epoca parroco di St. Isidore the Farmer, a Baker (Louisiana).
Secondo la denuncia, un adulto ha accusato il sacerdote di comportamenti inappropriati e ha assicurato inoltre che il presbitero avrebbe menzionato presunti atti sessuali precedenti con minori.
Il sacerdote respinge le accuse
Il padre Jamhoury ha negato le accuse. In dichiarazioni a The Pillar, ha affermato che “assolutamente no” ha tentato di mantenere alcun contatto sessuale con il denunciante né ha effettuato confessioni relative a minori.
Il sacerdote ha assicurato, al contrario, che era lui a subire una situazione di abuso da parte di quella persona, sebbene non abbia precisato il senso di tale affermazione.
La diocesi di Baton Rouge non ha risposto a diverse domande poste dal mezzo statunitense sul caso e sullo sviluppo dell’indagine interna.
Si contesta l’operato della diocesi
Uno dei punti centrali della denuncia contro il vescovo Duca è l’accusa di aver scoraggiato il denunciante a rivolgersi alla polizia dopo aver appreso le presunte dichiarazioni del sacerdote su minori.
Secondo le informazioni pubblicate, sebbene la diocesi abbia avviato un’indagine preliminare e successivamente rimosso il sacerdote dalla parrocchia a febbraio del 2026, alcuni organismi diocesani incaricati della protezione dei minori non sarebbero stati formalmente informati del caso durante la fase iniziale.
Il denunciante sostiene inoltre che le comunicazioni pubbliche della diocesi hanno minimizzato la gravità delle accuse.
Da parte sua, la diocesi ha spiegato in precedenza che il sacerdote è stato rimosso dal suo incarico dopo un’indagine interna, conversazioni con le parti coinvolte e valutazioni aggiuntive, incluse interviste condotte dalle autorità civili.
Indagine secondo le norme di “Vos estis lux mundi”
L’apertura formale dell’indagine avviene dopo che The Pillar ha riferito di un ritardo di diverse settimane nella risposta del Vaticano alla denuncia iniziale.
Le norme di Vos estis lux mundi stabiliscono che il Dicastero per i Vescovi deve agire “senza indugio” e, in ogni caso, entro i trenta giorni successivi alla ricezione di una denuncia.
Secondo il denunciante, le autorità ecclesiastiche hanno comunicato finalmente l’apertura dell’indagine pochi giorni dopo che il mezzo statunitense ha pubblicato informazioni sul ritardo nell’azione vaticana.
L’arcivescovo Checchio dovrà ora condurre l’indagine e rimettere successivamente le sue conclusioni a Roma.