Una chiesa in Germania ha incorporato scene e personaggi di Star Wars in una celebrazione religiosa come parte della sua «strategia» per attrarre giovani sempre più lontani dalla Chiesa. L’iniziativa ha avuto luogo a Burg Feuerstein, in Baviera, ed è stata promossa dal sacerdote responsabile della pastorale giovanile Gerd Richard Neumeier,
secondo quanto riferisce il medium tedesco Katholisch, el’atto non è stata una messa, ma un “gottesdienst” —termine tedesco che designa in modo generico un atto di culto— in questo caso una celebrazione della Parola, cioè senza Eucaristia.
Darth Vader nel tempio come risorsa pastorale
La celebrazione è iniziata con una scena ispirata alla saga cinematografica: personaggi come Darth Vader e soldati imperiali irrompevano nello spazio celebrativo in cerca del bene per combatterlo. La scena culminava con l’apparizione di un cavaliere Jedi e un combattimento con spade laser in cui trionfava il bene.
Secondo il sacerdote responsabile, questa risorsa scenica mirava a introdurre il tema centrale dell’atto: la lotta tra il bene e il male, la luce e l’oscurità. Da lì si passava agli elementi propri della liturgia della Parola, come letture bibliche, salmi e Vangelo.
La strategia: connettersi con l’immaginario giovanile
Lo stesso Neumeier inquadra l’iniziativa all’interno di una strategia pastorale più ampia. Secondo quanto spiega, l’obiettivo è rispondere alla crescente disconnessione dei giovani con la Chiesa, specialmente tra coloro che si preparano alla cresima.
In base al suo approccio, utilizzare riferimenti culturali come Star Wars permette di creare un «ponte» verso la fede, sfruttando temi presenti sia nella saga che nella Bibbia, come l’opposizione tra il bene e il male o la vittoria della luce sull’oscurità.
Il sacerdote giustifica questo approccio richiamando documenti come Christus vivit e le linee guida della Conferenza Episcopale Tedesca, che incoraggiano a sviluppare una pastorale giovanile «creativa» e adattata al contesto attuale.
Tra creatività e banalizzazione
L’iniziativa ha suscitato reazioni diverse. Sebbene il sacerdote assicuri che la risposta sia stata prevalentemente positiva e che la partecipazione sia stata elevata, riconosce anche l’esistenza di critiche.
Tuttavia, ha indicato che il formato è stato progettato in modo che altre parrocchie possano ripeterlo, anche senza disporre delle stesse risorse materiali. L’intenzione, sostiene, è offrire un modello che permetta di raggiungere giovani lontani dalla pratica religiosa.
La perdita del senso sacramentale
Quando la Chiesa adotta linguaggi estranei e trasforma il culto in una messinscena, perde ciò che la rende unica. I giovani cercano verità, senso e una proposta che li sfidi e li trasformi. Tutto il resto, lungi dall’avvicinarli, contribuisce a svuotare il contenuto della fede e a confondere il messaggio del Vangelo.
Casi recenti, come la protesta di giovani argentini dopo lo spettacolo techno in Plaza de Mayo, hanno reso chiaro che i giovani non reclamano un adattamento al mondo, ma dottrina, chiarezza e fedeltà all’identità della Chiesa.