León XIV: «Uno Stato ha il diritto di regolare i suoi confini. Non sto dicendo che tutti debbano poter entrare senza ordine»

León XIV: «Uno Stato ha il diritto di regolare i suoi confini. Non sto dicendo che tutti debbano poter entrare senza ordine»

Il papa Leone XIV ha offerto un messaggio sfumato e di fondo sull’immigrazione durante la conferenza stampa sul volo di ritorno dalla Guinea Equatoriale a Roma, alla vigilia del suo prossimo viaggio in Spagna a giugno, dove la questione migratoria —specialmente nelle Canarie— è uno dei grandi dibattiti sociali e politici.

Un approccio globale dopo il suo passaggio in Africa

Dopo diversi giorni in Africa, il Pontefice ha situato il fenomeno migratorio come un “¡fenómeno mondiale!”. In questo senso, ha posto una questione di fondo rivolta ai paesi più sviluppati: “¿cosa fa il Nord del mondo per aiutare il Sud del mondo o quei paesi dove i giovani oggi non trovano un futuro e, per questo, vivono questo sogno di voler andare verso il Nord?”.

Leone XIV ha sottolineato che “tutti vogliono andare verso il Nord, ma molte volte il Nord non ha risposte su come offrire loro possibilità” e ha denunciato situazioni di sofferenza legate a questo fenomeno, inclusa “la questione del traffico di persone, il ‘trafficking’, fa anche parte della migrazione”.

Inoltre, ha avvertito sullo sfruttamento dei paesi africani: “L’Africa è considerata da molta gente come un luogo dove si può andare a estrarre minerali, a prendere le sue ricchezze per la ricchezza di altri, in altri paesi”. Per questo, ha chiamato a un maggiore coinvolgimento internazionale: “Forse a livello mondiale dovremmo lavorare di più per promuovere una maggiore giustizia, uguaglianza e lo sviluppo di questi paesi africani”.

Ordine alle frontiere e realismo politico

Il Papa ha affermato: “Personalmente, credo che uno Stato abbia il diritto di stabilire norme alle sue frontiere”. E ha aggiunto con precisione: “Non dico che tutti debbano entrare senza un ordine, creando a volte nei luoghi verso cui vanno situazioni più ingiuste di quelle che hanno lasciato indietro”.

Queste parole introducono un criterio di realismo in mezzo a un dibattito segnato dalla polarizzazione, riconoscendo la legittimità di una gestione ordinata dei flussi migratori.

Dignità umana, principio irrinunciabile

Insieme a questo riconoscimento, Leone XIV ha insistito sulla dimensione morale del problema. “In ogni caso, sono esseri umani e dobbiamo trattare gli esseri umani in modo umano”, ha affermato con fermezza, denunciando che a volte vengono trattati “molte volte peggio che agli animali”.

Il Pontefice ha così sottolineato che oltre alle politiche concrete, la dignità della persona non può essere ignorata. “Quando arrivano, sono esseri umani e meritano il rispetto che spetta a ogni essere umano per la sua dignità”.

Un messaggio che anticipa il suo viaggio in Spagna

Le parole di Leone XIV arrivano in un momento chiave, a poche settimane dal suo viaggio in Spagna, dove l’immigrazione occuperà un posto di rilievo nel dibattito pubblico e anche nel mondo cattolico.

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Ora, dopo il suo passaggio in Africa, il Papa ha posto un quadro più ampio che combina responsabilità politica ed esigente morale: agire sulle cause profonde dell’immigrazione, riconoscere il diritto degli Stati di ordinare le loro frontiere e garantire, in ogni caso, il rispetto della dignità di ogni persona.

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