Omella compie 80 anni e lascia le diocesi di Spagna con un solo cardinale elettore

Omella compie 80 anni e lascia le diocesi di Spagna con un solo cardinale elettore

Il cardinale Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, compie questo 21 aprile 80 anni e raggiunge così il limite di età con il quale perde il diritto di partecipare a un eventuale conclave, lasciando la Spagna con Cobo come unico cardinale elettore e confermando la perdita di peso dell’episcopato spagnolo nella Chiesa universale.

Dall’Aragona all’episcopato: i primi anni

Nato nel 1946 a Cretas, in Aragona, Juan José Omella si è formato in Filosofia e Teologia a Zaragoza, Lovanio e Gerusalemme. È stato ordinato sacerdote nel 1970 e ha sviluppato il suo ministero per anni nella sua diocesi d’origine.

La sua nomina come vescovo ausiliario nel 1996 ha segnato l’inizio della sua traiettoria episcopale, che è continuata in diverse diocesi del nord-est spagnolo prima del suo arrivo a Barcellona.

L’ascesa con Francisco: Barcellona e il cardinalato

La svolta decisiva nella sua carriera è arrivata con il pontificato del Papa Francesco. È stato lui a nominarlo arcivescovo di Barcellona nel 2015 e a crearlo cardinale nel 2017, incorporandolo inoltre al Consiglio dei Cardinali, uno dei principali organi consultivi del Papa.

Da allora, Omella è stato identificato come uno dei prelati spagnoli più vicini alla linea promossa da Francesco, caratterizzata da una scommessa sul dialogo e sulla presenza istituzionale.

Presidenza della Conferenza Episcopale: dialogo senza risultati

Tra il 2020 e il 2024 ha presieduto la Conferenza Episcopale Spagnola in un contesto particolarmente complesso, segnato da importanti cambiamenti sociali e legislativi.

Durante quegli anni, la Chiesa in Spagna ha mantenuto un rapporto di interlocuzione con il Governo di Pedro Sánchez. Tuttavia, quella strategia di dialogo ha convissuto con l’approvazione di leggi rilevanti in materie sensibili, come l’eutanasia nel 2021.

Lontano dal rafforzare la presenza pubblica della Chiesa, quella tappa ha lasciato una sensazione di debolezza istituzionale e di mancanza di risposta di fronte alle principali sfide culturali.

Un profilo conciliatore in un contesto di tensione

Omella è stato abitualmente descritto come un vescovo dal profilo moderato e conciliatore. In Catalogna, durante gli anni della sfida indipendentista, ha cercato di mantenere una posizione di equilibrio, evitando una maggiore polarizzazione.

Quel stile ha segnato la sua azione pubblica, centrata sulla mediazione e sulla comprensione, in un contesto ecclesiale e sociale sempre più esigente.

La visita di Leone XIV e l’orizzonte della successione

L’uscita di Omella dal conclave coincide con la prossima visita del Papa Leone XIV in Spagna, prevista dal 6 al 12 giugno. Il Pontefice sarà a Barcellona in occasione del centenario della morte di Antonio Gaudí e dell’inaugurazione della torre di Gesù della Sagrada Família.

Il viaggio potrebbe servire anche per preparare il relevo nell’arcidiocesi di Barcellona. Tra i nomi che si menzionano figura quello dell’arcivescovo di Pamplona, Florencio Roselló, sebbene non ci sia conferma ufficiale.

Leggi anche: ¿Roselló rafforza il suo profilo nell’orizzonte successorio di Omella a Barcellona?

La fine di una tappa

Omella smette di essere elettore, ma continua a essere una figura rilevante per comprendere la Chiesa spagnola degli ultimi anni: vicina a Francesco, incline al patto istituzionale e segnata da una strategia di moderazione che non ha sempre dato frutti. La sua uscita dal conclave certifica la fine di una tappa e apre un’altra incognita più importante: chi occuperà Barcellona e quale rotta imprimerà a una diocesi decisiva nel panorama ecclesiale spagnolo.

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