Il Cardinale Bagnasco: «Non vedo rischi nella Messa tradizionale se si celebra con serenità e benevolenza»

Il Cardinale Bagnasco: «Non vedo rischi nella Messa tradizionale se si celebra con serenità e benevolenza»
Cava de’ Tirreni (Italia)  Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova e ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha partecipato alle celebrazioni della Vergine dell’Olmo, dove ha presieduto la Santa Messa e pronunciato un’omelia davanti a circa 500 fedeli.

In dichiarazioni al quotidiano Il Roma, Bagnasco ha sottolineato la necessità di una Chiesa «sempre più unita», in sintonia con l’appello del nuovo Papa dalla loggia di San Pietro: «È necessario che la Chiesa sia sempre più unita, e il Papa lo ha ricordato con fermezza e tenerezza fin dal primo momento».

La Messa tradizionale nell’unità della Chiesa

Chiedendosi sulla possibilità di allentare le restrizioni imposte alla Messa in latino, il porporato ha risposto con chiarezza:

«Ho servito per diversi anni nel Dicastero per le Chiese Orientali e ho constatato che nella Chiesa cattolica esistono più di trenta riti liturgici. Non ho mai visto, né vedo ora, come la forma straordinaria del rito romano —unico, come chiarì Benedetto XVI— possa creare problemi, come non accade con il rito ambrosiano. Non vedo rischi né pericoli se le cose si fanno serenamente e con benevolenza da parte di tutti».

Per Bagnasco, la diversità delle forme liturgiche vissute in pace e carità non compromette la comunione ecclesiale, ma può essere vissuta come una ricchezza al servizio dell’unità.

Germogli di fede e devozioni popolari

Il cardinale ha indicato motivi di speranza: «Vedo molti germogli di fede che crescono in ciò che sembra essere il deserto spirituale dell’Europa. Nelle famiglie e tra i giovani con cui parlo spesso percepisco la necessità di coltivare l’anima».

Sebbene la pratica religiosa diminuisca in alcuni luoghi, ha assicurato che le devozioni popolari «rimangono vive» anche nel nord Italia, specialmente nelle zone montane, dove «non è solo folclore: esprime un’anima religiosa profondamente legata alla Vergine e ai santi».

Dotttrina morale e chiamata personale alla conversione

Sulle questioni morali —inclusa l’omosessualità— ha ricordato che «la dottrina della Chiesa e il magistero sono chiari e si radicano nella Bibbia». Il Giubileo, ha detto, è «aperto a ogni persona» per confrontare la propria vita con il Vangelo. «Non i gruppi né le categorie, ma ogni persona».

Un invito alla speranza

Nella sua omelia, Bagnasco ha incoraggiato i fedeli a essere «dissidenti» di fronte alla cultura materialista che «predica l’assenza di Dio», quando «il cuore umano sente un bisogno assoluto di Lui».

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