Il martirio della coerenza e la persecuzione con guanti bianchi

Il martirio della coerenza e la persecuzione con guanti bianchi

Pbro. José Juan Sánchez Jácome / ACN.- Si stracciavano le vesti davanti al modo di agire di Gesù, si scandalizzavano per le sue azioni e le sue parole. Gli uomini colti e coloro che si sentivano padroni e interpreti ufficiali della religione si ribellavano al modo di procedere di Gesù Cristo.

Molte delle discussioni su temi nevralgici riguardavano trappole tese a Gesù e non tanto le buone intenzioni per arrivare a scoprire la verità.

Gesù, per esempio, fece camminare il paralitico, ma soprattutto gli perdonò i peccati. E di fronte a una prova così grande – perché Gesù amava le persone e voleva la loro guarigione fisica e spirituale – gli scribi si scandalizzano per il suo modo di parlare, perché osa perdonare i peccati.

Si scandalizzavano perché perdonava i peccati, perché si allontanava dall’interpretazione ufficiale che essi davano, un’interpretazione in cui restavano ai margini la vita, la giustizia, la misericordia e la salvezza, soprattutto per i più poveri e bisognosi.

Anche tra noi si vanno imponendo forme molto radicali e intolleranti di vedere la vita. Schemi e visioni della vita che si impongono con sofismi, stratagemmi e una falsa prospettiva della modernità, del progresso e della libertà.

Diceva Benedetto XVI: «Un uomo di coscienza è colui che non compra progresso, tolleranza, consenso, benessere, reputazione o approvazione pubbliche rinunciando alla verità».

Per questo ci sono persone che vengono perseguitate perché con fondamento si oppongono a visioni della vita basate semplicemente sulla sfacciataggine e sull’irragionevolezza. Persone che non si prestano a manipolare e abbassare l’altissima dignità dell’uomo.

Persone che vengono perseguitate, escluse e stigmatizzate perché non si prestano ad azioni nel lavoro, a scuola, nei divertimenti, nella vita ordinaria, azioni che vanno contro i valori.

Non sto facendo un panegirico di persone che forse vivono in modo fanatico la loro fede, cioè persone che diffidano di tutto, che hanno una visione negativa di tutto e non sanno godere e apprezzare la loro libertà e la bellezza che Dio ha creato in questo mondo.

Mi riferisco a coloro che difendono in modo educato e fondato la verità anche a costo della propria reputazione e della vita stessa. In modo paradossale, coloro che si mantengono nel bene e nella rettitudine si sentono a disagio e arrivano a sentirsi esclusi in questa società.

Per questo, papa Francesco a suo tempo parlò del martirio della persecuzione, cristiani che vengono perseguitati “educatamente” perché vogliono manifestare il valore di essere figli di Dio. Sono perseguitati da leggi ingiuste che approvano l’aborto, l’eutanasia e una visione del matrimonio e della sessualità contraria alla verità.

Come direbbe papa Francesco, sono persecuzioni con guanti bianchi mascherate da cultura, progresso e legalità. Nello stesso senso, diceva Giovanni Paolo II: “Il martirio del XXI secolo è il martirio della coerenza”.

Ancora una volta, Francesco sostiene: “E così vediamo ogni giorno che le potenze fanno leggi che obbligano a seguire questa strada e una nazione che non segue queste leggi moderne, colte o, almeno, che non vuole averle nella sua legislazione, viene perseguitata educatamente. È la persecuzione che toglie all’uomo la libertà, anche quella dell’obiezione di coscienza!”.

Il capo della persecuzione ‘educata’, Gesù lo ha chiamato: il principe di questo mondo. E quando le potenze vogliono imporre atteggiamenti, leggi contro la dignità del Figlio di Dio, perseguitano questi e vanno contro Dio Creatore. È la grande apostasia. Così la vita dei cristiani va avanti con queste due persecuzioni. Anche il Signore ci ha promesso che non si allontanerà da noi. “State attenti, state attenti! Non cadete nello spirito del mondo. State attenti! Ma andate avanti. Io sarò con voi”.

Recentemente abbiamo celebrato nella liturgia della Chiesa il martirio di San Giovanni Battista e ricordavo le parole di Sant’Agostino che ci conviene tenere ben presenti in questo clima di persecuzione e apostasia: “Pensate di Agostino ciò che vi piace; tutto ciò che desidero, tutto ciò che voglio e che cerco, è che la mia coscienza non mi accusi davanti a Dio”.

Anche Benedetto XVI si riferiva a questo stesso fatto: “Celebrare il martirio di san Giovanni Battista ci ricorda… che l’amore per Cristo, per la sua Parola, per la Verità, non ammette compromessi… La vita cristiana esige, per così dire, il «martirio» della fedeltà quotidiana al Vangelo, cioè il coraggio di lasciare che Cristo cresca in noi…”

Non smettiamo di ricordare i tempi terribili che la Chiesa ha affrontato affrontando persecuzioni lungo la sua storia, come la persecuzione durante i primi tre secoli. Noi in Messico stiamo ricordando il movimento cristero al compiersi dei 100 anni della persecuzione del governo messicano alla Chiesa. Consideriamo anche le difficili situazioni che stanno attraversando molti cristiani nel mondo, specialmente in Nigeria. 

Tuttavia, anche se non stiamo affrontando queste persecuzioni violente, come in altri tempi e in altri luoghi, la Chiesa e il Vangelo sono sempre perseguitati. Per questo siamo chiamati a essere fedeli e a non essere ingenui, di fronte alle avversità che continuiamo a subire. Così si riferisce sant’Agostino alle persecuzioni che continuiamo ad affrontare:

“Perciò nessuno dica: «Non posso essere martire perché i cristiani non vengono perseguitati». Avete appena ascoltato che Giovanni subì il martirio; e, se considerate secondo la verità, morì per Cristo. «Come –dici– morì per Cristo se non fu sottoposto a interrogatorio al riguardo né fu costretto a rinnegarlo?». Ascolta Cristo stesso che dice: Io sono la via, la verità e la vita. Se Cristo è la verità, per Cristo soffre ed è legittimamente coronato chi è condannato per aver difeso la verità.

Che nessuno, dunque, cerchi scuse; tutti i tempi sono aperti ai martiri. E che nessuno dica che i cristiani non subiscono persecuzione. Non è possibile svuotare di contenuto la sentenza dell’apostolo Paolo, poiché è vera; per lui parlò Cristo, non mentì. Dice: Tutti coloro che desiderano vivere piamente in Cristo, soffriranno persecuzione. Tutti –dice–; non escluse né scartò nessuno. Se vuoi provare la verità di ciò che disse, comincia a vivere piamente in Cristo e lo verificherai.

Forse perché cessò la persecuzione da parte dei re terreni il diavolo non infuria più? L’antico nemico è sempre vigile contro di noi; non addormentiamoci. Ci lusinga con adulazioni, tende insidie, inocula cattivi pensieri; per provocare una caduta più dannosa, propone guadagni, minaccia danni. Quando arriva il momento preciso, a stento si respinge il cattivo suggerimento con il risultato di accettare di buon grado la morte presente.

Capite, fratelli. Se qualcuno, per esempio una persona nobile che ha la tua vita in suo potere, ti costringe a proferire una falsa testimonianza, senza per questo dirti: «Rinnega Cristo», cosa pensi che faresti: scegliere la falsità o morire per la verità? E, tuttavia, chi ti perseguita non ti dice altro che «Rinnega Cristo». Perché, se –come ho già detto– Cristo è la verità, effettivamente rinnega Cristo chi rinnega la verità. Ora, chiunque proferisce una menzogna rinnega la verità. Chi proferisce una falsa testimonianza, perché lo fa? Senza dubbio, perché teme. Non subiscono persecuzione tutti i cristiani quando lottano per la verità? Attualmente tutti sono sottoposti a prova e ciascuno subisce la tentazione secondo le proprie circostanze” (Sermone 94 A, n. 2.).

Pertanto, all’interno del discernimento che facciamo per seguire incondizionatamente Cristo dobbiamo considerare la disponibilità alla persecuzione, come riflette Paolo Sottopietra: “Dio ci chiede oggi la disponibilità alla persecuzione: morale, mediatica, legale e anche fisica. Cristo, quando inviò i suoi discepoli, previde le persecuzioni. I tempi che viviamo riportano in primo piano queste sue parole, facendoci sentire di nuovo come una possibilità che ci riguarda. Il «sì» che Gli diciamo nel sacerdozio e per la missione comporta questa consapevolezza”.

Noi che siamo esposti alle insidie del nemico e sentiamo in prima linea il suo pungiglione, consideriamo l’invito che ci fa il P. Nicola Bux per non negare nulla al Signore, specialmente nei momenti difficili: “I cristiani devono essere preparati ad andare al martirio per Gesù, e non c’è modo migliore di resistere che andare a Messa, il sacrificio del martire. 

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