Alejandra Yáñez / ACN.- Qualche mese fa abbiamo saputo che un ministro eletto, amico intimo e subordinato dell’attuale Procuratrice Generale della Repubblica, Ernestina Godoy, ha redatto un progetto di sentenza per legalizzare totalmente l’aborto. Ernestina Godoy, quando era Consigliera Giuridica della Presidente Claudia Sheinbaum, ha promosso un’azione di incostituzionalità contro la riforma del Codice Penale di Aguascalientes che limita l’aborto fino alla sesta settimana di gestazione. Il ministro eletto propone di cancellare il reato di aborto dal catalogo dei delitti affinché sia regolato solo dalle autorità sanitarie. Ciò che tutti i messicani dovrebbero sapere è che questo ministro è impedito a risolvere questa questione, a causa della sua profonda amicizia con la parte attrice. È opportuno ricordare l’articolo 512 della Legge Organica del Potere Giudiziario della Federazione, che nella sua frazione II stabilisce che i ministri della Suprema Corte di Giustizia sono impediti a conoscere delle cause quando hanno un’amicizia intima manifesta con una delle persone interessate…
Questi ministri non sono giuristi. Sono lacchè ideologizzati che pretendono di imporre la loro limitata visione dei diritti umani. Le implicazioni della cancellazione del reato di aborto sono catastrofiche. Non si tratta solo di permettere l’omicidio del nascituro per tutta la gestazione. Significa mettere a rischio la vita delle donne povere che, di fronte a una gravidanza inattesa, crederanno che, essendo legale, si tratti di una procedura innocua. Non abbiamo il sistema sanitario della Danimarca, non ci sono medicinali ed è scientificamente provato che l’aborto nelle fasi avanzate è più rischioso per le donne.
Si tratta inoltre di una sentenza con implicazioni regressive sui diritti umani delle donne. Se si cancella l’aborto come reato… come si punirebbe chi aggredisce donne incinte e provoca la morte dei loro figli? Molti risponderanno che come lesioni. Quindi, per i ministri della Corte, uccidere un figlio nel grembo equivale a una lesione. Un figlio è più di un livido o di un taglio.
Il ministro utilizza come pretesto il principio della “minima intervento dello Stato” per invalidare il reato di aborto. Che sia solo una questione sanitaria regolata dalle autorità, le quali a discrezione potrebbero limitarlo a 12 settimane o lasciarlo senza limiti, come a New York o in California.
Per questi burocrati indolenti, la vita dei bambini non ancora nati è indifferente. Si punisce severamente il consumo di uova di tartaruga, ma si eleva a diritto l’omicidio di esseri umani nella fase intrauterina.
Povero il nostro Paese che, con un potere giudiziario sequestrato, sta transitando verso un sistema più centralista, che impone dalla Federazione una visione disumanizzata della vita e delle libertà. Per questo governo è falso che la scomparsa di persone sia un crimine contro l’umanità. Per questi funzionari, la vita dei figli non ancora nati è priva di ogni valore. PER QUESTO GOVERNO, LA VITA NON VALE NULLA.